2011

War Horse

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War Horse
War Horse

Il puledro Joey viene acquistato da un fattore inglese e diviene compagno inseparabile del figlio di questi, Ted. Sopraggiunge la Prima Guerra Mondiale e Joey viene venduto all'esercito per far fronte alle indigenze della famiglia di Ted, il quale riesce a farsi promettere da un ufficiale che farà di tutto per proteggere il cavallo durante il conflitto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: War Horse
Attori principali: Jeremy IrvineTom HiddlestonBenedict CumberbatchToby KebbellEmily WatsonDavid Thewlis, Peter Mullan, David Kross, Nicolas Bro, Eddie Marsan, Niels Arestrup, Celine Buckens, Matt Milne, Robert Emms, Rainer Bock, Geoff Bell, Tony Pitts, Irfan Hussein, Pip Torrens, Patrick Kennedy, Liam Cunningham, Hinnerk Schönemann, Sebastian Hülk, Philippe Nahon, Trystan Pütter, Anian Zollner, Hannes Wegener, Maximilian Brückner, Markus Tomczyk, Peter Benedict, Michael Kranz, Julian Wadham, Maggie Ollerenshaw, Seamus O'Neill, Pat Laffan
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura/Autore: Lee Hall, Richard Curtis
Colonna sonora: John Williams
Fotografia: Janusz Kamiński
Costumi: Joanna Johnston, David Crossman
Produttore: Kathleen Kennedy, Steven Spielberg
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 146 minuti

Sarebbe un 6,5 / 16 Aprile 2018 in War Horse

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un bel film, specialmente per le scenografie e paesaggi sulla prima guerra mondiale, ma da la sensazione che ci sia un po troppe cose nella trama. Oltre la fortuna sfacciata del cavallo e del padrone.
Comunque non male.

War Horse / 14 Ottobre 2016 in War Horse

Una bella storia… molto hollywoodiana, commerciale, forse un po’ banale, ma pur sempre una bella storia.
Sono le trame con cui Spielberg va a nozze, in una carriera che ha accatastato – a fasi alterne – pellicole come questa, di quelle adatte a tutte le generazioni.
Dopo aver affrontato il tema della seconda guerra mondiale in due film impegnati come Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan, il regista di Cincinnati fa un salto indietro nel tempo descrivendo il primo conflitto mondiale da un punto di vista davvero originale, quello di un bellissimo cavallo che si trova, suo malgrado, invischiato in una drammatica situazione in cui è stato trascinato dagli uomini.
La guerra del ’14-’18 rappresenta un vero spartiacque verso la modernità, anche da un punto di vista militare, come dimostra la prima scena di battaglia, in cui una carica di cavalleria si spegne drammaticamente contro il tiro delle mitragliatrici nemiche.
Il film è un omaggio al cavallo, il secondo migliore amico dell’uomo, l’animale che gli ha consentito di dominare il mondo nell’antichità e che solo nel Novecento è stato definitivamente sostituito dalle macchine nelle sue funzioni logistico-produttive.
Efficace la scena dei due soldati nemici che liberano il cavallo dal filo spinato, anche se per avere una qualche ambizione antimilitarista serve ben altro (Kubrick e Losey ne sanno qualcosa).
La fotografia di Janusz Kaminski si esalta nello splendido finale bicromatico, che omaggia certi scenari western e certi classici come Via col vento.
Per una volta John Williams fa una colonna sonora “normale”, esattamente come normale è la pellicola nel suo complesso, sicuramente non destinata ad entrare nella cerchia dei film memorabili.

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20 Aprile 2014 in War Horse

Il film e’ bello con una splendida fotografia, magari alcuni attori (umani) lasciano un po’ a desiderare, ma quel che vorrei sottolineare e’ che se gli uomini sono talmente folli a massacrarsi tra di loro in stupide guerre facciano pure, ma lascino in disparte gli animali che non c’entrano niente.

Tante piccole chicche :) / 2 Febbraio 2013 in War Horse

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film diciamo che racchiude tante piccole chicche sulla guerra e sulla sua illogicità totale… ce ne sono tante, il capitano inglese, i fratelli tedeschi, i tedeschi che rubano il cibo alla fattoria, ma la migliore è e rimane quando l’inglese e il tedesco vanno nella terra di nessuno per liberare il cavallo.

