29 Recensioni su

Fight Club

/ 19998.11436 voti

Un otto e mezzo / 20 Gennaio 2022 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E’ il voto che assegno a questa brillante e contorta pellicola sul degrado della società occidentale, malata di materialismo, consumismo e di manie autodistruttive represse a malapena sottopelle.
Duro, violento (a volte forse in modo un po’ gratuito), sporco, visivamente fastidioso, nasconde un’anima in qualche modo malinconica e quasi poetica.
Interpreti meravigliosi. soprattutto Norton e Pitt.

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immortale / 27 Aprile 2019 in Fight Club

geniale, un capolavoro del cinema moderno. Produzioni del genere ne vedremo sempre meno.

Fight Regress / 29 Ottobre 2017 in Fight Club

Non so, filosoficamente parlando, “Fight Club” non mi convince.
“Il progresso è regresso”? Forse (da studente di medicina, quindi di parte) se tutti vivessero nelle condizioni igieniche di Tyler o semplicemente il mondo tornasse “all’età della pietra” ancora esisterebbe la sifilide. Il consumismo non può essere solo male. Così come in qualsiasi scelta, etica e politica, esistono “bonus e malus”. La panacea di tutti i mali non può e non deve(!!!) essere il “regresso”. Detto questo, il film rimane comunque un importante spunto al dibattito e una “piccola perla” cult assolutamente da vedere. Ottimo Norton.

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Da oscar / 12 Giugno 2017 in Fight Club

Fight club è il film cult per antonomasia, personalmente è il primo film che mi viene in mente quando mi chiedono: “Che film mi consigli?”.
Fight club, uscito per la prima volta nel 1999, ben 18 anni fa, è ancora attualissimo sotto molti punti di vista. Esso però, è un film che va visto più volte per capirne in primis i messaggi che vuole trasmettere e in secundis per vederlo sotto una prospettiva diversa. La regia, gli attori, e la storia in sé ti portano in un mondo tutto nuovo : il mondo di Tyler Durden

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Siete la canticchiante e danzante merda del mondo / 9 Febbraio 2017 in Fight Club

rivisto poco tempo fa…uscito nel 1999, parla ancora di noi.
c’è da dire altro?
si, svegliatevi, spegnete il pc, ed andate in giro a picchiare qualcuno in faccia.

Vedilo / 11 Ottobre 2016 in Fight Club

Scrivere qualcosa su un film cult è inutile. “Fight Club” va visto, ogni momento nella storia, ogni parola della sceneggiatura, ogni inquadratura nasconde qualcosa che è talmente vicino a noi da far paura. La malattia, l’identità di gruppo, la violenza, la follia sono tutti temi protagonisti della trama e rintracciabili nella vita di ogni giorno.
Consiglio di leggere l’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk.

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Neanche poi cosí complesso… / 19 Dicembre 2015 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Avrei potuto dare anche un voto piú alto, perché il film in sé mi é piaciuto, ma non mi sbilancio troppo per il semplice fatto che a metá film ho guardar mio marito e gli ho detto: “Brad Pitt… Non esiste, vero? É lui che se lo inventa, vero?”. Ovviamente questo ha tolto quella parte di godibilitá e di sorpresa che il film avrebbe voluto dare, ma che puó essere troppo facilmente anticipato dallo spettatore.

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Ma in fondo Tyler ha ragione… / 18 Ottobre 2015 in Fight Club

