Recensione su Crossing Over

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4 maggio 2011

Film interessante che intreccia varie storie con il filo conduttore dell’immigrazione.
Come protagonista principale troviamo un ottimo Harrison Ford, un agente del Controllo Immigrazioni dal cuore tenero. Lui ha a che fare con un paio di storie: quella della giovane madre messicana (Alice Braga) che viene rimpatriata ma lascia il figlio negli USA e quella del suo collega egiziano (almeno credo) la cui famiglia sta x ricevere la naturalizzazione; il fratello del collega è l’interprete di Rivkin in Ncis.
Abbiamo poi il musicista ebreo senza soldi (un bravissimo Jim Sturgess) che dà vita ad alcune scene divertenti (le uniche che spezzano un pò la tensione) la cui amica/ragazza australiana (la poco conosciuta Alice Eve, che si fa apprezzare; ricorda un pò Ali Larter di Heroes e Final Destination) per ottenere la green card è disposta a tutto… anche ad andare a letto con un funzionario delle immigrazioni (Ray Liotta, a suo agio in questi ruoli un pò “bastardi”). Questo funzionario è sposato con un’avvocatessa dell’immigrazione (Ashley Judd) coinvolta in due casi: una bambina di colore in carcere minorile in attesa di adozione e una ragazza araba che scrivendo un tema piuttosto pesante (in difesa dei terroristi dell’11 settembre, anche se il termine non è propriamente esatto) si è messa nei guai con l’Fbi. In più c’è anche un ragazzo coreano che preferisce la compagnia di “teppistelli” compatrioti piuttosto che la vicinanza della famiglia.
Un film che fa riflettere su un tema molto vicino anche a noi, quello dell’immigrazione. In effetti pensando agli Stati Uniti, come immigrati si pensa subito ai messicani ma in questo film si hanno varie etnie e varie situazioni. Forse le sottotrame sono un pò troppe ma si riescono a seguire senza problemi (solo che essendo tante, non si può approfondirle più di tanto).
Film da vedere.

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