Recensione su Fight Club

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500 Greatest Movies of All Time: Il numero 10 / 29 Aprile 2013 in Fight Club

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quando leggi un libro come Fight Club, dubiti che qualcuno possa riuscire a portarlo sul grande schermo senza farti storcere il naso.
Beh, tanto di cappello a David Fincher che, nonostante tutto, non delude quasi mai.
Innanzitutto, premetto che la mia recensione è di parte, poiché mi ritrovo a parlare di uno dei miei film preferiti (tratto da uno dei miei libri preferiti), quindi perdonate l’euforia; quando si tratta di cose che mi piacciono molto tendo ad essere meno obiettiva del solito.

“Distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo.”

Fight Club è una critica. Critica la società del consumismo e del materialismo – come già in passato aveva fatto Marx (che ovviamente ha ispirato sia libro che film) paragonando la merce ed il denaro a dei feticci, degli oggetti di culto, degli idoli.
Il denaro è religione e ragione di vita. Il denaro ti consente di comprare oggetti inutili ma, al tempo stesso, essenziali per la sopravvivenza in una società materialista.

Spesso si dice che “il progresso è regresso”, e mai frase fu più vera se si osserva il tutto dal punto di vista di Tyler Durden, l’alter-ego del nostro protagonista, nonché l’emblema di Fight Club.

Insomma, lo stesso Durden attira a sé adepti che iniziano a pensare e a muoversi come lui. Il tutto passa per lo scantinato del Fight Club, culminando infine nel Progetto Mayhem (o Progetto Caos – nel libro) attuato dallo stesso gruppo di adepti – pronti a sacrificare la vita pur di portare scompiglio nella società moderna e ribellarsi allo stile di vita americano.

Quindi Tyler diventa leader, maestro ed esempio da seguire. Una specie di divinità agli occhi di questi uomini alienati ed oppressi.

Ovviamente, solo verso la fine scopriamo che Tyler non è altri che lo stesso protagonista, psicologicamente instabile e bipolare. A quel punto, il personaggio stesso tenta di distruggere il proprio alter-ego, ma è ormai troppo tardi poiché ha dato inizio a qualcosa di ampio e ben radicato, impossibile da frenare.

Ho trovato adorabile il personaggio di Marla Singer, inoltre – come trovo adorabili, in generale, tutti i personaggi femminili creati da Palahniuk ( a parte la Shannon McFarland di Invisible Monsters). Infatti, Palahniuk riprende un po’ il carattere di Marla con la Fertility Hollis di Survivor (la sua opera migliore, a mio parere).

In ogni caso, penso che questo sia uno di quei film difficili da dimenticare, una di quelle opere che ti segnano nel profondo. Ammetto che, la prima volta che mi sono ritrovata a fare i conti con film e romanzo, ero appena adolescente e, ahimé, io stessa ho considerato Tyler Durden un idolo ed un esempio da seguire (probabilmente non ho mai smesso), ma ‘tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’.

Sono passati anni, ma più guardo questo film – più rileggo il libro – e più non riesco a smettere di pensare che sia assolutamente geniale, ed invidio quasi Palahniuk per aver scritto qualcosa di così ben architettato e costruito (così come invidio Burgess per Arancia Meccanica).

Ormai questo film è un cult, storia, così come il romanzo. Non posso fare altro che consigliare vivamente la visione e la lettura di quest’opera.
Non per niente Fight Club è stato inserito nella classifica “500 Greatest Movies of All Time” dell’Empire – al decimo posto – subito dopo Pulp Fiction.

