2011

Sucker Punch

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Sucker Punch
Sucker Punch

Ambientato negli anni Cinquanta, vede protagonista la ventenne Babydoll, che viene rinchiusa in un manicomio ad opera del patrigno, il quale vorrebbe che la ragazza venisse lobotomizzata. Per fuggire da quella realtà Babydoll si rifugia in un mondo onirico fatto di mostri, colleghe prostitute, combattimenti e guerre: se non altro, questo le consentirà di pianificare la sua evasione.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Sucker Punch
Attori principali: Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung, Carla Gugino, Oscar Isaac, Richard Cetrone, Jon Hamm, Scott Glenn, Gerard Plunkett, Malcolm Scott, Ron Selmour, Revard Dufresne, Alan C. Peterson, Kelora Clingwall, Frederique De Raucourt, Monique Ganderton, Lee Tomaschefski, Eli Snyder, Cainan Wiebe, Danny Bristol, Danielle Benton, Paula Giroday, Louise Hradsky, Daniela Dib, Brad Kelly, Peter Bryant, Patrick Sabongui, John R. Taylor
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura/Autore: Zack Snyder, Steve Shibuya
Colonna sonora: Marius De Vries, Tyler Bates
Fotografia: Larry Fong
Costumi: Michael Wilkinson, Jana MacDonald, Dana Kay Hart, Susan O'Hara
Produttore: Deborah Snyder, Zack Snyder, Thomas Tull, William Fay, Christopher DeFaria, Jim Rowe, Jon Jashni, Wesley Coller
Produzione: Usa
Durata: 110 minuti

4 Maggio 2015 in Sucker Punch

Film particolare diretto da Zach Snyder (il regista di 300 ma non solo).
La giovane Babydoll (Emily Browning, vista in Sleeping Beauty) viene rinchiusa dal patrigno in un manicomio. Per sfuggire alla realtà Babydoll si rifugierà in una fantasia in cui l'istituto di igiene mortale diventa un bordello. Qua (su questo "livello di straniamento") fa la... continua a leggere » conoscenza di altre ragazze: l'inizialmente diffidente Sweet Pea (Abbie Cornish), la gentile sorella Rocket (Jena Malone), la fragile Blondie (Vanessa Hudgens) e Amber (Jamie Chung).
Ma quando balla, Babydoll si ritrova combattente in un mondo di fantasia dove può costruire il suo piano di fuga.
Assomiglia molto a un videogame, soprattutto in questo punto delle fantasie di Babydoll in cui le varie tappe per la fuga sono livelli del videogioco con la sconfitta del mostro finale. Gli obiettivi della "realtà" sono adattati nella fantasia con nemici che cambiano di livello in livello.
Il film è godibile e guardabile, particolare come l'alterazione della realtà per mascherare le cose orribili che capitano nell'istituto e che sono capitate nel passato di Babydoll.
Nel resto del cast da citare Carla Gugino, la direttrice dell'Istituto, Oscar Isaac il bastardo manipolatore, Scott Glenn il saggio (Colui che guida le ragazze nel piano di fantasia).

2 Aprile 2015 in Sucker Punch

Mettete da parte le protagoniste bone, tralasciate la colonna sonora fighissima, i robottoni, i combattimenti (a volte davvero idioti) e le prostitute danzanti. Questo film va oltre quello che sembra.
Non penso tutti possano apprezzarlo, per tutto quello che è andato a infarcire la denuncia che ci stà sotto.
Ebbene si, girava una teoria molto... continua a leggere » interessante su come Sucker Punch fosse una denuncia alla tecnica MK-Ultra e co, a cui personalmente credo.
Quindi alla luce dell'articolo provate a rivedere il film...tutto quadra

