Recensione su American Gods

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. / 23 Aprile 2021 in American Gods

Nota: versione con aggiornamento S3

S1-S2
Aspettative altissime, per quanto mi riguarda, avendo particolarmente apprezzato l’omonimo romanzo di Neil Gaiman. Il prodotto l’ho trovato tutto sommato positivo: dal punto di vista ‘visivo’ è buono, il soggetto di partenza pure (ma io, come già detto, sono un lettore di Gaiman, quindi si gioca facile qui), e la resa introspettiva e la profondità del tema di fondo sono adeguate e per nulla banalizzate, anche se il cast non lo trovo al 100% ok solo perché alcuni personaggi me li ero figurati un po’ diversi da quelli scelti ma altri invece sono azzeccatissimi. Quello che maggiormente non mi trova d’accordo è il voler modificare/estendere (se non, in alcuni casi, aggiungere di sana pianta) alcuni passaggi di trama; la narrazione va già a rilento per come è stata strutturata, diluirla ulteriormente mi sembra un di più decisamente superfluo. Tra l’altro questa lentezza narrativa può essere il difetto che rischia di mozzare le gambe al progetto…la noia è dietro l’angolo se si fa parte di quel pubblico che vuole arrivare a un “dunque” almeno parziale per capire dove si vuole andare a parare. Personalmente ritengo che 8-10 puntate in totale sarebbero bastate per coprire l’intero arco narrativo della trama del romanzo, diciamo 12, va’, per andare sul sicuro, e realizzare così un’unica serie one-shot d’alta qualità. Ricavare più stagioni da un unico libro di 500 pagine ca. mi sa tanto di “burro spalmato su una fetta di pane troppo grande”.
Voto S1: 7, buona la partenza.
Voto S2: 6, si cala decisamente…andiamo male.

S3
I difetti riscontrati nell’arco di S1 e S2 si fanno sentire parecchio, anzi si acuiscono addirittura: la narrazione si dirama e annacqua in futili e tediose storyline (inventate di sana pianta rispetto all’impianto originario) secondarie di personaggi secondari a cui viene concesso fin troppo spazio rispetto al nucleo principale distraendo lo spettatore dalla trama effettiva e facendo perdere quasi totalmente il filo di qualcosa già abbastanza aggrovigliato di per sé. Si attraversano i 10 episodi con una certa difficoltà a capire dove si voglia andare a parare davvero (e chi come me conosce la trama del romanzo di Gaiman sa che tra questo finale di stagione e il finale vero della storia manca ancora un gran bel pezzo). E la noia ha il sopravvento. Solo l’effetto visivo complessivo e l’impatto introspettivo (davvero il lato più affascinante dell’intero prodotto) restano apprezzabili.
Voto: 4, nessuna sorpresa che questo serial sia stato cancellato dal network, peccato solo non essere riusciti a rendere giustizia a un concept di partenza che avrebbe meritato tutt’altro trattamento.

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