Ho visto il film e ho letto il libro. Il film è sicuramente superiore al libro, grazie alla grandiosa sceneggiatura e al sempre bravo Eddy Norton (uomo da sposare 😉 ).
Le tematiche di Fight Club sono conturbanti.
Una la forte critica sul consumismo ci fa dubitare tutto ciò che, ora, noi uomini e donne del 3 millennio siamo.
La generazione trattata è anteriore quella mia;
sono i futuri padri del duemila che agiscono, però, i loro problemi rimangono gli stessi che noi abbiamo oggi. Un climax ascendente di tensione e violenza si propaga per tutto il film creando una voragine e il dubbio dello spettatore che sente che le motivazioni e le affermazioni di Durden/pitt hanno fondamento
La battuta in cui dice che le celebrità lo spaventano è emblematica. In effetti perché due come lui e il protagonista (ed Norton) devono sapere chi è Marta Stewart, (famosa arredatrice)?. Addirittura ora abbiamo le fashion blogger…
Invece di tornare indietro ci stiamo spingendo ancora oltre. Oggetti inutili (tipo l’iwatch)diventato il massimo desiderabile, ovviamente fino al prossimo modello. Oggetti usa e getta. Rapporti usa e getta. Siamo posseduti dalle cose che compriamo e immobili, come eddy norton, quando compriamo un divano, vediamo in lui ciò che noi siamo. In una continua esaltazione di noi stessi, un miglioramento solo apparente, come una continua masturbazione (parafrasando Tyler) celebrare. Allora cosa facciamo? nel vuoto più assoluto, se si ha una minima intelligenza o esplodi o implodi su te stesso e diciamo che Il protagonista (eddy norton) e Tyler Durden (brad Pitt) rappresentano questi due modi di reagire per uscire dallo stato alienato. Tyler è la spinta, “il diavoletto cattivo”, l’irrazionalità pura che prende il sopravvento. Credo sia questo il messaggio che fight club voglia lanciarci.Ovviamente il tutto è portato al caso limite con crescita esponenziale che ti fa sperare che almeno nella finzione il tutto crolli. Malattie mentali causate dal benessere e dal fatto di sentirsi impotenti in tutto questo, di essere solamente un altro uomo in fila per il nuovo oggetto imperdibile. Insomma questo film colpisce, o positivamente o negativamente e sicuramente fa pensare. Ultima cosa spero che non vi lasciate intimorire o esaltare dall’eccessivo macismo espediente strettamente necessario per raccontare i vari fatti e come unico mezzo per poter contare ancora qualcosa.

P.s. mi è piaciuto nonostante capa lo spoileri in kevin spacy -.-

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Leggo di gente che considera osceno e adolescenziale questo film … / 11 Settembre 2015 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

.Il senso del film non è basato sulla doppia personalità del protagonista (o almeno, non è quello principale), bensì il capovolgimento dell’uomo medio. Tyler è una persona con una ben precisa missione e con una strategia tutta sua per portarla a compimento. La missione è quella di dare una svegliata al tipico uomo medio americano, di fargli capire che sta vivendo una non-vita, anzi una vita imposta dagli altri, in particolare dalla roba che compriamo e nella quale finiamo con l’identificarci.
Senza renderci conto che così facendo non arriviamo da nessuna parte, non siamo nemmeno felici, e non sappiamo di non esserlo…perchè distratti continuamente da una falsità dopo l’altra….ci dicono che saremo felici se indossiamo questo pantalone o se guidiamo quella macchina o se abbiamo QUEL conto in banca…e Tyler è costretto a portare tutti verso la morte e costringerli a pensare a quello che davvero si vuole e desidera fare nella prorpia vita, e convincere tutti noi che la risposta a questa domanda è la risposta più importante che dobbiamo darci. Tirare fuori questa parte di noi latente e di cui abbiamo paura non è sicuramente impresa facile ,ne lo è il controllarla . La nostra indecisione , le nostre propensioni nel continuare a vivere la nostra vita morigerata , il nostro modo di vedere le cose , di giudicare questo come un non-film , come un capriccio un morbo , è la conferma che lo scopo finale il reale significato di quest’opera è la realtà stessa . Folle è chi definisce folle un terzo .

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20 Maggio 2015 in Fight Club

totalmente vuoto ed ipocrita: inutile porcheria americana

14 Dicembre 2014 in Fight Club

Mi piace tutto di questo film. Prima di tutto la storia, tratta dall’omonimo libro di Chuck Palahniuk. Tre grandi attori, perfetti nella parte, Edward Norton, infelice yuppie, consulente di un’azienda assicurativa, frustrato ansioso e insonne. Brad Pitt eccentrico (e bravo e bellissimo) nei panni di un venditore di saponette (più altri svariate occupazioni) che teorizza l’anticonformismo e l’anarchia dal capitalismo, fondatore di un gruppo segreto i cui appartenenti sono uomini alienati che per sentirsi vivi non riescono a fare altro che massacrarsi di botte. L’ottima regia di Fincher e un montaggio frenetico danno un ritratto cupo e paranoico del disagio dell’uomo moderno e della sua alienazione. Un cult!

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24 Settembre 2014 in Fight Club

Premetto che è vano ( per non dire superfluo ) tentare di paragonare quest’opera a quella del libro, in quanto si prefigura come elemento a sé stante, pur rappresentandone , appunto, la trasposizione.
Le interpretazioni di Norton e Pitt, poi, non sono che giochi di apparenze, labili rivisitazioni di idee oltre le illusioni.

