1979
12 Recensioni su

Apocalypse Now

/ 19798.4524 voti
Apocalypse Now

ci ho capito ben poco / 2 marzo 2017 in Apocalypse Now

ho visto il film incuriosito e aspettato la scena finale per tutte a due le ore e mi è piaciuto il monologo di Kurtz, ma il messaggio non l'ho ricevuto, se qualcuno me lo spiegasse gli sarei d'avvero grato.

L’orrore…no è un Capolavoro / 21 aprile 2016 in Apocalypse Now

Parlare troppo per Apocalypse Now lo trovo abbastanza inutile. Perchè il Capolavoro di Francis Ford Coppola è un film che va visto. Non è un film che racconta la Guerra del Vietnam. Sì,anche. Ma quello che viene alla luce,o almeno quello che fa venire alla luce Coppola, è la follia. L'ossessione psicologica. La vita-La morte. Il colonnello Kurtz è la... continua a leggere » follia. Marlon Brando è il miglior attore mai visto sulla Terra. E se non ha vinto Oscar posso capire solo il fatto che l'anno prima "Il cacciatore",un viet-movie,ne aveva vinti molti. 9 1/2

Nel cinema,mai nessuno come Kurtz / 24 febbraio 2016 in Apocalypse Now

Nel cinema ci sono personaggi che ti entrano "dentro" , sottopelle. Nel mio caso (personalissimo) il Joker- Ledger , William Wallace-Gibson , Lawrence d'Arabia - O'Toole...e ovviamente Kurtz-Brando.
Piccolo particolare : Kurtz lo si vede per 25-30 minuti...non un film intero!
Ma in quel poco tempo,ti ammalia,ti conquista,ti attrae a sè e ai suoi pensieri... continua a leggere » nebulosi...interpretazione che rasenta la perfezione.

Lo spirito dell’uomo è capace di tutto / 18 agosto 2015 in Apocalypse Now

Libera trasposizione del romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad e capolavoro assoluto del cinema mondiale.
Film di Francis Ford Coppola, che con lo sceneggiatore John Milius, trasporta l'azione dall'Africa coloniale di Conrad alla "sporca guerra" del Vietnam.
Opera monumentale, visionaria, allegorica, eccessiva.
Per realizzarla Coppola mise in gioco... continua a leggere » tutto se stesso: la sua casa di produzione, la sua credibilità e la sua stessa vita (durante le riprese il regista meditò anche il suicidio).
Brando rende il personaggio di Kurtz leggendario. Appesantito nei suoi 110 chili impone ed ottiene di essere ripreso solo in ombra o in primo piano, nei campi lunghi verrà utilizzata una controfigura.
Nel film Brando diventa Kurtz, non lo interpreta. Fantastica la scena dove si passa la mano sulla testa, un gesto che riassume tutta la tragedia, sua e del mondo che gli ruota attorno...

Quel fiume infernale… / 16 giugno 2014 in Apocalypse Now

Un viaggio fisico e simbolico allo stesso tempo, attraverso un fiume e la propria coscienza. Coppola non poteva fare di meglio: il suo film è carico al massimo sotto tutti i punti di vista. Regia, fotografia, colonna sonora. Tutto si sposa alla perfezione con il dramma a cui lo spettatore è sottoposto. Un'odissea, vissuta con gli occhi del capitano... continua a leggere » Willard, ricca di personaggi variopinti e situazioni tanto assurde quanto realistiche. Un film che racconta perfettamente l'umanità dell'uomo in guerra e l'inumanità della guerra stessa. Imperdibile.

Apocalipsi nau / 3 giugno 2014 in Apocalypse Now

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, dopo aver subito quella tediosità della versione redux, che ho pure recensito e votato con 5 stelle, ho riguardato la versione originale per cercare di capire perchè questo film fosse considerato un capolavoro. Saranno state almeno 5 volte che avevo provato a guardarlo e non ho finito, con la redux, quindi le scene iniziali le ricordo bene e mi... continua a leggere » piaciono anche molto. La fotografia è maestosa, bella anche la colonna sonora, tutto bello ALL'INIZIO. Anche la trama non è male, una bella missioncina semplice, vai là e ammazza il pazzo. La famosa scena con la musica di wagner è ancora migliore con il doppiaggio originale ( fa cacare sotto i vietcong>>>>>>>>>>>>>>>>> i miei ragazzi si gasano), insomma il film è bello, sarebbe un capolavoro per me se non ci fosse quel ca**o di kurtz che dice cose insensate, parla con quel tono apatico, ma che ca**o stai a dì ah kurtz!? "l'orrore, l'orrore" bello. Il film fino all'entrata in scena di costui sarebbe stato da 8 o 9 ma siccome devono rovinare tutto con sta stronzata per fare i misteriosi, i fighi del VAINTERPRETATOèROBAPSICOLOGICAPROFONDAH, PIJATE 7, THO!