29 Settembre 2014 in Sucker Punch

Lo so, nove stelle vi sembreranno esagerate. Sucker Punch è stato stroncato dalla grande maggioranza dei critici, e anche chi è stato più indulgente non ha mai pensato che fosse un capolavoro. Ma ho la sensazione che il messaggio più profondo del film non sia stato capito. Tutti pensano che la protagonista trasfiguri l'insostenibile realtà del... continua a leggere » manicomio in un mondo di sua invenzione – non una volta, in effetti, ma due: c'è un ulteriore livello di realtà, che viene raggiunto durante le danze di Babydoll. A questo sembrano alludere una delle battute di apertura: «It's everyone of us who holds power over the world we create» e Madame Gorski: «You control this world. […] What you are imagining right now, that world you control. That place can be as real as any pain». Ma a quale mondo ci si sta riferendo, esattamente? Se esistono tre livelli di realtà, cosa impedisce che ce ne sia un quarto, *più alto*? Un'allusione è contenuta forse nel siparietto che accompagna i titoli di coda, là dove ritroviamo i sei protagonisti su un diverso, ennesimo palcoscenico; ma l'indizio più importante è nelle battute finali: «And finally this question, the mystery of who's story it will be. Of who draws the curtain. Who is it that chooses our steps in the dance? Who drives us mad? Lashes us with whips and crowns us with victory when we survive the impossible? Who is it, that does all of these things? Who honors those we love for the very life we live? Who sends monsters to kill us, and at the same time sings that we will never die? Who teaches us what's real and how to laugh at lies? Who decides why we live and what we'll die to defend? Who chains us? And who holds the key that can set us free... It's you. You have all the weapons you need. Now fight!». Qui si parla della vita, non di una fantasia; della vita reale – o meglio, che sembra reale – della vita che è rappresentazione, sogno da noi stessi sognato. Ecco perché l'autista che salva Sweet Pea ha le stesse fattezze del saggio (o del leader) sognato da Babydoll, ed ecco perché l'insegna su cui è scritto «Paradise» superata nel finale dal pullman è stata anticipata più volte nel film con vari riferimenti a un «paradiso» da raggiungere: queste coincidenze sono possibili solo se Sweet Pea e Babydoll sono soltanto i personaggi di un sogno di livello ancora superiore.

Se ho visto bene, il tema reso popolare da Matrix ritorna insomma qui, ma in forma molto più allusiva ed elegante. Il film ovviamente non è perfetto: il cast non è sempre all'altezza (forse con l'eccezione di Jena Malone); in particolare avrei preferito una protagonista meno inquietante di Emily Browning, che non mi è sembrata molto in parte, e i temi dei sogni-danza di Babydoll avrebbero dovuto essere più maturi, più adulti (anche se quello ambientato nelle trincee costituisce un apprezzabile esempio di estetica steampunk). Ma anche così il film vale molto di più di quanto voglia l'opinione comune.

Supereroi in gonnella / 6 Settembre 2014 in Sucker Punch

Regia di buon livello, storia un po' troppo pompata, ma dilettevole nel complesso.
Combattimenti nel classico stile supereroi della Marvel.
Una pecca, forse, la poca risolutezza delle attrici nell' affrontare tali scene. Aggraziate, ma con poca pratica nel corpo a corpo. Più belle che brave.
Un film piacevole con cui trascorrere un' ora e mezza. Non il... continua a leggere » migliore del genere, ma alla fine lo guardi incuriosito di come potrebbe andare avanti.
Nel complesso non sarò il film dell' anno, ma se volete passare una serata con un film poco impegnativo, questo va benissimo!

tra noia e perplessità / 10 Marzo 2014 in Sucker Punch

Di questo fil la sola cosa lodevole sono gli effetti speciali e i costumi. La trama è piuttosto banale, sarebbe stata molto più accattivante come idea per un videogioco, ma non coinvolge lo spettatore che non si trova minimamente coinvolto nello snocciolarsi delle vicende e si trova ad apprezzare piuttosto i bei costumi o la splendida qualità delle... continua a leggere » immagini.

il film, a metà strada tra final fantasy e kill bill, mi è risultato lento e noioso, una vera delusione.