Mah, se proprio non c’è di meglio.. / 23 Settembre 2014 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho messo 5 stelle dando il beneficio del dubbio, visto che non ho visto la fine (dormivo di mio).
Noia, noia totale.
Mi ha fatto morire quando Pitt prende la mano a Norton e gliela brucia (con l’acido? che era? In ogni caso, una sostanza corrosiva) e gli dice che “deve raggiungere il fondo”..ma de che? Su che parametri di giudizio? Riguardo cosa?
Praticamente, è un film che riflette la sensazione di disagio di chi non sta bene ne con se’ stesso ne con la società, che si riduce ad essere una specie di ameba/parassita (che la fatiscenza della casa in cui vive Tyler sia un riflesso di tale situazione?) relegandosi ai margini (la camicia sporca di sangue, il fatto che fosse continuamente ripreso a lavoro,..) della società e lagnandosi poi di come siano consumisti, superficiali e tante altre cose tutti gli altri comuni mortali.
Ripeto la domanda, se non fosse stata chiara: di che cosa stiamo parlando?
Delle lagne inconcludenti di un adolescente in crisi che non sa quello che vuole o di una massa di adulti inconcludenti, tirati su dalle famiglie come automi?

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11 Agosto 2014 in Fight Club

Quello che ho avuto con “Fight Club” è forse il classico caso in cui mi ritrovo a vedere un film 3-4 volte , salvo poi fermarmi a metà visione o ad una ventina di minuti dalla fine. Ma poi, avendo promesso a me stesso che sarei arrivato ai titoli di coda, ieri mi sono messo di sano impegno e finalmente sono riuscito a spararmi 2 ore e 10 minuti di film.

Dunque, alla luce di tutto ciò cosa posso dire? Che il film… beh… mi sembra alquanto “osannato”, anche troppo, soprattutto dalle generazioni odierne. Si, quelle generazioni che condividono sui social network le citazioni di Brad Pitt e poi te le ritrovi per strada a girare con i vestiti di Emporio Armani o con un Mac in mano (accessori rigorosamente comprati con i soldini di papà).

Se dovessi poi giudicare il film, togliendo dalla mente l’opera di divinazione a cui ho accennato sopra, non c’è da dire molto. Mi è sembrato grezzo, asciutto, privo di qualsiasi elemento che potesse farmi esclamare “wow, che meraviglia!”. Au contraire: ad un certo punto è diventato incredibilmente ripetitivo e monotono, complici anche le riflessioni “filosofiche/zen”(inserite in ogni singolo fotogramma) di Tyller Durden che, a lungo andare, ti fanno venire il latte alle ginocchia.

Nonostante ciò, voglio evidienziare anche qualche punto di elogio. Il montaggio è veramente buono. La fotografia, sporca e scura, ben si adatta al clima anarchico e da “black humor”. Abbastanza buona anche la performance degli attori: Edward Norton sembra davvero una faccia da pugni ed Helena Bonam Carter una nichilista sul punto di non ritorno. Bravo anche Jared Leto.

Per chiudere l’argomento, “Fight Club” è un film che ami o odi. Io personalmente nè trovo che sia un film da annali, ma neanche lo disprezzo a mille. Semplicemente è una di quelle pellicole che si è guadagnata la fama e le ovazioni di una generazione falsamente disperata ed insoddisfata che, per darsi un tono da “fichi”, guarda (o dice di aver visto) film come questo.
Pace e bene!

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16 Dicembre 2013 in Fight Club

Vorrei entrare nella mente di tutti i folli che considerano bella questa oscenità di film.

9 Novembre 2013 in Fight Club

Il più affascinante affresco di stronzate visionarie della letteratura contemporanea (parlo di Palahniuk), magistralmente trasposto sul grande schermo da un Fincher che in progetti come questi dà il meglio di sè.
Fincher è legato a questi film dalla sceneggiatura forte, che fa la parte del leone nella produzione, ma in Fight club il regista di Denver si sbizzarrisce in creatività sicuramente più che in altri film da lui diretti.
Riesce infatti indubbiamente a infondere, con alcuni accorgimenti, quel senso di vertigine, di adrenalina, che la penna di Palahniuk fa sgorgare ripetutamente nel romanzo da cui è tratto.
Il risultato è un’ottima trasposizione cinematografica di un libro originalissimo e che ha fatto discutere, così come discutere fa costantemente il suo autore.
Parlare di trama ha poco senso: il film è il Fight club di Palahniuk, visto e arrangiato da Fincher. Se si guarda il film dopo aver letto il libro, la sensazione non può che essere questa.
I due attori protagonisti si comportano entrambi benissimo.
Edward Norton nel ruolo dell’uomo medio, psicologicamente instabile e dalla doppia personalità.
Brad Pitt nella parte del suo alter ego macho e insolente, anticonformista e anticonsumista.
La metafora dell’insonnia, l’originalitá dell’idea dei gruppi di malati terminali.
Ma appunto tutto ciò è roba di Palahniuk, che con la storia dei circoli di boxe clandestina, del progetto caos, della solidarietà tra gli ultimi, ha creato una sorta di trasgressivo culto postmoderno, una settaria ideologia antisociale e underground che, come tale, è caduta anch’essa tra le tendenze, tra le mode che tanto acremente biasimava.
Un paradosso che genera un monito: guai a prender troppo sul serio queste affascinanti stronzate visionarie.

