Recensione su Captain America: Il primo vendicatore

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25 Aprile 2013

Ennesimo fumetto Marvel gettato in pasto ai produttori hollywoodiani per trarne un kolossal d’azione abbastanza banale.
Innanzitutto il pretesto nazista non é più originale da Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta.
Il progetto, oltre che per far palate di dollari sul target fanciullesco-adolescenziale, sembra finalizzato a dare una pompatina all’orgoglio a stelle e strisce e magari a convincere qualche giovane in più ad arruolarsi: del resto chiunque può diventare un eroe (e un figo), persino lo sfigatello asmatico di Brooklyn, esile come una piuma e che prende botte da tutti, questo é il messaggio.
Gli ingredienti per il blockbusterone ci sono tutti: solido platonico che racchiude inesauribile e potentissima forma di energia; cattivo con manie di grandezza, meglio se di conquista del Mondo intero; armi che fanno sparire le persone.
Graziato con la sufficienza solo per il rutilante finale ambientato a Times Square, che ti fa venire voglia di tornare al più presto nella Big Apple.

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