24 marzo 2014 in Apocalypse Now

Questo è uno dei film più belli e più riusciti di sempre. Non ci si può definire cinemaniaci senza averlo visionato almeno un paio di volte!

30 dicembre 2013 in Apocalypse Now

Cerebrale, drammaticamente cerebrale.
Apocalypse now può apparire, di primo impatto, un'accozzaglia di scene epiche, consapevolmente profuse per essere regalate alla storia del cinema (quella iniziale sulle note di "The end" dei Doors, l'attacco al villaggio vietcong condito dalla "guerra psicologica" delle Valchirie di Wagner...), e di qualche altra... continua a leggere » francamente un pò soporifera, soprattutto nel finale.
Ma é probabilmente l’angosciante senso di ignoto che aleggia in tutta la pellicola a confondere le idee e a lasciare quell'impalpabile senso di inquietudine e incompletezza.
Sensazioni cristallizzate e sintetizzate da quel tormentato sussurro di Brando: "L'orrore".
Il viaggio lungo il fiume come una dantesca, ancora più che conradiana, discesa agli inferi.
Una parte finale drammaticamente cerebrale, esaltata dalla tetra fotografia di Storaro, premiata con l'ennesima statuetta “ad cupagginem”.
Apocalypse now é uno di quei pochi film che mi ha lasciato interdetto, incapace di esprimere giudizi razionali e netti.
Uno di quei pochi film che avrei voluto ricominciare a vedere appena dopo averlo terminato, in preda a una corrodente vertigine dell'ignoto.

L’orrore? / 1 settembre 2013 in Apocalypse Now

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Premetto che non ricordo bene tutto, ho ricordi confusi, come confuse sono le mie opinioni su questo film. Lo vidi tempo fa con il doppiaggio vecchio , che secondo me era migliore ed era la versione ridotta, non ricordo se mi piacque e se lo vidi tutto. Poi ho preso la Redux e ho provato a riguardarlo, per le prime ore fila tutto bene,bellissima fotografia,... continua a leggere » trama interessante, scene divertenti etc. ha tutto per meritarsi i grandi elogi e la fama che ha. Questo all'incirca fino a dopo la fuga da Duvall che voleva fare surf. Da li in poi il film inizia a diventare pesante, lento, ricordo che interruppi la visione quando cercai di dargli l'ennesima chanche quindi i brutti ricordi successivi sono, come detto prima, confusi. Ricordo una scena infinita, pallosissima, con i francesi, una roba con le conigliette di playboy e soprattutto L'ASSENZA DI VIETCONG. E per finire quel pazzo di Kurtz che dice cose senza senso, non ci ho capito veramente un c...o di quello che dice , e poi come lo dice, mangiando quello che forse è un pesce, lasciandosi un residuo schifoso sulla bocca, poi al momento della morte, pare non avere una reazione come se volesse farsi ammazzare. Non ricordo cosa diavolo ci facesse Hoppper li in mezzo e non capisco cosa avesse in mente kurtz e perchè ha ucciso lo chef e gli altri e lasciato in vita Sheen. Illuminatemi, io proprio non lo capisco tutto sto capolavoro, per me questo film è una grande incognita.

Testa di Kurtz / 15 novembre 2012 in Apocalypse Now

Sono tra i pochi a non aver amato il romanzo di Conrad, Heart of Darkness, tra i pochi a non avere il brividino quando sentono la sussurrata litania "The horror... The horror...". Parlo di quella scossetta interna che avvertiamo davanti ad opere che ci hanno sedotto per il loro alone di mistero. Ok, tutto questo con me non ha funzionato, e non so... continua a leggere » bene perchè; tant'è, ma da qui partivo per arrivare al film, diciamo pure un pochino prevenuto.
Coppola ha scelto di trasporre l'arcano che suscita la foresta africana del libro nella giungla vietnamita; ottima scelta, quella di partire da un soggetto senza filmarlo pedissequamente, rivela una capacità artistica superiore e intraprendente.
Il film è davvero un fuoco d'artificio, folle fino allo psichedelico; in una cornice verde e limacciosa esplode la guerra in tutta la sua incandescenza, partendo tronfia come le Valchirie di Wagner per finire inghiottita nel silenzio del buio ancestrale, dove il nocciolo duro è la testa massiccia e lucida dello spettrale Brando, un cranio e un viso dove la regia indugia grandemente, cogliendo ogni gioco di luce e sfumatura del colore. Sarà che è più attuale, sarà la forza dell'immagine, ma il Kurtz cinematografico di Coppola è tremendamente più affascinante dell'originario Kurtz cartaceo.
Questa pellicola l'hanno definita un po' troppo estetizzante, e così è in effetti. E' eccessiva, straniante. Ma è una grande pagina di cinema, un passaggio obbligato, una esplorazione dell'abisso tra ipnosi e poesia. E un fragoroso atto d'accusa all'ipocrita morale gerrafondaia: "Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere "cazzo" sui loro aerei perché è osceno. E maledizione, è proprio così che va, tragicamente così.

