Brooklyn

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Brooklyn

Da un romanzo di Colm Tóibín. Primi anni Cinquanta. La giovane irlandese Ellis Lacey lascia casa e famiglia per andare a vivere a New York, dove sua sorella Rose spera possa trovare un lavoro e costruirsi una vita piena di prospettive. Dopo un periodo di scoramento dovuto alla solitudine, Ellis si riprende, rafforzata dall'affetto di Tony, un ragazzo italoamericano conosciuto a un ballo in parrocchia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Brooklyn
Attori principali: Saoirse RonanDomhnall GleesonEmory CohenJim BroadbentJulie WaltersJessica Paré, Eve Macklin, Bríd Brennan, Fiona Glascott, Jane Brennan, Nora-Jane Noone, Jenn Murray, Eva Birthistle, Michael Zegen, Matt Glynn, Maeve McGrath, Emma Lowe, Barbara Drennan, Gillian McCarthy, Eileen O'Higgins, Peter Campion, James Corscadden, Emily Bett Rickards, Mary O'Driscoll, Samantha Munro, Jane Wheeler, Adrien Benn, Alain Goulem, Max Walker, Iarla O'Lionaird, Ellis Rockburn, Erika Rosenbaum, Ellen David, Christian de la Cortina, Paulino Nunes, James DiGiacomo, Tadhg McMahon, Hudson Leblanc, Paul Stewart, Niamh McCann, Denis Conway, Karen Ardiff, Gary Lydon, Aine Ni Mhuiri, Mella Carron, Karen Belfo, Micheline Poitras
Regia: John Crowley
Sceneggiatura/Autore: Nick Hornby
Colonna sonora: Michael Brook
Fotografia: Yves Bélanger
Costumi: Odile Dicks-Mireaux
Produttore: Finola Dwyer, Amanda Posey, Thorsten Schumacher, Zygi Kamasa, Alan Moloney, Christine Langan, Beth Pattinson, Hussain Amarshi
Produzione: Canada, Irlanda
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 111 minuti

Melodramma old school / 25 Ottobre 2019 in Brooklyn

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Gradevole melodramma vecchia scuola che, però, tolta la bella prova di Saoirse Ronan, costumi, fotografia e scenografie, sa di molto poco, perché è estremamente esile sul piano narrativo, ha personaggi poco caratterizzati e, soprattutto su di essi, lavora per cliché.
In particolare, nello sviluppo della trama, non mi è piaciuta la pressoché totale assenza di conflitti (l’unico inciampo evidente è dato dalla tipa del negozio irlandese gratuitamente maligna, ma è solo uno dei tanti stereotipi portati all’eccesso in questo film). La protagonista è amata pun-tual-men-te da tutti, senza eccezioni e senza sfumature (in questo senso, mi ha ricordato i personaggi elaborati da Amy Sherman Palladino per le sue serie tv).
Dulcis in fundo, ho trovato abbastanza ignobile il suo comportamento nei confronti del personaggio di Domnhall Gleeson: se la storia fosse stata scritta e girata dal punto di vista di Jim, forse il film sarebbe stato più interessante ed Ellis non avrebbe l’inappropriato ruolo di eroina romantica e coraggiosa (è un po’ il gioco fatto da Bianca Pitzorno nel romanzo La bambinaia francese e da Jean Rhys ne Il grande Mar dei Sargassi, quando ribaltano il punto di vista del romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë, mostrandolo con gli occhi di altri personaggi).

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Bellissima sorpresa / 18 Gennaio 2017 in Brooklyn

