1998

Buffalo '66

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Buffalo '66
Buffalo '66

Dopo cinque anni passati in prigione, Billy va a trovare i suoi genitori insieme a Layla, una sconosciuta che finge di essere sua moglie. Billy cercherà di mettere insieme i pezzi reali di una vita immaginata.
wishwing ha scritto questa trama

Titolo Originale: Buffalo '66
Attori principali: Vincent GalloChristina RicciBen GazzaraAnjelica HustonRosanna ArquetteJan-Michael Vincent, Kevin Corrigan, Mickey Rourke, Kevin Pollak, Alex Karras, John Sansone, Manny Fried, John Rummel, Bob Wahl, Penny Wolfgang, Anthony Mydcarz, Michael Maciejewski, Jack Claxton, Dominic Telesco, Carl Marchi, Kim Krah, Julius Digennaro, Terry Braunstein, Jack Hunter, Norma Gelose, Jamie King, Janel King, Joey Giambra
Regia: Vincent Gallo
Sceneggiatura/Autore: Vincent Gallo, Alison Bagnall
Colonna sonora: Vincent Gallo
Fotografia: Lance Acord
Costumi: Alexis Scott
Produttore: Chris Hanley, Vincent Gallo, Michael Paseornek, Jeff Sackman, John Dunning, André Link
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 110 minuti

Moonchild Dance. / 8 Maggio 2014 in Buffalo '66

Non avevo mai avuto chiaro il fatto che questo film fosse DI Vincent Gallo e non solo CON Vincent Gallo.
Più avanzava la pellicola in questione, più pensavo: “Chi è questo regista acerbo e virtuoso? Chi è questo regista che vive con un piede nel passato, non solo cinematografico, ed uno in un futuro ancora oggi non meglio definito? Di che anno è questo film? …1998? 1998 in una dimensione parallela, forse, in cui Betty Boop è uscita dallo schermo ed è bionda e i King Crimson sono l’accompagnamento musicale perfetto per un assolo di tip tap”.

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12 Ottobre 2013 in Buffalo '66

“She brings the sunshine to a rainy afternoon…
She puts the sweetness in and stirs it with a spoon,
She watches for my moods and never brings me down..
She puts the sweetness in all around…
She knows just what to say to make me feel so good inside
and when I’m all alone I feel I don’t want to hide…”

Come vi sarete resi conto sono un inguaribile romantico e tendo ad amare le storie d’amore impossibili, assurde, al limite del surreale, tra personaggi “border-line” che però riescono a conquistarti ed emozionarti grazie alla loro leggerezza. In più prediligo i film con una trama esile, intimisti… così come amo i film dalla regia non convenzionale, acerba, a tratti completamente “sbagliata” e soprattutto amo i film d’autore sinceri, dove emerge con tutti i suoi difetti, il pensiero del regista, il suo modo di intendere il cinema e la vita.
Ecco, “Buffalo ’66”, lungometraggio di esordio di quel pazzo di Vincent Gallo, è tutto questo. Un film che parla di solitudine ed amore, sincero, originale, magari fatto più per se stesso che per il pubblico…si, autoreferenziale, ma in questo caso non me la sento di considerarlo un difetto. Gallo, attore, regista, sceneggiatore, musicista, pittore, ha deciso con questo film di mettersi a nudo, dare libero sfogo alla propria creatività ed ha creato un’opera così personale che non può non suscitare emozione. Il film che ne è uscito fuori è una pellicola profondamente malinconica, a tratti angosciante, eppure così dolce…

E’ la storia di Billy Brown, un tipo fuori dagli schemi, un perdente, uno sconfitto dalla vita… che ha perso più di 10000 dollari, scommettendo sulla vittoria al superbowl della squadra di Buffalo, la città dove è cresciuto. Ed a causa di questa scommessa persa, è stato costretto per ripagare il debito, a confessare un crimine che non aveva commesso ed a passare quindi 5 anni della sua vita in carcere. Uscito di galera, così, ha un solo obiettivo: uccidere il giocatore responsabile dell’errore che aveva determinato la sconfitta di Buffalo. Prima di far questo, però, decide di rapire una giovane ballerina (Cristina Ricci) ed obbligarla a fingere di essere sua moglie di fronte ai suoi familiari. Segue quindi la lunga sequenza della cena in famiglia, in cui conosciamo i genitori di Billy, anch’essi due perdenti, una mamma tifosa sfegatata dei Buffalo Bills e un padre ex cantante nei night-club, che sembrano non avere un minimo interesse per il figlio….

