Recensione su Gangster Squad

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16 febbraio 2014

Un poliziesco ben realizzato, che riporta in auge per per i suoi 113 minuti le atmosfere cupe e gli affascinanti elementi del genere noir, pur non potendosi propriamente definire tale.
Ci sono vari uomini tormentati, ognuno a suo modo. Un sottile confine tra bene e male, spesso valicato anche dai cosiddetti “buoni”. Una femme fatale capace di irretire, ma anche di amare. Una storia dalle tinte molto fosche, poco spazio per redenzioni personali o ideali da difendere, la sopravvivenza è l’unica legge.
La storia della disperata caccia a Mickey Cohen diventa allora la battaglia di ognuno contro i suoi demoni personali, in una L.A. inospitale e spietata, perfetta cornice delle azioni della squadra di fantasmi capitanata da J. Brolin.
Ho apprezzato molto le prove attoriali, particolarmente quella di J. Brolin, adatto per una parte che mi ha ricordato molto quella di R. Crowe in L.A. Confidential.
Un film interessante, non perfetto, a tratti un pò lento forse e non esente da qualche lacuna di sceneggiatura, ma comunque di grande atmosfera ed efficacia. Si sente un retrogusto di Chinatown e L.A. Confidential, anche se siamo ben lontani dai fasti di quei due film.

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