Onestamente ho guardato questo film solo perché aveva ricevuto alcune nominations agli scorsi premi Oscar e per la presenza del Generale Hux (ok, siamo seri, Domhnall Gleeson). Ma devo dire di trovarmi di fronte ad un film che merita ampiamente il 9, magari non tanto per la storia in sé ma per recitazione, ambientazione e fotografia. Comunque, per quanto riguarda la trama, si racconta la storia di Eilis (Saoirse Ronan), giovane ragazza irlandese che aiutata da un prete connazionale (Jim Broadbent) che vive in America, decide proprio di trasferirsi negli States, per cercare di dare una svolta alla sua vita, come tante persone fecero nei primi anni ’50 (e non solo ovviamente). Lui le ha trovato un lavoro in un grande magazzino e casa in un convitto femminile. Come è facile immaginarsi, i primi momenti sono duri: la lontananza da casa si fa sentire tanto, è quella che i brasiliani chiamano “saudade” quasi: lei è triste, lavora svogliatamente, è presa in giro dalle altre ragazze. Ma al tempo stesso il prete e la proprietaria del convitto sono persone che credono in lei, nelle sue capacità. Si iscrive ad un corso serale di contabilità e ad una festa della chiesa conosce un giovane italiano (Emory Cohen), con il quale segretamente si sposa. Sembra che la sua vita americana sia diventata finalmente buona, ma una notizia la costringerà a tornare in patria, e proprio lì si troverà di fronte ad una scelta complicata, con il personaggio interpretato appunto da Gleeson decisamente di rilievo. Insomma, una gran bella sorpresa in positivo, visto che ero partito prevenuto visto il genere, a me poco confacente per usare un eufemismo. Ma, come detto prima, l’ottima interpretazione degli attori, su tutti la protagonista, la storia comunque interessante e mai noiosa come temevo valgono davvero tanto, e devo dire che la nomination a miglior film non era esagerata. Poi vabbè, c’erano altri film migliori (e infatti ha vinto Il Caso Spotlight) ma ci stava tutta.

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Una vicenda troppo semplice / 1 Novembre 2016 in Brooklyn

Rispetto al romanzo di Colm Toibin da cui è tratto, il film soffre indubbiamente della impossibilità di rendere adeguatamente i pensieri della protagonista. Resta la vicenda, che però fino al ritorno in Irlanda risulta un po’ troppo semplice, al limite del banale; la durata eccessiva di questa parte rispetto al resto (un po’ più vivace), una regia eccessivamente accademica e l’estrema passività del personaggio di Eilis finiscono per rendere il film quasi tedioso.

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Non ti lascia niente / 11 Ottobre 2016 in Brooklyn

Un film che ti fa innervosire. E’ sessista e non contiene un messaggio profondo. La storia ha come protagonista un personaggio soffocato, poco libero di muoversi, non ha spessore nè una personalità particolare. Saoirse Ronan mi piace tantissimo, ma qui si sforza a dare carattere a un personaggio che non ne ha.

Piccolo gioiello… 7,5 / 29 Luglio 2016 in Brooklyn

Accantoniamo per un attimo l’idea che io sono innamorato di New York e di Brooklyn.
Questo film mi ha lasciato davvero senza parole… e non lo dico tanto perchè è ambientato lì, ma la storia di Eilis, che vive tra due mondi (Irlanda e America), tra dolore e amore, tra solitudine e voglia di un futuro… beh è tutto un altro paio di maniche.
Già dall’inizio, la sua partenza, si sente la pesantezza, la sofferenza di staccarsi dalla sua famiglia… L’amicizia che stringe con la sua compagna di viaggio, l’accoglienza del convitto di ragazze, ambientarsi nel lavoro, la sua solitudine in mondo che le è tutto nuovo e strano, nostalgia e sofferenza a ripetizione….
Finchè arriva Tony: una ventata di fresco, la luce in fondo al tunnel di quel periodo grigio che stava finendo.
E qui la storia ti prende ancora di più: e vedi il film e valuti le scelte di Eilis, percepisci i suoi stati d’animo, cerchi di immedesimarti nei suoi pensieri.
L’attrice di “Amabili Resti” e “The Host” è davvero brava, e l’ingenuo Tony è una spalla perfetta per questa coppia che sogna un futuro, anche se le disgrazie sono dietro l’angolo.
Non voglio aggiungere nient’altro, ma anche se sembra un banale film che racconta l’immigrazione, merita una visione, perchè parla d’altro.
Peccato che delle 3 nomination non abbia avuto neanche una statuetta.
Bello bello. Delle scene davvero struggenti, ottimi colori e ambientazioni.
7.5

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