Recensione su Fargo

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Una pietra di paragone dello humor nero. / 3 gennaio 2016 in Fargo

Nel profondo centro degli Stati Uniti, quello più lontano possibile dal “sogno americano” e quello dove proverbialmente non succede mai niente, una truffa degenera in un massacro inimmaginabile ma gestito con il sangue freddo e il cinismo (comici) che sarebbero tipici invece delle metropoli più desensibilizzate. Una miniera d’oro per l’umorismo e la poetica dei fratelli Coen, che lo confezionano con consapevolezza e maestria estetica tanto alte che contribuiscono al contrasto con la miseria umana che raccontano, e l’effetto comico s’impenna ancor di più.
Ma tutto l’effetto sarebbe rovinosamente mancato se il cast di attori non fosse stato all’altezza di tale pantomima e di tanto impegno satirico. William H. Macy, Frances McDormand, Steve Buscemi, Peter Stormare (per tacere dei personaggi secondari: lampante esempio di grande recitazione in piccoli ruoli) sono artefici del risultato alla pari dei Coen e del direttore della fotografia Roger Deakins, e oggi sono tutti leggenda.

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