Recensione su Disincanto

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Buone gag, in mezzo a noia / 30 Agosto 2018 in Disincanto

PRIMI 10 EPISODI

Non è semplice, per me, giudicare e commentare Disincanto. Matt Groening è quello che ha creato due dei show migliori che siano mai passati in TV: I Simpson e Futurama. Difficile non avere aspettative piuttosto alte per questa nuova serie.
Partiamo dalle cose positive: ci sono ottime gag, umorismo nero e cinico. L’animazione è buona, ci sono idee carine. Alla fine della nona puntata c’è un colpo di scena clamoroso.

Cose negative: alcune puntate sono davvero noiose, appiattite su trame viste e riviste. Non è però il difetto principale.
Il colpo di scena della nona puntata porta poi ad una modifica totale della situazione (e direi anche del tono della serie), oltre che ad un cliff-hanger… è una cosa che non mi è piaciuta, perché sbuca fuori dal nulla. Cambia tutto all’improvviso, e la sensazione è che poi tutto venga risolto in fretta nei prossimi episodi, e sia solo un trucco per invogliare lo spettatore. Ma nemmeno questo è il difetto principale.

Il difetto principale, a mio parere enorme (ed inaspettato), sono i due comprimari principali. Disincanto ha una protagonista, e i due amici che teoricamente dovrebbero portare sulla spalle buona parte della comicità della serie (un po’ come fa Ciuchino in Shrek). Sono caratterizzati per essere simpatici. Il problema, è che non lo sono. Sono due personaggi scialbi, con i quali non sono mai riuscito a provare un minimo di simpatia. E se l’ingenuo Elfo un pochino di senso ce l’ha, a volte, il demone è un personaggio scritto MALISSIMO (a mio parere). Dovrebbe essere l’adorabile cinico, il Bender di questa serie, ma non ci riesce per nulla, non è mai incisivo. Ogni tanto sbuca fuori, dice qualcosa di noioso, e poi ritorna ad essere irrilevante. Senza di lui, la serie non avrebbe perso assolutamente nulla.
L’alchimia tra i tre protagonisti è costruita male, sono amiconi, ma io non ho mai percepito davvero l’amicizia (soprattutto, è forzatissima quella tra il demone e l’elfo, che non si cagano quasi mai di striscio, si lanciano una frecciatina ogni tanto, quando i sceneggiatori si ricordano di farli interagire, e poi ritornano ad ignorarsi).
Come non provare nostalgia per Fry, Leela e Bender?
Magari è solo una mia impressione, e ad altri saranno piaciuti. Ma io ho trovato che l’elfo ed il demone noiosi, a tratti irritanti.
Ben più interessante è il re, forse l’unico personaggio davvero riuscito (tra quelli che appaiono più spesso, anche se pure il suo mago ed il suo consigliere non sono male).
Sinceramente non so se vedrò il prosieguo. Sono troppo poco coinvolto dai personaggi, per provare davvero interesse a vedere come si svilupperà la situazione.

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