35 commenti

  1. yorick / 29 Aprile 2013

    Guarda che Marx non ha ispirato Palahniuk…

  2. Naima / 29 Aprile 2013

    Quando scrivo “ispirare” non intendo dire che Palahniuk si rifaccia alla teoria di Marx, ma che nell’opera riprenda la questione “feticismo della merce” come prima di lui aveva fatto Marx.
    E’ come per la teoria del valore – o almeno per come è arrivata a me, profana in materia (non studio filosofia all’università, ma ogni tanto mi capita di leggere, visto che mia sorella frequenta la medesima facoltà) -, ovvero: Marx non si rifà ad Adamo Smith (oddio, era Smith? Non vorrei sbagliarmi), ma è un dato di fatto che l’idea parta da quest’ultimo e che Marx la rielabori secondo la sua, di idea.
    O magari non ci ho capito un H, probabilmente, il che sarebbe normale. 🙂
    Comunque, passami il termine “ispirazione”, probabilmente avrei dovuto dire che è una rielaborazione o che altro. In ogni caso, in un’intervista su Fight Club, Palahniuk parlava del suo pensiero sulla questione “feticcio della merce”, Marx e non ricordo che altro – se la ritrovo te la linko, è abbastanza vecchiotta.

    • yorick / 29 Aprile 2013

      Fai un errore di fondo. “Fight club” è la proiezione artistica di un nichilista, forse – in altri termini – di un bambino piuttosto rancoroso che, se ha letto Marx (che ha ben poco da spartire con Adam (e non Adamo, non siamo in epoca fascista, non si italianizzano i nomi: è Descartes, non Cartesio) Smith, cioè direi che siamo proprio agli antipodi), deve aver travisato qualcosa, tant’è che in FC l’uomo è visto in termini piuttosto negativi, quasi misantropici, mentre, guarda caso, il punto di partenza di Marx è proprio la rivendicazione dell'”umano” adoperata da Feuerbach ai danni di Hegel. Il materialismo di Marx, quindi, non è un materialismo nel senso in cui tu lo intendi, ma, secondo la teoria marxiana (ma anche marxista), è quel qualcosa che allontana la filosofia di Marx dall’Idealismo hegeliano, filosofia che è appunto detta materialismo storico-dialettico, in quanto vuole l’Idea come sovrastruttura del Reale e non il reale come emanazione dello Spirito. Dopodiché, non so cosa tu abbia letto di Marx, ma la teoria dei feticci l’hai fraintesa totalmente: per Marx, conta l’uomo, ma l’uomo in quanto rapportato all’ambiente, che agisce socialmente &cc. (v. le “Tesi su Feuerbach”), e, in una società capitalista, dove il lavoratore è alienato, saltano i legami sociali tra le persone, cosicché nella compravendita, dove il compratore ignora la legge del plus valore (e non “del valore”, per favore), la merce (che Marx definisce come “cosa sensibilmente sovrasensibile, quindi cosa sociale”) viene scambiata per denaro non perché è costata tot tempo di lavoro &cc., bensì (il compratore pensa) per il suo aspetto più fenomenico: il feticcio, secondo il primo libro del “Capitale”, è, appunto, questo, è il D-D’, il fatto che la merce si colga come slegata al lavoratore che l’ha prodotta, e non ha, come pensi tu, il valore di idolo o che altro, non c’entra niente. Il feticcio s’instaura – per così dire – nell’oggetto nel momento in cui da “prodotto del lavoro” diventa “merce”.

  3. hartman / 29 Aprile 2013

    Oddio, parliamo di una classifica dove al secondo posto c’é Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta e al 92esimo posto C’era una volta in America..

    • yorick / 29 Aprile 2013

      e di che ti meravigli, @hartman? Come scrisse Marx – visto che siamo in argomento – “Da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni” 😀

      • Naima / 29 Aprile 2013

        Non pere tediarla @yorick , ma la mia parentesi su Marx si è aperta e chiusa nella nona/decima riga della recensione, tutto il resto era riguardante il film ed il significato che IO gli ho attribuito. Indi per cui, grazie per le delucidazioni.

        Ps: Davvero non siamo in epoca fascista? Data l’aria che tira, pensavo il contrario.

