Recensione su Beginners

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25 gennaio 2013

Il secondo film di Mike Mills è un adorabile scavo intimista nella solitudine e nel dolore di un figlio ( Ewan McGregor) che ha perso il padre ( il premiato con l’Oscar Christopher Plummer) dopo che quest’ultimo, morta la moglie, gli ha rivelato di essere gay. Ad un festa in maschera ( guarda caso vestito da Freud) Oliver aka Ewan incontra Anna, cioè una graziosissima Mèlanie Laurent, che gli legge negli occhi la tristezza che lui nasconde. Da qui, tramite flashback che abbracciano un arco temporale che va dall’anno del matrimonio dei genitori di Oliver, il 1955, al 2003, anno della morte del padre e dell’incontro con Anna, il film si concentra in maniera introspettiva sul percorso di Oliver dalla solitudine al suo superamento nell’ambito della sua relazione con Anna e col padre negli ultimi mesi di vita.
Spiccatamente attraversato da una vena alla Gondry, con scenette che sono gioiellini poetici, idee di montaggio e scenografiche di grande effetto ( “la storia della tristezza”, le foto d’epoca, i continui disegni di Oliver, i pattini, i graffiti), una estetica meravigliosa che si esprime nell’avvolgente fotografia, nel vestiario e negli oggetti di scena, una colonna sonora dolcissima imperniata su una melodia per pianoforte e con la presenza di un Jack Russell, Arthur, che parla grazie alla trovata perfetta di sottotitolare i suoi pensieri, Beginners è un film aggraziato, emozionante. Una piccola perla meritevole di complimenti.

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