Recensione su After.Life

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Boh / 18 Maggio 2013 in After.Life

Un film che alimenta dubbi e quesiti, sopra ogni altra cosa.
Che lascia lo spettatore in balia della perplessità. Che giocando con l’ambiguità, ingarbuglia sempre di più la matassa, piuttosto che chiarire le idee.

Il primo lavoro di Agnieszka Wójtowicz-Vosloo, credo faccia parte di quella categoria di pellicole che spacca il pubblico a metà.
Una “chicca” invisibile che in pochi conosceremo e (forse) apprezzeremo, nonostante il mio giudizio finale sia ancora piuttosto confuso.

After.Life sembra prendere spunti a destra e a manca, senza far forza su un carattere tutto suo.
La doppia (o tripla) chiave di lettura alimenta e poi nega ripetutamente i pensieri dello spettatore, che inevitabilmente si sentirà sballottato, rimbambito e forse un po’ preso per il culo.

Per i miei gusti, non sono stati curati quanto dovuto molti aspetti del film, con il risultato di lasciare tutto senza una risposta precisa.
Vada per il finale aperto, ma così.. è il caos.

Per fortuna l’ottima scelta della sua protagonista, un’ottima Christina Ricci (spesso nuda) nella parte del cadavere-ambulante Anna Taylor, affiancata dall’enigmatica figura di Liam Neeson, riescono ad alimentare il pathos, piuttosto fiacco nella sua interezza.

Condivido l’insoddisfazione della critica, in quanto il carattere ambivalente predomina enormemente su tutto il resto.
Come dice il detto: “il troppo stroppia”.

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