        E, caro @hartman, a me quella classifica – se non per alcuni punti – sembra più che valida, ma ovviamente ognuno la pensa come gli pare. E’ la classifica del popolino, delle menti mediocri, quindi non badarci, come non dovresti badare a quello che scrivo.
        Inoltre, continuo a ribadire che dalle nostre discussioni non traggo alcun insegnamento, indi per cui non ho interesse a continuare – ribadisco di nuovo – questa inutile faida.

        E grazie per l’insulto @yorick , ancora una volta. Come si dice: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

        Un consiglio: evitatele le mie recensioni se non volete discutere in maniera civile. Potrei far notare questa cosa all’amministrazione, ma proprio non mi va di perdere gli “opinionisti” migliori del sito, mi terrò sulla mia solita linea pacifica e farò finta che mi interessi qualcosa di quello che scrivete. Adieu.

  4. verons / 29 Aprile 2013

    Ma ho letto male o Full metal jacket è al 457esimo posto @hartman?

  5. hartman / 29 Aprile 2013

    Urka come sei sulla difensiva (e permalosa).. Ho fatto solo una constatazione.. A me fight club piace ma addirittura decimo nei 500 of all times mi sembra un tantino eccessivo..
    @verons mi sa di quelle classifiche dove quando si ricordano di un film lo inseriscono..
    456..
    457.. Urka abbiamo dimenticato FMJ, vabbé mettilo qui 😉

  6. verons / 29 Aprile 2013

    Mi sa che hai ragione @hartman 😀

  7. jiskal / 1 Maggio 2013

    @yorick A me non sembra che il commento che ha fatto Naima su Marx e Palahniuk sia così privo di senso. Mi sembra al contrario privo di senso che FC sia definito “la proiezione artistica di un nichilista” o semplicemente un film nichislista.

    Cordialità

    J.

    • yorick / 1 Maggio 2013

      uhm, e perché sarebbe privo di senso, @jiskal?

      • jiskal / 1 Maggio 2013

        Perchè non è un film nichilista; penso serva davvero molta fantasia per considerarlo tale. Ho visto la discussione ieri e ho pensato bene alla cosa. Peraltro, ti segnalo che io non sto che contraddicendo una tua precedente affermazione; non argomentata se leggo bene i tuoi interventi precedenti. Quindi dato che, come ti sarà noto, onus probandi incumbit ei qui dicit, credo che debba essere tu a dirmi perchè secondo te si tratterebbe di un film nichilista.
        Piace la conversazione comunque.

        • yorick / 1 Maggio 2013

          @jiskal, “Mi sembra al contrario privo di senso” è un’affermazione, quindi non esimerti dall’onus probandi. A ogni modo, è nichilista nella misura in cui ha la propria raison d’être nel Verwirrung, dimenticandosi completamente dell’Ordnung.

          • jiskal / 1 Maggio 2013

            Al contrario. Ritengo che sia uno dei film (e dei libri) più lineari e sequenziali che abbia mai visto. Tanto è vero ciò che il finale non appare come prevedibile/impossibile ma inevitabile (parafrasando Matrix).
            Ma sarebbe interessante capire perchè FC lo riterresti un film nichilista. E’ solo questa la tua risposta o c’è una analisi più profonda? Vorrei precisare, per altro verso, che entrambi i termini da te utilizzati (Verwirrung ed Ordnung, filosofocamente abbastanza comuni) dovrebbero essere contestualizzati con il concetto di nichilismo (… e riferendo poi a quale nichilismo ti richiami, la storia del pensiero lo ha definito in diversi modi coem saprai…).
            Una tale associazione, quale quella da te ciatata, molto forte nel suo nucleo motivazionale, non solo è controversa ma necessita di una giustificazione puntuale.

            Cordialità
            Sempre piacevole la discussione.