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I nostri padri per noi erano come Dio, se loro se la svignavano questo cosa ti fa pensare di Dio? / 10 Agosto 2013 in Fight Club

il mio latte materno.

Sopravvalutato, / 12 Maggio 2013 in Fight Club

scritto male, modaiolo e con una fan base che è alle stessa stregua di quella di Fast & Furios

500 Greatest Movies of All Time: Il numero 10 / 29 Aprile 2013 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quando leggi un libro come Fight Club, dubiti che qualcuno possa riuscire a portarlo sul grande schermo senza farti storcere il naso.
Beh, tanto di cappello a David Fincher che, nonostante tutto, non delude quasi mai.
Innanzitutto, premetto che la mia recensione è di parte, poiché mi ritrovo a parlare di uno dei miei film preferiti (tratto da uno dei miei libri preferiti), quindi perdonate l’euforia; quando si tratta di cose che mi piacciono molto tendo ad essere meno obiettiva del solito.

“Distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo.”

Fight Club è una critica. Critica la società del consumismo e del materialismo – come già in passato aveva fatto Marx (che ovviamente ha ispirato sia libro che film) paragonando la merce ed il denaro a dei feticci, degli oggetti di culto, degli idoli.
Il denaro è religione e ragione di vita. Il denaro ti consente di comprare oggetti inutili ma, al tempo stesso, essenziali per la sopravvivenza in una società materialista.

Spesso si dice che “il progresso è regresso”, e mai frase fu più vera se si osserva il tutto dal punto di vista di Tyler Durden, l’alter-ego del nostro protagonista, nonché l’emblema di Fight Club.

Insomma, lo stesso Durden attira a sé adepti che iniziano a pensare e a muoversi come lui. Il tutto passa per lo scantinato del Fight Club, culminando infine nel Progetto Mayhem (o Progetto Caos – nel libro) attuato dallo stesso gruppo di adepti – pronti a sacrificare la vita pur di portare scompiglio nella società moderna e ribellarsi allo stile di vita americano.

Quindi Tyler diventa leader, maestro ed esempio da seguire. Una specie di divinità agli occhi di questi uomini alienati ed oppressi.

Ovviamente, solo verso la fine scopriamo che Tyler non è altri che lo stesso protagonista, psicologicamente instabile e bipolare. A quel punto, il personaggio stesso tenta di distruggere il proprio alter-ego, ma è ormai troppo tardi poiché ha dato inizio a qualcosa di ampio e ben radicato, impossibile da frenare.

Ho trovato adorabile il personaggio di Marla Singer, inoltre – come trovo adorabili, in generale, tutti i personaggi femminili creati da Palahniuk ( a parte la Shannon McFarland di Invisible Monsters). Infatti, Palahniuk riprende un po’ il carattere di Marla con la Fertility Hollis di Survivor (la sua opera migliore, a mio parere).

In ogni caso, penso che questo sia uno di quei film difficili da dimenticare, una di quelle opere che ti segnano nel profondo. Ammetto che, la prima volta che mi sono ritrovata a fare i conti con film e romanzo, ero appena adolescente e, ahimé, io stessa ho considerato Tyler Durden un idolo ed un esempio da seguire (probabilmente non ho mai smesso), ma ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’.

Sono passati anni, ma più guardo questo film – più rileggo il libro – e più non riesco a smettere di pensare che sia assolutamente geniale, ed invidio quasi Palahniuk per aver scritto qualcosa di così ben architettato e costruito (così come invidio Burgess per Arancia Meccanica).

Ormai questo film è un cult, storia, così come il romanzo. Non posso fare altro che consigliare vivamente la visione e la lettura di quest’opera.
Non per niente Fight Club è stato inserito nella classifica “500 Greatest Movies of All Time” dell’Empire – al decimo posto – subito dopo Pulp Fiction.

