2017

Madre!

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Madre!
Madre!

La tranquilla vita di una coppia viene compromessa dalle inopportune ingerenze di alcuni ospiti.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: mother!
Attori principali: Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Brian Gleeson, Domhnall Gleeson, Jovan Adepo, Patricia Summersett, Eric Davis, Raphael Grosz-Harvey, Kristen Wiig, Stephen McHattie, Cristina Rosato, Xiao Sun, Marcia Jean Kurtz, Hamza Haq, Gregg Bello, Stanley B. Herman, Sabrina Campilii, Amanda Chiu, Emily Hampshire, Abraham Aronofsky, Luis Oliva, Stephanie Ng Wan, Ambrosio De Luca, Arthur Holden, Henry Kwok, Alexander Bisping, Koumba Ball, Robert Higden
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura/Autore: Darren Aronofsky
Colonna sonora: Jóhann Jóhannsson
Fotografia: Matthew Libatique
Costumi: Danny Glicker, Erick Martinez
Produttore: Darren Aronofsky, Scott Franklin, Ari Handel, Jeff G. Waxman
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Horror, Thriller
Durata: 121 minuti

Natura maligna / 15 Gennaio 2019 in Madre!

Premessa: non amo particolarmente questo regista dal nome impronunciabile e inscrivibile, lo trovo molto un Lars Von trier più pop e il suo ultimo lavoro era stato quella porcheria immonda di Noah;: quindi non avevo grandi aspettative.
Invece è un bel film, un po' pretenzioso ma efficace. Ha diviso molto il pubblico c'è chi grida al capolavoro e c'è... continua a leggere » chi lo ha odiato.
Il racconto è palesemente sia una rilettura della Bibbia (Partendo da Adamo ed Eva, Caino ed Abele e infine proprio Cristo) sia allegoria del percorso artistico con Jennifer Lawrence che rappresenta sia la terra, che la musa entrambe usate sfruttate fino al massimo e poi abbandonate. Ritengo che le metafore usate non siano così criptiche e nemmeno così originali, ma sicuramente funzionali alla storia.
Aronofsky usa molta macchina a mano, specialmente all'inizio dove riprende soprattuto la Madre con soggettive poi sempre distorte. Il film è molto cupo e va dalla tragedia all'horror con un senso di ineluttabilità tipico della prima, infatti già dall'inizio sappiamo come andrà a finire. In questo mi ha riordato Melacholia del già Lars von Trier, dove nella prima inquadratura ti mostrava la fine del film, come a sottolineare l'impossibilità di cambiare il corso degli eventi.
Stessa cosa succede in questo film la madre (una ottima Jennifer Lawerence che di solito non mi piace) subisce il suo destino, pur cercando di combattere ne soccombe come la terra(rappresentata dalla casa) è in balia di un'umanità peccaminosa.
Questo film s'inscrive perfettamente nella filmografia del suo regista, che si manifesta come indagatore della psiche umana nei suoi lati più perversi, tortura quasi i suoi personaggi (Basti pensare al Cigno nero o a Requiem for a dream), indagano nelle zone più losche dell'umanità, la sua natura maligna.
E' sicuramente un regista interessante e in crescita, ecco la mia sensazione è sempre quella di voler essere sì distruttivo, si perverso ma di riuscirci fino ad un certo punto. Ma questo è un mio problema, visto che a Cannes metà pubblico si è indignato.

L’Apocalisse nel labirinto / 2 Marzo 2018 in Madre!

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Viva viva Aronofsky, che mi intriga, che mi conturba e che mi turba, che mi lascia giorni a soffriggere nelle riflessioni, che stimola la mia fantasia e la mia memoria, che mi porta su una strada e poi su un'altra e su un'altra ancora.
Di tutti sentieri che Madre! invita a percorrere, a me è piaciuto imboccare quello lastricato dal concetto di... continua a leggere » creazione artistica.
Esulando dalla metafora religiosa che lo stesso regista, secondo me sardonicamente, ha suggerito sia la chiave di lettura univoca (?) del film, sono rimasta affascinata dalla rappresentazione dell'artista, del processo creativo e delle implicazioni a livello sociale che si appaiano al tema.

In quest'ottica, il personaggio della Lawrence è perlomeno trino: musa ("Ispirazione, dov'eri finita?", le domanda l'editrice/Kristen Wiig, appellandola con un'apposizione precisa), dea (lo scrittore-poeta/Bardem, la chiama spesso così), compagna.
Con la sua sola presenza, questa donna fornisce la materia creativa all'artista e, per amor suo ("Lo ami davvero. Che Dio ci aiuti", dice l'intrusa/Michelle Pfeiffer) e della sua Arte, capace di commuoverla, accetta più o meno consciamente limitazioni, costrizioni (nel film, è l'unico personaggio che non può uscire dalla casa), sacrifici e ingerenze.
Non è lei a partorire: lei è il veicolo transeunte e incosciente dell'Idea/dell'Opera che germina grazie all'artista, che prende forma in lei, ma è lui a porre il seme, a vedere ciò che gli altri non scorgono se non quando tutto (l'Opera artistica) si è compiuto, per essere cannibalizzato dal pubblico in un rito isterico di consumo collettivo.

