Cloud Atlas

/ 20126.9527 voti
Cloud Atlas

Dal romanzo di David Mitchell. Alcuni personaggi vivono in epoche diverse e vivono esperienze apparentemente differenti, ma le loro vite sono strettamente connesse.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Cloud Atlas
Attori principali: Tom HanksHalle BerryJim BroadbentHugo WeavingJim SturgessBae Doo-na, Ben Whishaw, Keith David, James D'Arcy, Zhou Xun, David Gyasi, Susan Sarandon, Hugh Grant, Robert Fyfe, Martin Wuttke, Zhu Zhu, Robin Morrissey, Brody Nicholas Lee, Amanda Walker, Raevan Lee Hanan, Götz Otto, Mya-Lecia Naylor, Niall Greig Fulton, Louis Dempsey, Martin Docherty, Alistair Petrie, Sylvestra Le Touzel, Andrew Havill, Shaun Lawton, Victor Solé, Heike Hanold-Lynch, Katy Karrenbauer, Thomas Kügel
Regia: Tom TykwerLilly WachowskiLana Wachowski
Sceneggiatura/Autore: Tom Tykwer, Lilly Wachowski, Lana Wachowski
Colonna sonora: Tom Tykwer, Johnny Klimek, Reinhold Heil
Fotografia: John Toll
Costumi: Kym Barrett, Pierre-Yves Gayraud, Meike Schlegel
Produttore: Philip Lee, Tom Tykwer, Stefan Arndt, Grant Hill, Lilly Wachowski, Lana Wachowski, Uwe Schott, Alexandr Rodnyansky
Produzione: Germania, Hong Kong, Singapore, Usa
Genere: Orientale, Fantascienza
Durata: 172 minuti

/ 3 Febbraio 2018 in Cloud Atlas

Commentare negativamente senza neanche capire il film…..
Fate pena.

1 Febbraio 2017 in Cloud Atlas

Ne ho lette tante a riguardo. Capolavoro o flop, il più delle volte senza mezze misure.
Ammetto che mi è piaciuto. Sia le sei storie, ognuna un cliché di un genere ben preciso e terribilmente banali nella trama e nello svolgimento. Sia il meccanismo di rimandi e citazioni che lega sei storie banali e le rende una sola storia, che segue più che un personaggio in particolare, la fame di affetto e la necessità di sopravvivenza dell’essere umano medio.
Non l’ho trovato difficile da seguire e, tassello.dopo tassello, non mi ha fatto pesare la lunghezza dell’insieme.
Bravi gli interpreti, come sempre direi, considerati i nomi. Capaci di interpretare diversi personaggi, modificando la propria interpretazione oltre al fisico, grazie al trucco.
Adesso darò una possibilità anche al libro, che sta subendo lo stesso tipo di rifiuto patito dal film.

Leggi tutto

L’atlante del Cinema / 27 Gennaio 2017 in Cloud Atlas

“Cloud Atlas” ha diviso pubblico e critica. A me ha convinto, pienamente. L’opera dei fratello&sorella Wachoski e Tom Twyker è un esperimento riuscito: è impossibilità, è ambizione allo stato puro, è coraggio artistico invidiabile; è, anche, ostentata sicurezza delle proprie qualità, dei propri mezzi. È cinema: di complessità teorica e concettuale, amalgamata con un senso ampio e profondo dello spettacolo. È cinema: perché pur raccontando sei storie diverse, altrettanti generi cinematografici, e cinque epoche storiche diverse, mantiene ben visibile il sottile filo della narrazione, che le unisce tutte, le incatena una all’altra, a comporre un mosaico pieno e ricco, abbondante, smisurato. È cinema: perché è sinfonia, letteratura, architettura, pittura, scultura. La settima arte, che ingloba le altre.

