Recensione su Apocalypse Now

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l’odore del napalm / 19 marzo 2011 in Apocalypse Now

Questo film è un capolavoro assoluto, un viaggio allucinante metafora dei mostri generati dal sonno della ragione. Il percorso che il capitano Willard dovrà compiere, risalendo il fiume fino alla sua foce per raggiungere l’accampamento del colonnello Kurtz, è come una lenta discesa verso l’inferno, le cui tappe- come nell’immaginario dantesco -segnano gli incontri con le tante espressioni della follia e della malvagità umana. La metà finale non ha nulla da invidiare al nono cerchio, un luogo di morte, dove il carisma e il delirio di onnipotenza di Kurtz hanno sedimentato fino al punto di creare il suo personale impero distorto.
Il capitano Willard si trova a dover lottare non solo per la sua vita, ma anche per mantenere intatte le ultime vestigia di umanità e di senno, che l’abbruttimento della guerra non sono ancora riuscite a cancellare.
Il Vietnam di Coppola non ha nulla di eroico e retorico, è una guerra dove l’anarchia e la disorganizzazione spesso regnano sovrane, e il coraggio dei soldati non è altro che incoscienza o spirito di autoconservazione. La giungla umida e inospitale, è il vaso di pandora che, scoperchiato, fa emergere le loro paure e ossessioni; alcuni riescono a combatterle mentre altri ne rimangono sopraffatti.
Il Kurtz di Marlon Brando è un personaggio a dir poco leggendario, un satrapo dalle forme vagamente mussoliniane, che nella penombra del tempio discerne di guerra e di poesia, con il fascino insinuante del folle carismatico. IL suo assassinio finale, al ritmo di ‘the end’ dei doors, mostrato parallelamente alla mattanza indigena della mucca, assume i contorni del racconto epico. Come la vacca viene sacrificata per attirare la benevolenza degli dei, così Kurtz viene giustiziato per il bene della coscienza collettiva. Come se eliminare uno dei parti dell’orrore della guerra bastasse per esorcizzare il male che rappresenta.

1 commento

  1. Dani Carpi / 13 dicembre 2012

    Ho visto Apocalypse Now in tutti i modi e le versioni possiili ed immaginabili per un totale di volte che si aggira sulle 3 cifre.
    Vi prego quindi, per il vostro bene non guardate il Redux in italiano perchè il ridoppiaggio con tanto di modifica alle battute è da inferno (come anche certe citazioni qui trascritte) ed è un peccato perchè la storia-nella-storia dei francesi è strepitosa.
    Apocalypse Now in italiano è solo quello del 1979.

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