1972

Aguirre, furore di Dio

/ 19728.086 voti
Aguirre, furore di Dio
Aguirre, furore di Dio

1560. Una spedizione di conquistadores spagnoli, guidata da Pizarro, si inoltra nella foresta pluviale alla ricerca di El Dorado, la mitica città dell'oro la cui leggenda era stata diffusa dagli indios tra i colonizzatori. Il gruppo, stremato e a corto di viveri, si divide in prossimità di un fiume ed un manipolo di esporatori viene inviato in avanscoperta: tra i membri del gruppo, vi è anche il folle Lope De Aguirre.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Aguirre, der Zorn Gottes
Attori principali: Klaus Kinski, Helena Rojo, Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling, Cecilia Rivera, Edward Roland, Daniel Ades, Armando Polanah, Daniel Farfán, Julio E. Martínez, Alejandro Chavez, Antonio Marquez, Alejandro Repullés, Uwe Paulsen, Justo González
Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura/Autore: Werner Herzog
Colonna sonora: Popol Vuh
Fotografia: Thomas Mauch
Produttore: Werner Herzog, Hans Prescher
Produzione: Germania, Perù
Genere: Drammatico, Azione
Durata: 93 minuti

16 Maggio 2013 in Aguirre, furore di Dio

Aguirre furore di Dio.
Diretto da W.Herzog, il film tratta di una spedizione spagnola nella giungla amazzonica.
Siamo nel 1560, il Nuovo Mondo è tutto da scoprire, puro e virgineo ma l'obiettivo della missione è un'altro, siamo di frotne a una missione che si pone fra espansionismo dell'Impero Spagnolo e ricerca della mitica El Dorado.
Il film non è... continua a leggere » solo questo, riprese bellissime, personaggi molto particolari, una storia avvincente (la spedizione ebbe realmente luogo ma Herzog ha rielaborato liberamente i fatti storici), il talento visionario di Herzog e l'inizio di un' "amicizia" con Kinski (il tizio nella foto). Tornando alla tramam abbiamo Lope de Aguirre (K.Kinski) un folle luogotenente che in giro di poco, a causa di condizioni favorevoli o sfavorevoli, dipende dai punti di vista, ottiene il comando dell'impresa. Le avversità lo aiutano, il gruppo infatti è allo stremo, non ha cibo, è bloccato nella giungla, gli indios e i fiumi in piena. Insomma, iniziano a pensare al peggio. Ottiene il potere e capiamo subito quanto Aguirre sia tutt'altro che razionale. Egli non solo porterà alla morte e alla distruzione nonché fine dell'impresa ma vuole formare una nuova razza, sposandosi con Flores, sua figlia.

« Sono il furore di Dio, la terra che io calpesto mi vede e trema. »
« Quando regnerò questa terra sposerò mia figlia. Avremo una razza pura. »

DonMax

30 Agosto 2012 in Aguirre, furore di Dio

Fuori della ragione: come ci sente attraverso lo sguardo maniacale di Kinski che converte l'occhio della camera di Herzog. in questo modo la ragione diventa tempo e spazio dove la spedizione e la ribellione di Aguirre è vivere fuori in quel mondo come fuori dalla ragione. neanche l'onnipotenza e il suo giustificarsi nella ricompensa dell'Eldorado (come il... continua a leggere » regno di Dio) avrà ragione di fronte alla natura e alle sue fondamentali regole di sussistenza. lentamente, come lo scorrere sul fiume letico della conoscenza, si spegne il delirio della conquista nella bieca violenza degli sconfitti. qui la narrazione di Herzog non si spegne, non diventa retorica della storia: rimane accesa in quello sguardo del magistrale Klaus nell'eloquio finale del furore di Dio.
Lo sguardo di Aguirre non combatte, non parla... accompagna le vicende, accarezza il viso della figlia come l'istigazione ad un destino che porta alla morte. c'è un'irrealismo che solo la finzione filmica può ottenere; la mpd e i suoi movimenti geometrici diventano il pensiero, che sprigiona e interrompe, e poi visione soggettiva e quindi percezione univoca: noi diveniamo aguirre ed è proprio sui di noi che ci accerchiano le scimmie e siamo noi che le scacciamo con metodica indotta, quasi automatica. siamo nel film, siamo pronti alla scena del delirio finale.
La distinzione tra Klaus e Aguirre e la stessa tra l'attore e la sua interpretazione. questo a volte sfugge nella bravura e a fondersi come la zattera riesce ad entrare nella natura che la circonda, come fosse risucchiata, come fosse caduta in un vorticoso non ritorno.

11 Ottobre 2011 in Aguirre, furore di Dio

Visto con audio leggermente fuori sincro, sequenze saltate e colori pressoché dissolti su pellicola iper-consumata, consunta al punto che la battuta-chiave è andata persa. A parte il viso e lo sguardo perfettamente allucinato, inquietante e pieno di affascinante follia di Kinski ricordo, perciò, poco altro.