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Seven

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Seven
Seven

Ad una sola settimana dalla pensione il detective William Somerset viene affiancato al giovane che prenderà il suo posto nel dipartimento, l'irruento David Mills, nell'indagine su di un efferato ed alquanto strano omicidio: un uomo costretto letteralmente a mangiare fino alla morte; nei giorni seguenti altri assurdi omicidi vengono scoperti, e gli indizi portano i due detective a convincersi che dietro tutto questo ci sia la mano di un'unica persona, uno spietato serial killer fanatico religioso ossessionato dai sette vizi capitali.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Se7en
Attori principali: Brad Pitt, Morgan Freeman, Gwyneth Paltrow, John C. McGinley, Kevin Spacey, R. Lee Ermey, Richard Roundtree, Richard Schiff, Julie Araskog, Mark Boone Junior, John Cassini, Reg E. Cathey, Peter Crombie, Hawthorne James, Michael Massee, Leland Orser, Richard Portnow, Daniel Zacapa, Alfonso Freeman, Harris Savides, Andrew Kevin Walker, Richmond Arquette, Pamala Tyson, Emily Wagner, Shannon Wilcox, George Christy, Endre Hules, William Davidson, Bob Collins, Dominique Jennings
Regia: David Fincher
Sceneggiatura/Autore: Andrew Kevin Walker
Colonna sonora: Howard Shore
Fotografia: Darius Khondji
Costumi: Michael Kaplan, Elinor Bardach
Produttore: Phyllis Carlyle, Arnold Kopelson, Anne Kopelson, Dan Kolsrud, Gianni Nunnari
Produzione: Usa
Genere: Thriller, Poliziesco
Durata: 127 minuti

13 febbraio 2015 in Seven

Uno dei pochi vantaggi del Festival di Sanremo è che vengono proposti più film sulle reti generaliste (soprattutto su Mediaset); così dopo la mia prima visione di L'esorcista, mi sono rivisto questo splendido thriller di David Fincher.
Atmosfere cupe in una citta molto piovosa non meglio specificata (credo fosse intento di Fincher lasciare... continua a leggere » l'ambientazione generalista) e splendidi protagonisti coinvolti in un ottimo intreccio thriller.
L'anziano detective Somerset (un grande Morgan Freeman) è prossimo alla pensione, un pò disilluso dalla vita ed ha visto troppa violenza per poter credere ancora in un mondo migliore.
Il giovane detective Mills è impulsivo, appena arrivato in città proprio per sostituire Somerset.
I due si ritrovano coinvolti in un caso complicato dove il killer John Doe (il nome è usato per identificare i cadavari sconosciuti, interpretato da uno strepitoso Kevin Spacey) mette in scena esecuzioni ispirate ai sette vizi capitali.
Pur con le loro differenze di carattere e qualche tensione, i due cercheranno di catturare il pericoloso assassino.
Film intenso con citazioni dantesche (ma non solo) e grandissimo finale.
Nel resto del cast da citare Gwyneth Paltrow (la moglie di Mills), R. Lee Ermey (era il sergente di Full Metal Jacket, qui è il capo della polizia) e Leland Orser che vedremo successivamente in Er e ne "Il collezionista di ossa", qui nel ruolo del cliente della prostituta.

13 febbraio 2015 in Seven

Rivisto dopo la bellezza di vent'anni...a mio modestissimo parere uno dei migliori thriller degli anni'90, se non addirittura il migliore in assoluto, con un cast unico e formidabile(bravissimi sia Pitt che Freeman, ma Spacey è qualcosa di straordinario, la sua interpretazione così breve ma intensa è qualcosa di memorabile).
Per me un autentico... continua a leggere » capolavoro, intenso in tutto e per tutto...in assoluto il miglior film di David Fincher...

Se7en, la consacrazione di David Fincher / 2 gennaio 2015 in Seven

Decisamente convincente la seconda prova alla regia di David Fincher. Il regista statunitense confeziona un thriller egregio dopo essersi fatto le ossa con Alien 3. Una miscela che si rivela perfetta per l'armonia e la scelta degli ingredienti presenti. Una sceneggiatura solida, o la scelta di uno stile prettamente noir. O ancora l'impegno dietro la... continua a leggere » telecamera operato dallo stesso Fincher. Tutti elementi che rendono la pellicola appagante alla visione.
Non va dimenticato Kevin Spacey. Rappresenta il "perfetto criminale", diceva Caparezza nella canzone titolata proprio con il nome dell'attore americano. E in Se7en sembra proprio confermare con decisione questa espressione.
Da segnalare anche il bell'accompagnamento sonoro di un allora poco conosciuto Howard Shore. La composizione del canadese si rivela azzeccatissima sin dagli inquietanti titoli di testa.

8 novembre 2013 in Seven

Il thriller che ha dato il via ad un'intera generazione di cloni (non solo nel cinema, ma anche, abnormemente, nel mondo dell'editoria), si basa principalmente su tre elementi caratterizzanti:
- una sceneggiatura che pare tanto originale quanto in realtá di originale ha ben poco... e lo rivelano gli stessi accostamenti letterari esplicitamente menzionati... continua a leggere » nella pellicola... Originale, se non nei contenuti, almeno nel modo, su questo non ci piove;
- una fotografia cupissima: oscuritá, pioggia, ambienti sempre bui, di un nero artificiosamente ricreato per essere appositamente esasperato... Non il cupo gotico e giocondo di Tim Burton... un buio psicologico e angosciante, che ben metaforizza la discesa agli inferi (salvo poi esplodere in un discutibile, antitetico, finale luminosissimo);
- l'interpretazione sublime di Morgan Freeman e di Kevin Spacey (un grandissimo, quest'ultimo, che in dieci minuti soltanto di apparizione destabilizza in pieno ricreando splendidamente la lucida follia di John Doe); Brad Pitt un gradino sotto, ma se la cava comunque più che egregiamente, in un crescendo che tocca il suo apice nel drammatico finale.
Il tutto sotto la sapiente regia di un Fincher che mai come in questo film sembra dare quell'impressione che da sempre tortura le menti dei neofiti di musica classica: come il direttore d'orchestra in una sinfonia che pare procedere per naturale inerzia, il regista sembra non far nulla e invece fa tutto, rendendo armonico l'insieme (un'abilità che a mio avviso Fincher affinerà con Zodiac).
Con Seven i sette peccati capitali entrano nell'immaginario collettivo.
Freeman e Pitt come redivivi Virgilio e Dante, ma anche come padre e figlio mancati, generazioni che si incrociano e lasciano presagire una inesorabile perdita di saggezza.
Una saggezza che, a differenza del passato, nell'impulsiva società veloce e violenta di oggi, probabilmente, non si acquisirà più con la sola esperienza.
Una saggezza destinata ineluttabilmente a evaporare.

3 luglio 2013 in Seven