7 aprile 2012 in Apocalypse Now

Un viaggio troppo lungo per un solo uomo, tra soldati che fanno surf e conigliette di Playboy affittate per due ore. BAH. Noia.

30 luglio 2011 in Apocalypse Now

IL capitano Willard è un tipo confuso,non riesce a star bene da nessuna parte( un'anima divisa in due ),è un soldato che non se la passa affatto bene,infatti lo vediamo ubriaco far a pezzi la stanza d'lbergo in cui si trova,tutto sembra perduto quando insapettatamente arriva l'incarico per una nuova missione,andare in Cambogia per porre fine al comando di... continua a leggere » un'ufficciale impazzito,un certo Kurtz....Coppola ispirandosi a Cuore di Tenebra di Conrad mette in gioco tutto stesso ( infatti dopo non si ripeterà più a questi livelli ) in questo formidabile film bellico ci si immerge immediatamente con una splendida sequenza nell'orrore della guerra con elicotteri che sorvolano la giungla in fiamme per poi continuare con la presentazione di Martin Sheen che ubriaco distrugge una camera d'albergo,poi ricevuto il famoso incarico lo vediamo alle prese con Robert Duvall che lo fa "volare" sulle note della "cavalcata delle valchirie" di waqgner,il viaggio si concluderà con successo ma Willard forse non sarà più lo stesso uomo di prima,dunque si può tranquillamnete afferamre che la pelliolca è un capolavoro, eterno,con una lavorazione travagliatissima ( Martin Sheen subentrato ad Harvey Keitel vine colto da infarto,il set viene distrutto da un tifone, inoltre ci saranno le bizze di Brando e le stranezze di Hopper ) il fim troverà nuova linfa con la versione Redux.

l’odore del napalm / 19 marzo 2011 in Apocalypse Now

Questo film è un capolavoro assoluto, un viaggio allucinante metafora dei mostri generati dal sonno della ragione. Il percorso che il capitano Willard dovrà compiere, risalendo il fiume fino alla sua foce per raggiungere l’accampamento del colonnello Kurtz, è come una lenta discesa verso l’inferno, le cui tappe- come nell’immaginario dantesco... continua a leggere » -segnano gli incontri con le tante espressioni della follia e della malvagità umana. La metà finale non ha nulla da invidiare al nono cerchio, un luogo di morte, dove il carisma e il delirio di onnipotenza di Kurtz hanno sedimentato fino al punto di creare il suo personale impero distorto.
Il capitano Willard si trova a dover lottare non solo per la sua vita, ma anche per mantenere intatte le ultime vestigia di umanità e di senno, che l’abbruttimento della guerra non sono ancora riuscite a cancellare.
Il Vietnam di Coppola non ha nulla di eroico e retorico, è una guerra dove l’anarchia e la disorganizzazione spesso regnano sovrane, e il coraggio dei soldati non è altro che incoscienza o spirito di autoconservazione. La giungla umida e inospitale, è il vaso di pandora che, scoperchiato, fa emergere le loro paure e ossessioni; alcuni riescono a combatterle mentre altri ne rimangono sopraffatti.
Il Kurtz di Marlon Brando è un personaggio a dir poco leggendario, un satrapo dalle forme vagamente mussoliniane, che nella penombra del tempio discerne di guerra e di poesia, con il fascino insinuante del folle carismatico. IL suo assassinio finale, al ritmo di ‘the end’ dei doors, mostrato parallelamente alla mattanza indigena della mucca, assume i contorni del racconto epico. Come la vacca viene sacrificata per attirare la benevolenza degli dei, così Kurtz viene giustiziato per il bene della coscienza collettiva. Come se eliminare uno dei parti dell’orrore della guerra bastasse per esorcizzare il male che rappresenta.


inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.