Attraverso cinque secoli, la storia madre racconta sei storie figlie diverse tra loro: “1849. Nel Pacifico del Sud l’avvocato americano Adam Ewing si ritrova in affari con il Reverendo Horrox e durante il lungo viaggio di ritorno in mare stringe amicizia con lo schiavo di colore Atua. Un incontro che gli salverà la vita e modificherà la sua visione sullo schiavismo. 1936. Il compositore Robert Frobisher diventa apprendista del grande compositore Vyvyan Ayrs. Insieme a lui scriverà l’opera musicale The Cloud Atlas Sextet. 1973. A San Francisco la reporter Luisa Rey viene a conoscenza di un dossier che accusa i dirigenti di una centrale nucleare i cui intenti sono una seria minaccia per la popolazione mondiale. Inghilterra 2012: l’editore Timothy Cavendish è alle prese con violenti creditori che lo costringono a trovare rifugio in una casa di cura. 2144 Nuova Seoul: Sonmi 451 è progettata per essere una semplice cameriera di un ristorante all’interno di un mondo in cui la società totalitaria ha avuto la meglio sulle classi più povere. Grazie al rivoluzionario Hae-Joo riesce a fuggire e a diventare un’eroina della resistenza. 2321. Dopo la Caduta, il mondo sembra tornato a uno stato primitivo. Il pastore Zachry si imbatte nella Presciente Meronym, la quale costringerà l’uomo a rivedere le proprie credenze ancestrali e il proprio destino” (sentieriselvaggi.it). Avventura, thriller, commedia, fantascienza, azione. Gli autori scrivono sei pagine di cinema di genere, confrontadosi con più stili, con più tecniche, procedendo piano e silenziosamente in alcuni casi, portando caos e movimento in altri: esaltando una potenza scenografica sbalorditiva, e un montaggio di rara precisione e pura qualità, quasi da ammirare come elemento artistico a sé. Queste sei parti sono accomunate solo in alcuni casi da precisi rimandi diegetici, altrimenti sono unite precisamente solo dalla medesima struttura ideale di base: l’anima o, meglio, la coscienza, degli esseri umani: che ritorna, ciclicamente, nella storia, ad incarnare individui “altri”, diversi nell’aspetto, ma uguali dentro. Queste anime che si perdono, per poi ritrovarsi in un epoca diversa, per amarsi nuovamente. Anime, quindi, rappresentate nel film dagli stessi attori, un cast stellare che annovera, tra tutti, Tom Hanks, Halle Berry, Hugo Weaving, sottoposti a massicce dosi di trucco, per cambiare volto, adattandolo al preciso periodo storico. Cloud Atlas non è un rompicapo, Cloud Atlas non va cercato di capire nella sua storia, perché le microstorie non hanno particolari collegamenti, come dicevo prima, una non spiega l’altra, e l’altra non spiega quell’altra ancora: va percorso nella sua strada narrativa, che c’è, è precisa e curata, e ti conduce, senza risparmiarti qualche fatica, è vero, ma ti conduce verso il finale, senza farti perdere. Cloud Atlas non va capito. Cloud Atlas va vissuto: come pura esperienza sensoriale. È lo spettatore che si farà coinvolgere da ognuna delle sei storie, e coglierà da ognuna di queste i suoi personali, di cuore e di mente, collegamenti. Personali, non degli autori, non di sceneggiatura. Il film di fatto è un’opera sinfonica, non a caso “Cloud Atlas” è “L’atlante delle nuvole” di Robert Frobischer. È un’opera filosofica: a volte filosofia scontata, non profonda, ma coerente con la natura principalmente spettacolare del film. È un’opera tematica, perché ci parla di tanto, tantissimo: d’amore, speranza, amicizia, dolore, tradimento, separazioni e sofferenza, di famiglia, di arte e ambizioni, di sacrificio, di religione e Dio, di Creazione, del senso della vita, del senso dell’atto del vivere.

Tanta carne al fuoco. Che però non si brucia. Anzi, è cotta ottimamente dai suoi autori, e alla quale è mancato forse solo un pizzico di sale in più per renderla saporita nel modo migliore possibile. E renderla indimenticabile.

Leggi tutto

Tutto e niente / 19 Gennaio 2017 in Cloud Atlas

Ogni tanto mi capita di assistere a questo tipo di film che sono tutto e nulla, splendidi e vuoti, da 10 e da 5 allo stesso tempo. Sembra assurdo ma è così; c’è qualcosa che mi affascina fortemente e qualcosa che mi fa dire “E’ soltanto fuffa”. Mi tocca fare una media pilatesca.
Cloud Atlas è una architettura narrativa complessa che abusa del concetto spaziotempo eppure cinematograficamente ne lega le dimensioni con grande mestiere (davvero intelligente il montaggio di Alexander Berner). Si sente l’eccentricità fantascientifica delle sorelle Wachowski ma anche il tocco naif di Tom Tykwer; molto ruota sulle diverse interpretazioni di Tom Hanks, affiancato da una Halle Berry abbastanza convincente, ma dal cast secondo me emergono cristalline le prove di Jim Broadbent e Hugo Weaving, un volto in grado di bucare sempre lo schermo.

Leggi tutto

Un senso forse c’è, ma non è alla portata di tutti.. / 3 Marzo 2016 in Cloud Atlas

Ha tutto l’aspetto d’essere un film pretenzioso ed esagerato nella composizione, ma solo chi assorbe sufficiente pazienza puo’ effettivamente gustare le raffinate sottigliezze che raggiungono le 6 storie che s’alternano minuto dopo minuto.
Nessuno per esempio di coloro che non ha apprezzato la pellicola s’è chiesto cosa possa significare il titolo o perchè determinati eventi accadono a solo determinate persone nelle varie, possiam chiamarle quasi favole, che ci vengono intavolate con una capacità tecnica da apprezzare non troppo sofisticata.
“Passiamo e ripassiamo sulle nostre vecchie orme come pattinatori artistici e proprio mentre leggevo un nuovo manoscritto un fortissimo déjà vu mi è penetrato nelle ossa! Ero già stato qui, un’altra vita fa…”

Leggi tutto