Fa vedere che al di la tutto quello che li separa, al di la del fatto che sono in guerra e che hanno provato a uccidersi fino a poco fa, i due sono esseri umani e basta un cavallo e un paio di cesoie per ritornare a parlarsi e a riconoscersi come essere umani e come tali ci si preoccupa di poter far del male proprio a lui… secondo me conoscendo quello che si trova dall’altra parte della trincea molti conflitti potevano essere evitati..

Citazione: ce lo giochiamo a box? sei matto, non vogliamo mica scatenare una guerra!! (nel mezzo della terra di nessuno)

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C’era una volta Steven Spielberg … / 27 Gennaio 2013 in War Horse

C’era una volta in cui avevo un regista preferito e il suo nome era Steven Spielberg …
Non è l’inizio di una qualche stramba favola ma una verità. Lo stimavo moltissimo ,per me era il prototipo del “director” hollywoodiano: mi piaceva sul set quando lo vedevo in qualche contenuto extra di dvd ,i suoi berretti che sbucavano da dietro la macchina da presa, la sua voce …

Uso l’imperfetto perché ovviamente da un po’ non è più così. Steven ,che ti è successo? Dov’è finito il creatore di quel piccolo alieno che faceva volare le biciclette ,il profondo cineasta che ha dato la luce a “Schindler’s list” o a uniche rappresentazioni della guerra come quella di “Salvate il soldato Ryan” e il simpaticone dietro a due perle come “The terminal” e “Prova a prendermi”?

A suggellare questa vacanza che sembra essersi preso dal cinema di qualità c’è un film che tra gli altri vi contribuisce. Sto parlando di “War horse”. Ora ,non voglio dire che sia tra i buchi neri sulla filmografia di Spielberg ,quelli sono altri; ma di sicuro è sintomo di una tendenza scivolosa bella e buona. “War horse” si prende comunque un 7 ,ma è più un 6 e mezzo: la fotografia è adeguata ;il cast ,sebbene formato da gente pressochè sconosciuta, è capace; e ci sono diversi momenti e scene del film che si distinguono per pregi nella parte tecnica ,nella sceneggiatura e nell’originalità dei temi affrontati. L’invito a riflettere sulle diverse forme di coraggio in guerra come nella vita non va sottovalutato. Ma la colonna sonora?! John Williams ,compositore apprezzato e braccio destro di Steven, sembra seguire il suo amico regista lungo il suo scivolo. E l’inizio e l’epilogo?! Troppo lagnose e sdolcinate le “effusioni” tra Albert e il cavallo nei prati verdi della campagna ;controprudecente la ripresa della storiella dell’asta per finire così come si era cominciato ;inutile l’incontro conclusivo ;assurdo il tramonto arancione. Poi, non capisco cosa ci sarebbe di sensato nel creare un parallelismo circolare tra inizio e fine di un film; anzi si riceve l’impressione di non aver visto nulla. Il “viaggio” che lo spettatore compie guardando una pellicola và sempre lasciato un po’ ininterrotto ,non azzerato.

Ad ogni modo, per concludere, Spielberg ha “lasciato un vuoto nel mio cuore”. Ok, magari meglio non dirlo con tutto questo miele ;già in “War horse” ve ne era troppo! Resta il fatto ,tuttavia, che devo eleggere un sostituto per la posizione di “favorite director” e ultimamente la mia scelta sta ricadendo via via sempre più su – udite, udite! – Quentin Tarantino. Perché proprio lui? Beh, il cinema di Quentin è ,intanto, già più moderno di quello di Stefano Spilbergo. Tarantino sa ,poi, rinnovare tematiche e trame di continuo; ben altro è il discorso per la triade guerra-famiglia-diversità spielberghiana ,potremmo chiamarla così. Inoltre, io guardo agli Oscar 2013 come una sfida proprio tra questi due grandi: l’ex videotecaro con “Django unchained” da una parte e il padre di “E.T.” con “Lincoln” dall’altra. A questo punto per chi farò il tifo lo sapete. Non ho ancora visto “Lincoln” ma mi sa tanto di “Amistad 2 – la vendetta” e “Amistad” non mi è piaciuto affatto.

Voi ,invece, come la pensate su Spielberg? E – apro un piccolo sondaggio – avete un regista prediletto? Chi è?

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