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Recensione su Frances Ha

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8 ottobre 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film sull’insopprimibile leggerezza di vita confusa, che diffonde e irradia la protagonista. Frances se la spaccia postuniversitaristicamente (lol) a New York, le piace tanto, è una ballerina, le piace tanto, ha una super amica (ha-mica. Frances Ha. Ha-ha. Ok scusa la smetto) con un super naso, e le piace tanto, con cui condivide la casa. Col naso, chiaramente. L’amica, Sophie, la lascia per farsi sbombazzare da un rampollo idiota e riccastro, Frances inizia un peregrinare di sistemazione in sistemazione, tra amici e parenti, passando per case e luoghi e fughe e situazioni. Non è brava abbastanza per realizzare il suo sogno di danza, è sentimentalmente sempre sola perché è intelligente e speciale pur non essendo in nulla alcunché di particolare. Come si sente ognuno di noi no?
Ma è viva e ci crede e ci prova, e inciampa un sacco (letteralmente e no) ma corre e ci riprova (la cit. della corsa di Sang mauvais di Carax l’ho colta giusto perché per contingenza pura l’avevo visto due mesi fa), fluttuante in un’incertezza che qua come là è inevitabile carattere dell’oggidì e del domani boh. Sì che non v’è certezza del resto lo dicevano già quache anno fa, ma era inteso altrimenti. La scelta del b/n accentua la spontaneità e l’atemporalità del personaggio, il suo sorriso e il fatto che, sostanzialmente, non succeda mai quasi nulla. Esattamente come a chiunque. Il regista, e anche l’attrice, che qui ci ha messo due mani per co-scrivere la sceneggiatura, sono i medesimi di Greenberg, un film che probabilmente era piaciuto solo a me perché sono l’unico che non sopporta Ben Stiller (manco son certo che sia lui o un attore esotico dal nome, chessò, Happy Hippo) nei suoi film idioti, cioè quasi tutti. Il regista, saying, rientra nella categoria “tizi col nome ebreo cresciuti sotto l’ala di Wes Anderson”. Grazie a questo film ho scoperto che esiste un genere che si chiama mumblecore, la cosa mi ha divertito una cifra e c’è una wikipagina che spiega ed elenca.
Siamo post-moderni e humble e mumble.

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