Quanto e perché l'Opera merita di essere condivisa?
La Lawrence chiede insistentemente a Bardem di restare solo con lei, ma lui è inebriato dalla notorietà, dal successo, dall'investitura a eroe della cultura concessagli da critica e pubblico.
Immagino che con questo film Aronofsky abbia rappresentato le sue inquietudini sul suo stesso mestiere. Il risultato di unatto intimo (l'unione tra la musa e l'artista) diventa oggetto di speculazione, critica, irrisione, esaltazione da parte di una platea ignorante (tale poiché non può conoscere appieno la genesi e le motivazioni della creatura artistica e non perché non sia sufficientemente colta o intelligente).

Il ruolo invidiato e odiato della compagna dell'artista si esplica nella furia che la gente riversa sul personaggio della Lawrence: lei, forse, conosce i segreti dell'Opera; certamente, lei ha preso parte alla sua creazione; un giorno, desiderosa di esclusiva intimità, potrebbe convincere l'artista a non lavorare più (l'editrice è pronta a spararle); è una figura privilegiata e, in quanto tale, merita disprezzo e accanimento fisico violento.

Il suo sacrificio finale è l'apice della sua comunione autodistruttiva con l'artista.
La rinascita del mondo domestico dello scrittore-poeta con una donna di aspetto diverso che si risveglia nel letto occupato inizialmente dalla Lawrence, in questo senso, la intendo come la trasposizione su carta dell'esperienza vissuta, la trasformazione della Vita in Opera.

Il tema della metamorfosi e del sacrificio supremo nel nome dell'Arte, già esplicitatosi ampiamente ne Il cigno nero, trova in Madre! un'ottima rappresentazione circocentrica, labirintica, apocalittica.
Un cortocircuito stimolantissimo.

Filosofia, arte, vita / 19 Febbraio 2018 in Madre!

Se l'arte è il fluire incontenibile delle proprie emozioni, Aronofsky con questo film ha toccato vette artistiche altissime: l'eterno ritorno dell'uguale, il ciclo ineluttabile della vita, la morte disgregante e la vita rigenerante sono tutti elementi che si mescolano, portando alla luce un film denso, angosciante, ricco. Intrattenere significa anche e, mi... continua a leggere » auguro, soprattutto portare lo spettatore a porsi delle domande, a riflettere sul proprio essere io nel mondo, io del mondo. Io lo farei vedere ai miei (ancora ipotetici) studenti di Filosofia.

Mi spiace per chi non lo ha capito / 18 Febbraio 2018 in Madre!

Già... mi spiace perchè è difficile realizzare un film simile. Riuscire a farlo "gustare" a tutti. Non siamo per fortuna tutti uguali. Non è una questione di essere più o meno cervelloni. E' una questione di gusto ed empatia. Soffermarsi però solo alla visione, senza captare cosa il regista stia cercando di far capire è un pò da pigri. Io stesso non... continua a leggere » sono un amante dei film alla David Lynch, dove devi trovare il senso delle cose o rimettere insieme i pezzi apparentemente incomprensibili ma qui, con "Mother", il discorso è differente. Come dicevo all'inizio è difficilissimo realizzare un film simile. Quasi ogni discorso cela il significato di qualcosa di molto profondo o quanto meno si rifa a discorsi profondi che si ricongiungono alla fine e che vanno oltre a ciò che vediamo durante il film!
Sostanzialmente il Poeta (in crisi) è Dio, che ha bisogno di essere adulato, che non riesce ad odiare nessuno nonostante tutto, che non riesce a proteggere "lei", la giovane moglie, "madre" natura. Durante tutta la pellicola non hanno nomi, sono semplicemente Lui e Lei, cosa a cui si fa caso solo alla fine. Vediamo episodi in cui si celano messaggi di puro riferimento biblico, come Adamo ed Eva, Caino e Abele, il cerchio della vita, il fanatismo religioso, la depredazione, la violenza, la distruzione di "madre" natura.
Film davvero intenso.... non vi nascondo che sono arrivato alla fine quasi senza capirci nulla...... ci ho riflettuto 2 giorni prima di dargli un voto e scrivere questa recensione. Secondo il mio modesto parere, uno dei migliori film degli ultimi 20 anni.

Non ci ho capito assolutamente niente / 12 Febbraio 2018 in Madre!

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non sono un fan di questi film , alla David Lynch per capirci. Tutti strani , interpretativi , metaforici , fuori di testa... ci siamo capiti.
Questo però fa eccezione , perchè mentre forse gli altri un qualche senso lo avevano e io - persona sempliciotta, che quando guarda un film vuole una TRAMA chiara e non da "assemblare"- forse non l'ho capita... continua a leggere » ,questo Mother! invece mi ha lasciato totalmente inebetito dall'inizio alla fine.
Non ho capito il genere... un pò horror con la casa sanguinolenta , un pò comico , un pò drammatico , molto grottesco ,a tratti noir , più fantasioso che fantascientifico...Boh.
Non ho capito la trama , non ho capito il messaggio , non ho capito gli ultimi 30-40 min di follia - forse metaforica .
Non c'ho capito letteralmente nulla.
L'unica cosa che mi è rimasta è una grande interpretazione della coppia Lawrence + Bardem , questo si.
Ed è l'unico motivo per il quale ho guardato fino alla fine questo delirio di fim , nonchè l'unica motivazione per la quale non gli do un voto ancora più basso.