          • yorick / 1 Maggio 2013

            Cosa c’entra l’inevitabilità? A parte che non parafrasi Matrix ma Aristotele, al massimo, comunque mi parli di forma mentre io ti parlo di contenuti. Inoltre, perchè pensi che stia parlando di un nichilismo filosofico? Io non l’ho detto, e i termini così comuni sono politici, non filosofici. FC è un film nichilista perché non ha seguito: il progetto Mayhem, l’autodistruzione &cc sono fondamentalmente temi che vanno a braccetto con quello che il Devoto-Oli ricollega al nichilismo passivo di Nietzsche (sai, a volte basta un dizionario e non un’enciclopedia dell’Abbagnano o un bignami di filosofia). Comunque, sei qui da un giorno e mi pare che le uniche tue due amicizie siano naima e amica, quindi preferirei saltare la parte dell’interrogatorio, anche perché la discussione non si risolve che in te che fai domande a me, il che non la rende una discussione propriamente detta. Sii meno hegeliana.

  8. jiskal / 1 Maggio 2013

    No no, citavo proprio Matrix, sai non vorrei dirtelo ma in questo sito si parla di Cinema. Se poi ritieni che ci sia un po’ (più di un po’ in realtà) di Aristotele in Matrix, allora farai bene a spiegarmi perchè ed in che senso e soprattutto evidenziarmi il passo a cui fai riferimento (mi pregio di avere la maggior parte di Aristotele in libreria, opportunamente commentato). Se parli con me farai bene ad essere preciso, soprattutto se tieni questo atteggiamento da salvatore della patria (che evidentemente non sei altrimenti me lo avrebbero detto…). Siamo tutti bravi a dire “lo diceva tizio” o citi decentemente o astieniti dal farlo.
    Per quanto riguarda la politica poi: ridicolo staccarla totalmente dalla filosofia. Anche se ci limitassimo al film di cui stiamo parlando dovresti poter capire che la dimensione politica e quella filosofica non possono essere divise o disarticolate: pena la mancanza delle categorie e la ricaduta, appunto, nel nichilismo passivo.
    Fare riferimento al quest’ultimo, d’altra parte come può non ricondurre al momento d’elezione del concetto stesso che è quello filosofico (e che va collegato “SEMPRE” al momento sociale)? Se ti limitavi, invece, ad intendere un nichilismo in senso “politico” avresti dovuto specificarlo, così avrei potuto comprendere meglio il senso del tuo intervento. Quest’ultimo comunque non mi sembra privo di significato ma soltanto errato. La tua affermazione su FC e sul nichilismo infatti non solo è inconferente, ma anche priva di pregio… e forse il tuo errore deriva proprio dal fatto che ti sei limitato a leggere il Devoto-Oli (o l’Abbagnano). Se invece avessi letto *bene* le opere di Nietzsche (possibilmente in lingua o in edizione italiana purchè Colli-Montinari) avresti inteso che il Nichilismo passivo non esiste ex se, ma solo come fase prodromica alla liberazione, allo smascheramento (per dirla con Vattimo “Il soggetto e la Maschera”, passim). Quindi dire che FC si ispira al momento del “Nichilismo passivo” di Nietzsche è privo di senso oltre che, non esistendo questo momento teorico come separato dll’impianto metafico generale, di generale pregio.
    FC invece non potrà mai essere nichilista proprio perchè è ispirato al nostro filosofo di Rocken, che tutto era tranne che votato al nulla. Così come viene fatta filosofia col martello così si prevede una ricostruzione, così si postula la nascita del’Übermensch.
    FC afferma costantemete un’idea filosofica, legge la realtà, la rifiuta e postula un uomo nuovo, non importa che poi si giunga o no alla realizzazione dell’opera, non è rilevante. Si scrive nello Zarathustra: “vedo molti soldati ma magari vedessi molti guerrieri!” (la citazione è a memoria, ti prego di segnalarmi se è sbagliata o tradotta impropriamente). Il percorso di trasformazione, di superamento è strettamente personale. Nichilista è la società in cui il protagonista vive nella prima parte del film, priva di valori forti, priva di un senso. Tale senso (o “orizzonte di senso”) viene invece recuperato proprio attraverso il Fight Club, luogo in cui l’uomo ritorna alla sua natura, riaquista ul ruolo attivo, propulsivo, fallico. Come potrà mai essere un film nichilista quello in cui si postula il recupero del senso dell’essere uomo e della violenza nella sua accezione “liberatrice”? Come potrà dirsi votato al nulla o semplicemente al nichilismo passivo? Dai su… facciamo le persone serie. Raramente s’è visto un film in cui lo sprone del personaggio è così forte, così deciso, così, meravigliosamente, confuso e forte. E’ la vittoria del senso, altro che nichilismo! Possiamo poi discorrere lungamente se tale senso sia accettabile e/o socialmente comprensibile e/o da incoraggiare. Ma questa è altra storia.
    Infine, credo di averti dato sufficienti spunti per una discussione, priopriamente detta, se non prima almeno in questo intervento.
    Per terminare.
    L’unico motivo per cui ho solo due amicizie è che l’amica di Naima che citavi, è mia sorella. Lei e Naima mi hanno segnalato questo sito sapendo che vedo parecchi film e, nel particolare, indicandomi che in alcune discussioni si parla di filosofia e cinematografia, argomenti che prediligo in particolare se connessi.
    Non credo con questo di aver fatto torto a nessuno.