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Curiosità / 26 Aprile 2013 in Fight Club

Era la curiosità, il sentimento più forte, che mi ha spinto a vedere questo film; l’ho trovato molto interessante non avendo mai letto il libro non posso fare una comparazione ma è un film che sa regalare momenti di riflessione a momenti di divertimento.
Norton e Pitt son le due facce della stessa medaglia dando al personaggio un tocco magnifico e poi c’è la Carter ,che mi piace molto come donna, che da il solito tocco “gotico/decadente” .
Voto 8

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capolavoro! / 6 Aprile 2013 in Fight Club

Un film geniale, pazzoide, carico di adrenalina e una storia accattivante nella sua semplicità. Diventato leggenda, credo che Brad Pitt sia da Premio Oscar, notevole la bravura di Norton che comincia da qui la escalation di grandi ruoli. Colonna sonora “da paura”… 8!

Ottimo tentativo di ricercare la verità / 12 Febbraio 2013 in Fight Club

Usare la sofferenza, il dolore, come paragone per giungere alla verità mi sembra un ottimo metodo.
Gran film perchè magistralmente diretto e interpretato.

La prima regola… / 23 Gennaio 2013 in Fight Club

Del Fight Club è vedere il film di Fight Club 🙂
Questo film è assolutamente da vedere, per chi come me ha letto anche il libro può apprezzare seriamente il lavoro del regista e dei due attori!!!
Il film Ti fa’ assolutamente pensare alla società odierna e quanto siamo schiavi del consumismo e della televisione. Il personaggio principale potrebbe essere benissimo uno di noi che lavora nel suo ufficio 9 ore a settimana 20 giorni al mese. Stesso posto, stessa sedia, stesso collega per 40 anni.

Non voglio e non posso aggiungere nient’altro VEDETELO!!!

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Quando la cinematografia supera la forma scritta. / 2 Ottobre 2012 in Fight Club

Senza questo libro, citando Chuck Palahniuk, l’importanza della sua forma cartacea non avrebbe mai avuto la giusta fama. E nemmeno lo stesso Chuck sarebbe ora così famoso. Come successe ad Arancia Meccanica, siamo di fronte ad uno dei pochi casi in cui è il cinema ad aiutare la letteratura. Un film a dir poco perfetto, colonna sonora totalmente funzionale, un Brad Pitt nella sua miglior performance cinematografica, seconda solo a Tree of Life.

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26 Agosto 2012 in Fight Club

Uno di quei rari film per cui sono previsti un PRE e un POST.

(Parlando di cose più terra terra, segnaliamo con piacere un Brad Pitt all’apice della scopabilità)

Vorrei leggere il Romanzo… / 8 Maggio 2012 in Fight Club

…per poter stabilire quale dei due renda al meglio.
La trasposizione cinematografica mi ha colpito,senza dubbio.
Uno schiaffone forte e chiaro alla nostra quotidianità grazie ai due carismatici protagonisti ed al contorno.L’utilizzo della voce narrante è essenziale e d’impatto,così come il totale senso di depressione che pervade la pellicola.
Letale!

Dal libro al film: il fallimento di una trasposizione cinematografica / 14 Settembre 2011 in Fight Club

Fight Club: un film molto acclamato sia dalla critica che dal pubblico, ma che in realtà non è altro che una sbiadita rappresentazione di ciò che è il libro, provare a leggerlo (anche solo in parte) per credere…
Una menzione particolare (in negativo) al finale praticamente inventato dal nulla che salta così a piè pari l’ultimo capitolo dell’opera scritta da Palahniuk.
Voto: 6

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30 Agosto 2011 in Fight Club

Sia chiaro: io ODIO Fight Club.
Eppure c’era tutto. Edward Norton, Brad Pitt, David Fincher.
Ciò che rovina il resto è l’ispirazione. Quella cacca formato libro, scritta da Palahniuk.
Un libro, e di conseguenza un film, che ti prende in giro, scritto male e con sufficienza, semplicemente per far sfogare un po’ il protagonista. Me l’immagino, il buon Chuck, che invece di zappare la terra (e lo meriterebbe, viste anche le sue altre “opere”) si gingilla dicendo “ma sì, un bel libro in cui uno sfigato dice un sacco di cose truci e tamarre ma giuste, in cui tutti i falliti americani possano immedesimarsi. E poi lo concludo con un non-sense. Bello, mi piace”.
Chuck, ma vaffanc**o.

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9 Agosto 2011 in Fight Club

Stupendo.
L’ho visto pensando fosse un film solo violento, invece la violenza c’e’ ma non fine a se stessa. Gli attori recitano alla grandissima: Brad Pitt superlativo, Helena Bonam carter ottima, Edward Norton insuperabile. Ben condotto, pieno di azione , di significati e con un finale davvero sorprendente

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