La telecamera si sofferma sullo sguardo assente di Billy, sulla profonda tristezza che si legge nei suoi occhi. Capiamo che per lui, la prigionia non è mai finita, la vita stessa è il suo carcere. Si comporta in maniera violenta, urla, prova a fare il duro… ma noi spettatori non caschiamo nell’inganno, riusciamo a capire il suo mondo interiore, aiutati dai continui flashback che ci vengono mostrati in split-screen… E’ un tipo che vorrebbe amare, ma ha paura del contatto fisico, di lasciarsi andare, per via della profonda mancanza di fiducia nei confronti dell’umanità che lo circonda.
E poi, soprattutto… c’è il bellissimo rapporto che si sviluppa tra lui e la giovane ragazza, che non esita ad amarlo senza chiedere niente in cambio. E’ lei che “She puts the sweetness in all around”..
Ed è veramente un personaggio fantastico questo qua interpretato da una favolosa Cristina Ricci. Goffa, lunatica, introversa, ma allo stesso tempo così tenera e sincera…
Talvolta la telecamera si sposta, le luci si abbassano ed un proiettore illumina i volti dei protagonisti. Ci sono balletti, canzoni, abbracci dolcissimi nei letti del motel.

Sin dal primo lungo piano-sequenza su Billy che esce di prigione e si trova completamente solo in mezzo alla desolazione del paesaggio innevato, fino ad arrivare all’eccezionale doppio finale, il film non smette mai di emozionarti. Ti fa sorridere, talvolta ridere, a volte arrabbiare, altre volte ancora commuovere… uno di quei film che ti va venire voglia di mandare in c**o tutto il modo, ed allo stesso amarlo. Un film che ti fa sperare in mezzo alla me**a del quotidiano e ti lascia con un bel sorriso stampato in faccia.

Il registro è variabile, si passa dalla commedia nera al noir, al comico, dal surrealismo al realismo…dal grottesco al sentimentale. Ritmo frenetico in alcuni frangenti, lentissimo in altri…La fotografia fredda e irreale, le immagini sporche, le musiche tristi, lo rendono quasi perfetto nella sua imperfezione. Un film che si ama o si odia, ma senza dubbio un piccolo gioiello del cinema indipendente, che merita sicuramente di essere recuperato. Una perla che nessun amante del cinema dovrebbe farsi sfuggire.

http://frammenticinemavittoriomorelli.blogspot.it/2013/10/buffalo-66-di-vincent-gallo-1998.html

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Buffalo 66. / 3 Febbraio 2011 in Buffalo '66

Lui che esce di prigione. Le porte si aprono e ti sbattono il mondo in faccia.
Un mondo freddo, gelido come la patina azzurro ghiaccio che ci accompagnerà per gran parte del film.
Dicevamo…il mondo in faccia. Un mondo talmente bastardo da non regalarti nemmeno un angolo per poterci finalmente pisciare addosso.
E allora…allora non sai più quale sia la prigione, quali le sbarre, chi separa da cosa, cosa da chi.
Ci sono certi film che, senza chiedere permesso, ti si ripresentano nella testa…definire l’amore è cosa complicata…molto più semplice ricorrere ad una serie di emozioni che vita vissuta e vite filmate ti hanno regalato.
Senz’altro, dentro la mia definizione di amore, trova largo spazio Buffalo 66.
Un amore talmente etereo e immaginato da essere irraggiungibile.
Intoccabile. Come i corpi dei protagonisti.
E allora, allora niente, quando questo mondo del ca**o (si può dire mondo?) l’amore non te lo vuole regalare l’unica è rapirlo, rubarlo.
Così inizia il film.
Un film da guardare, per poi ricordare, quando in mezzo al gelo di questa vita ti sembrarà impossibile tornare ad amare.
Semplicemente, non è vero. Nemmeno quando ad essere amato mai nessuno ti ha insegnato, abituato. Questo sussurra il film.
Il ghiaccio di un cuore (Vincent Gallo) si trova e raccoglie, goccia dopo goccia, negli occhi pintati di cielo di una dolce quanto struggente Christina Ricci, impossibile da non amare.
Un film perfetto, per mandare a culo tutto il mondo.
Famiglia, prigioni e presunte libertà.
Un film, dove la solitudine si innamora.

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