    Cordialità

    J.

    • jiskal / 1 Maggio 2013

      Credo di aver fatto degli errori di digiatzione. Mi sembra esagerato andare a dire “dove è scritto XXX leggi XXXY”. Chiedo di avere pazienza eccependo, come unica scusa, l’ora tarda.

      Cordialità.

      J.

    • yorick / 2 Maggio 2013

      “Se invece avessi letto *bene* le opere di Nietzsche (possibilmente in lingua o in edizione italiana purchè Colli-Montinari)” Scusa, sono arrivato qua, poi non sono più andato avanti perché, fondamentalmente, era un discorso che mi annoiava. Certo, è nobile da parte tua difendere la sorella (non sto scherzando, sono serio), ma fondamentalmente mi annoiano i discorsi scolastici, specie se sono solamente una dimostrazione del proprio sapere e non, anzi, un qualcosa di edificante dove, al di là del pensiero degli altri, si possa costruire un’argomentazione con idee proprie. Zio, mi annoi come la filologia, e pensare che il tuo discorso si basi sulla filologia… be’, è seccante. Non ti ho citato il passo di Aristotele perché, visto che sai così tante cose (del resto “Wikipedia is heaven”, come dice Nick Cave), pensavo fosse palese che mi stessi riferendo al nono capitolo della sua Poetica, ma scusa se ti ho sopravvalutato. Come dire: è la base. Poi, vabbé, quella del Colli-Montanari potevi risparmiartela perché chiunque abbia letto Nietzsche in maniera universitaria è stato costretto a leggerlo in quell’edizione là, e il fatto che tu lo faccia notare non implica nient’altro che o tu non sappia che è una cosa così basilare da essere tautologica dirla o, peggio, volevi solamente dimostrare di sapere qualcosa di tautologico. Ma non m’importa. Il discorso su Nietzsche fa il tempo che trova, dato che, come mi ricordi tu, questo è un sito e di Nietzsche parlavo dal punto di vista del film, dove il nichilismo attivo non c’è. Poi, direi che le analisi di Vattimo siano qualcosa di formidabile… sì, se si pensano scritti quarant’anni fa. Quindi, che dire? Quando avrai voglia di parlare senza per discutere, sarò ben contento di farlo, ma se quello che hai da dire è qualcosa che già so (sai com’è, faccio Filosofia all’università, e c’ho Ferraris – allievo di Vattimo – che tiene corsi su Nietzsche) o, semplicemente, un qualcosa di sterile proprio non ne ho voglia, perché passo l’intero giorno a studiarle, ‘ste robe, e, sì, insomma, a parte il fatto che gli OT sono malvisti, m’importa poco del classicismo scolastico (nel senso che sembra uscito da una lezione tenuta in una classe) che paventi, perché fondamentalmente a me interessa chi ha classe.

