2013

Frances Ha

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Frances Ha
Frances Ha

Quando la sua amica e coinquilina Sophie si trasferisce, andando a vivere con il proprio fidanzato, Frances deve finalmente rendersi indipendente, costruirsi un'identità.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Frances Ha
Attori principali: Greta GerwigMickey SumnerMichael EsperAdam DriverMichael ZegenCharlotte d'Amboise, Grace Gummer, Patrick Heusinger, Josh Hamilton, Maya Kazan, Justine Lupe, Britta Phillips, Juliet Rylance, Dean Wareham, Hannah Dunne, Daiva Deupree, Isabelle McNally, Vanessa Ray, Lindsay Burdge, Marina Squerciati, Christine Gerwig, Gordon Gerwig, David Salem, Isaac Salem, Anna Salem, Laurie Aloisio-Salem, Daniel Roose, Courtney Coffin-Jensen, Kristine Jensen, Doug Craft, Timothy Mickiewicz, Tre Borden, Connor Mickiewicz, Laura Parker, Serena Longley, Barbara Ross English, Peter Scanavino, Ryann Shane, Danish Hyder, Teddy Cañez, Gibson Frazier, Cindy Katz, Cohlie Brocato, Finnerty Steeves, Michelle Hurst, Molly Lieber, Eleanor Smith, Alex Moore
Regia: Noah Baumbach
Sceneggiatura/Autore: Noah Baumbach, Greta Gerwig
Fotografia: Sam Levy
Produttore: Scott Rudin, Noah Baumbach, Fernando Loureiro, Lourenço Sant'Anna, Rodrigo Teixeira, Lila Yacoub
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 86 minuti

Nouvelle York Vague / 3 Agosto 2017 in Frances Ha

L’utilizzo del bianco e nero oggi porta sempre con sè il rischio della leziosità: fare “il bianco e nero” è un vezzo autoriale. Però è anche una sfida per il cineasta di genio, quella di convincere il pubblico che non si tratta di un bluff ma di una necessità artistica; ebbene secondo me Frances Ha non poteva non giocare con la gamma dei grigi. L’atmosfera è proprio quella di un film della nouvelle vague impiantato a New York (con una parentesi parigina), un montaggio dinamico di sequenze piuttosto brevi, dialoghi figli delle scritture di Cassavetes e Allen; c’è la nevrosi newyorkese e c’è una folie molto francese. Il personaggio di Frances, interpretato da una dolcissima Greta Gerwig, ha un suo modo peculiare di affrontare la vita, genuino, fondamentalmente individualista seppure mai scontroso, che superficialmente diresti sulle nuvole ma in realtà ha una propria forza segreta (non è un personaggio fasullo, conosco gente così). Il rapporto con l’amica (interpretata benino da Mickey Sumner, la figlia di Sting) rasenta la morbosità anche se non supera mai il confine della reciproca indipendenza, e soprattutto non sbrodola mai in uno scontato rapporto omosessuale; questo bisogno irresistibile di Frances di avere l’amica accanto, con la quale c’è una intesa unica, è il perno di questa commedia amara sulla solitudine e l’insuccesso personale. Ottimi anche i due protagonisti maschili, Adam Driver (in una intervista Baumbach ha detto di lui: “Tutto ciò che fa e che dice è interessante”) e il bravo Michael Zegen.

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8 Ottobre 2014 in Frances Ha

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film sull’insopprimibile leggerezza di vita confusa, che diffonde e irradia la protagonista. Frances se la spaccia postuniversitaristicamente (lol) a New York, le piace tanto, è una ballerina, le piace tanto, ha una super amica (ha-mica. Frances Ha. Ha-ha. Ok scusa la smetto) con un super naso, e le piace tanto, con cui condivide la casa. Col naso, chiaramente. L’amica, Sophie, la lascia per farsi sbombazzare da un rampollo idiota e riccastro, Frances inizia un peregrinare di sistemazione in sistemazione, tra amici e parenti, passando per case e luoghi e fughe e situazioni. Non è brava abbastanza per realizzare il suo sogno di danza, è sentimentalmente sempre sola perché è intelligente e speciale pur non essendo in nulla alcunché di particolare. Come si sente ognuno di noi no?
Ma è viva e ci crede e ci prova, e inciampa un sacco (letteralmente e no) ma corre e ci riprova (la cit. della corsa di Sang mauvais di Carax l’ho colta giusto perché per contingenza pura l’avevo visto due mesi fa), fluttuante in un’incertezza che qua come là è inevitabile carattere dell’oggidì e del domani boh. Sì che non v’è certezza del resto lo dicevano già quache anno fa, ma era inteso altrimenti. La scelta del b/n accentua la spontaneità e l’atemporalità del personaggio, il suo sorriso e il fatto che, sostanzialmente, non succeda mai quasi nulla. Esattamente come a chiunque. Il regista, e anche l’attrice, che qui ci ha messo due mani per co-scrivere la sceneggiatura, sono i medesimi di Greenberg, un film che probabilmente era piaciuto solo a me perché sono l’unico che non sopporta Ben Stiller (manco son certo che sia lui o un attore esotico dal nome, chessò, Happy Hippo) nei suoi film idioti, cioè quasi tutti. Il regista, saying, rientra nella categoria “tizi col nome ebreo cresciuti sotto l’ala di Wes Anderson”. Grazie a questo film ho scoperto che esiste un genere che si chiama mumblecore, la cosa mi ha divertito una cifra e c’è una wikipagina che spiega ed elenca.
Siamo post-moderni e humble e mumble.

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22 Dicembre 2013 in Frances Ha

Un gioiellino. Frances Ha è questo e molto altro. Adornato da un bel bianco e nero che rende quasi atemporali le vicende, è il racconto semplice, senza fronzoli e iperboli di una ventisettenne che va costruendosi la vita: fa la ballerina ( ci prova), cambia casa, torna dai suoi per un rassicurante Natale, si rifugia dall’amica di sempre ( e questa amicizia, la co-protagonista del film in pratica , è stupendamente trattata), si arrabbia e in tutto ciò non perde mai quella voglia contagiosa di vivere, il sorriso di una Greta Gerwig bravissima e adorabile, praticamente un tutt’uno con Frances. Con una bellissima OST, che ha reso certe scene indimenticabili ( Frances che corre con Modern Love di Bowie in sottofondo tanto per dirne una), New York sullo sfondo e dialoghi brillanti, il film diventa godibilissimo, un vero e proprio piacere.

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