Recensione su Il capitale umano

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15 ottobre 2014

Lo ammetto: non mi aspettavo un film così.
Eviterò di essere ripetitiva, essendo d’accordo con le recensioni precedenti, mi limito a dire che come sempre non c’è un solo attore che mi abbia deluso ; Valeria Bruni Tedeschi mi è piaciuta da morire, credo che l’essenza del suo personaggio, Carla, sia tutta in quel “Quanto zucchero?” , una donna annoiatissima e ricchissima, che prova a riempire le sue giornate con acquisti inutili quanto costosi e progetti che non vanno in porto anche per colpa di quel pizzico di coraggio in più che alla fine le manca.
Moglie bambola assolutamente non stimata e considerata dal marito, un Gifuni cinico e stronzo, uno di quelli che mira sempre al massimo dalla vita, incapace, forse, di affetto vero.
un Bentivoglio che riesce a rendere Dino mediocre e patetico quanto fastidioso alla perfezione, incapace di gioire e godere di quel che ha, che sembra reagire con profonda falsa gioia alla gravidanza della sua compagna, interpretata da Valeria Golino.
Son tutti infelici, compresi i ragazzi protagonisti, Luca, Serena e Massimiliano, il più immaturo e superficiale dei tre.
Mi ha lasciato un enorme senso di disagio, inadeguatezza, tristezza,insoddisfazione cronica; il capitale umano da cui trae inizio tutta la storia solo un piccolo, marginale, pezzettino del tutto.
Il valore di una persona un mero dato da esprimere in cifre.

Ottimo Virzì, superbi gli attori, grandioso il risultato.

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