      Gli romba incontro il rumore della predica.
      Nel sopore di dopopranzo sembra
      essere la dottrina non so che futile ciarla
      per uomini e per bambini, per vergini e pie signore.
      (Hölderlin)

      • julshindley / 2 Maggio 2013

        Tu citi, mi sembra. Una volta tanto che uno ti dà filo da torcere, tu, dal basso della tua pozzanghera, non ti degni neanche di leggere il suo intervento. Che dire? Complimenti, ma non gasarti troppo, perchè finirai esattamente come il 90% di quelli che studiano filosofia: ad insegnare a dei liceali a cui non importa nulla di quello che dici. Quindi, prima di andare a fare il maestrino con uno che ha due lauree (economia e giurisprudenza, di cui una presa alla Luiss) e che di filosofia ne sa sicuramente più di te, ti prego, ingoia una pillola di umiltà (visto che ti aggrada in particolar modo parlare del tuo essere così forbito). E ora basta, perchè la tua incoerenza è stomachevole, oltre che palesemente ridicola. L’ultimo punto che voglio toccare, è per ricordarti, che tu, Freud dei poveri, ti sei scomodato per citare a Naima la parte del regolamento dove si dice che si favorisce il dibattito. Ma ovviamente, tu, con la tua poca maturità non ne sei in grado e pensi che sfoderando dei paroloni noi poveri profani rimaniamo sbigottiti, senza sapere cosa rispondere. Ti rivelo un segreto: parlare con te non è costruttivo, è noioso e poco edificante in qualunque senso.
        State andando in OT tutti e due, quindi basta.
        E spero che l’amministrazione, se presente in questo sito, smetta di fare “il pesce in barile”, come si dice a Roma, e intervenga. Perchè persone come te danneggiano il sito. Le persone non si sforzeranno mai di commentare e di essere attive, se ogni volta deve esserci questo grandissimo dito a titillargli lo sfintere.
        Aspetto il richiamo dall’amministrazione per questo mio intervento.

        Pulchra tibi.

        • Stefania / 2 Maggio 2013

          @julshindley: ti rispondo in qualità di admin (siccome ti sei iscritta di recente, se non erro, potresti non sapere a chi fare riferimento, quindi eccomi).
          Da parte tua, al di là della questione su cui richiedi il nostro intervento, colgo un tono prevenuto nei confronti degli amministratori e non ne afferro il motivo: se volessi spiegarmelo, magari in sede privata, perché non è questo il contesto più adatto per farlo, potremmo fare luce su eventuali dissapori.

          • julshindley / 3 Maggio 2013

            Scriverò a tutti gli admin, non sono a te. E scriverò quando avrò tempo, visto che non passo la mia esistenza su questo sito.

      • Naima / 2 Maggio 2013

        “Infine è importante tenere ben presente che argomentare le proprie idee favorisce il confronto con gli altri utenti”

        Cito il regolamento, come fatto da te in precedenza. Dopo questa breve parentesi, tornerò a parlare del film.

        Innanzitutto, sei molto contraddittorio, perché ogni volta che hai commentato qualche mia recensione (ovvero sempre, visto che ti diverte tanto avere un dibattito – che porta al nulla, dato che è impossibile ragionare con te – con la sottoscritta) non ho mai letto “io penso che” o “secondo il mio pensiero”, hai sempre e solo scritto “come ci insegna tizio”, “come dice caio” o “come scrive sempronio”, per cui il tuo commento alla risposta di Jiskal (che ti ha messo molto in difficoltà), non ha motivo di essere né di esistere.
        Suvvia, la filosofia non insegna anche la razionalità? Tutta questa faida non ha senso. Hai qualche problema con la sottoscritta (è evidente che tu ce l’abbia)? Vieni a chiarire in privato e dimmi cosa ti disturba tanto della mia persona.

        Ritornando al film: non hai ragione, accettalo e mettiti l’animo in pace.
        Il tuo pensiero non è legge (tra l’altro, questo pensiero non è nemmeno esplicitato, stai di nuovo citando tizio e caio senza dire la tua, inizio a chiedermi se tu abbia un’opinione riguardo qualcosa o se segui alla lettera solo quello scritto sui libri).
        Il film prende spunto dalle idee di Marx, se non esplicitamente, implicitamente, perché si tratta comunque di una rivolta del ”proletariato”. Adesso non me ne frega proprio niente del fatto che tu tenti di darmi torto – per partito preso – dicendomi che la cosa va contestualizzata poiché il film è ambientato nel XXI secolo.
        Notizia flash per te, il proletariato esiste ancora, purtroppo, e devi essere proprio cieco per non accorgertene (se vuoi ti presento uno dei miei cognati, così te ne rendi conto).
        Vivi una realtà molto distorta, suppongo.
        Inoltre, Fight Club non è né un film né un libro nichilista. Il nichilismo è il nulla, l’assenza di valori ed ideali. Tyler Durden – così come i suoi adepti – ha delle idee ben precise, ha uno scopo preciso: parla di distruggere la società materialista per creare qualcosa di migliore.
        Può darsi che il nichilismo sia il mezzo, ma un fine specifico esiste – non puoi non accorgertene – come ti ho già ribadito più volte in privato.
        Per cui, per una volta, ammetti di aver commentato solo per darmi contro , ci fai più bella figura.
        E, ripeto, gradirei molto che tu mi spiegassi qual è il tuo problema.

  9. Stefania / 3 Maggio 2013

    @julshindley: continuo a non capire il motivo del tono risentito che usi. Comunque, gli admin siamo io e Andrea ( @admin ). Non ti ho messo alcuna fretta, direi. Anzi, mi rimetto (ci rimettiamo, se preferisci) ai tuoi comodi. A presto.

    • julshindley / 3 Maggio 2013

      Mi risento perchè vengo qui per svagarmi e staccare un po’ dallo stress quotidiano e non è umanamente comprensibile che debba tollerare determinati atteggiamenti o questa omertà (dato che mi sembra che qui tutti vedano e nessuno faccia niente). Questo sito ha del potenziale e ammetto di averlo anche consigliato ad amici, ma non è giusto che un individuo, i suoi fake e i suoi amici (discutibili anch’essi) possano sentirsi liberi di insultare (perchè è questo che fanno. Anche se in modo velato, un insulto è sempre un insulto).
      E non prenderla sul personale, scrivo in pubblico (sapendo di andare OT) perchè mi sembra semplicemente più corretto.
      Appena mi sarà possibile discuterò sia con te che con Andrea.
      E sia chiaro che io non voglio niente in particolare. Mi piacerebbe semplicemente che quando si palesano situazioni come quella qui sopra (o come quella in altre discussioni) l’amministrazione agisca di conseguenza.
      Mi sbaglierò, oppure no, ma sarebbe corretto nei confronti di tutti gli utenti che si intervenisse.
      Anche perchè, sarò pure ignorante e con un estremo bisogno di essere ripresa, ma l’ignoranza, seppur orribile, non è ancora diventato un crimine.

      “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

      A presto.

      • Stefania / 3 Maggio 2013

        Abbi pazienza, ma parti prevenuta (ed è questo che non comprendo). Non sei a conoscenza di quello che abbiamo fatto o che stiamo facendo in merito. Però, giustamente, aspettiamo un tuo messaggio privato, così eviteremo OT in questa sede. Di nuovo, a presto.

  10. Naima / 4 Maggio 2013

    @stefania Non per tediarla (sono qui in modo molto simpatico e giocoso), ma questi sono arrivati al punto che mi scrivono insulti sotto le recensioni e poi cancellano i commenti, così che l’amministrazione non si accorga di niente e la notifica mi arrivi comunque nella mail.
    AHAHAH Non so se vi rendete conto, ma qui siamo messi proprio male.
    E se vuoi ti faccio pure il nome di chi si permette di fare questo, ma d’altronde non dovrebbe essere difficile capirlo da soli (scanso equivoci e vi dico subito che non è yorick – non vorrei che poi trovasse modi ancora più coloriti per insultarmi). Detto ciò, mi eclisso.

    Ps: Stefania, ti ho mandato un mp (spero non ti dispiaccia) in cui ti chiarisco ogni cosa.

    Peace (Y)

    Ah, e per quelli che vogliono insultarmi (tu sai che parlo di te, sono sicura che stai leggendo), direi che fate prima a scrivermi un messaggio qui, così non vi stressate tra il commentare ed il cancellare.
    Au revoir.

  11. Presenza / 5 Maggio 2013

    Bella rece! La sottoscrivo in pieno.mi ha fatto venire voglia di finire di leggere
    il libro (strano libro, perché l’ho trovato “faticoso” da leggere, nonostante sia bello e non mi era mai capitato).
    E non penso neanche che tu sia stata poco obiettiva.
    Hai tutte le ragioni per farti piacere questo film. 😀

  12. Naima / 5 Maggio 2013

    @presenza Io adoro Palahniuk, Fight Club è uno dei miei libri preferiti (come ho scritto nella recensione), quindi ti consiglio vivamente di finirlo!
    Nemmeno io penso di essere stata poco obiettiva lol alcune cose sono talmente palesi che non c’è bisogno di ribadirle più volte. Certo, c’è sempre chi tenta di sminuire il tuo pensiero o di andarti contro (a torto o ragione), ma l’evidenza non si può negare.
    Sono felice che la recensione ti piaccia!

    • Presenza / 5 Maggio 2013

      si,si ma infatti la commento solo ora perché ho pensato
      che fosse il caso prima di finire il libro.
      E c’ho messo pure un bel pò nonostante siano solo 200 pagine,
      per svariati motivi che lo rendono un libro complesso.
      Il protagonista è schizzato, è in lotta con se stesso,
      è scritto in prima persona (dallo stesso schizzato),ecc.
      Morale della favola: Il film scorre via piuttosto veloce,
      con il libro davanti hai più tempo di riflettere sugli imput che stai ricevendo.
      Non a caso ha segnato un’epoca.
      Forse oggi, che tira un’aria diversa da quella degli anni ’90, è più difficile
      capirlo.
      Insomma bisognerebbe averlo visto prima del 2008.Prima della crisi.
      XD

      • Naima / 5 Maggio 2013

        Sì, la penso esattamente uguale. Fortunatamente io l’ho letto e visto per la prima volta, quattro o cinque anni fa e me ne sono subito innamorata.
        Di Palahniuk ti consiglio anche Survivor, un vero e proprio capolavoro.

  13. Presenza / 7 Maggio 2013

    Prima o poi lo leggo, ma più poi che prima perchè ne abbiamo altri in casa suoi (anche se non sono i migliori da quanto ho letto in giro e mi dici tu).
    Quindi prima leggerò quelli, solo perchè li ho qua, e comunque
    avrei una dozzina di libri da leggere in coda eheh! 😀

    • Naima / 7 Maggio 2013

      Ti capisco, io ormai ne leggo due o tre alla volta, proprio perché adoro leggere e non ce la faccio ad aspettare di finire un libro per iniziarne un altro. Ultimamente il tempo per leggere è pure poco, tanto che avevo voglia di rileggermi La Metamorfosi di Kafka (per la quarta volta, credo) ma non ci sono riuscita, quindi mi sono scaricata l’audiobook. lol
      Comunque, di Palahniuk ti consiglio assolutamente Fight Club, Gang Bang e Survivor.

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