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Recensione su Cuore selvaggio

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Perversioni alla Jerry Lewis / 11 maggio 2015 in Cuore selvaggio

Ho sempre avuto abbondanti riserve su Lynch, ma qui rispetto all’irritante Velluto blu non c’è proprio paragone; la differenza la fa il calibro degli attori protagonisti, con un duetto ben superiore agli imbarazzanti Kyle McLachlan e Isabella Rossellini. Qui abbiamo Nicholas Cage scapestrato romanticone (ruolo che fa il paio con quello in Arizona Junior dei Coen) e una deliziosamente goosy Laura Dern, attrice straordinaria di eccezionale espressività, troppo sottovalutata. Ruolino bomba per il villanissimo Willem Defoe. C’è qualcosa di truffaldino nella perversione e nella violenza lynchiana; scrisse così il mio critico cinematografico di riferimento, Roger Ebert: “Lynch incarta la sua violenza nell’umorismo, non come stile ma come una strategia. Luis Bunuel fece film più gioiosamente perversi e decadenti di qualsiasi incubo di Lynch, ma aveva il coraggio di dichiararlo apertamente. Lynch sembra voler adattare una sceneggiatura di Bunuel riscrivendola alla Jerry Lewis“.

7 commenti

  1. Bisturi / 11 maggio 2015

    Non concordo, assolutamente. L’irritante “Velluto blu?” Eh,eh, eh. D’accordo, i film di Lynch sono molto personali, estremamente personali, il suo universo è pregno di incubi, distorsioni, isterici personaggi, realtà, sotto realtà e realtà parallele e proprio per tutto ciò non a tutti arrivabile, perchè non tutti sono disposti ad accettare una forte personalità impressa su pellicola, forte e così diversa dal immaginario comune. Per Lynch vale la solita storia, ‘o lo si ama o lo si odia’, ma senza cercare scuse e o giustificazioni di sorta, pur avvalorate da un noto e bravissimo critico cinematografico quale è Roger Ebert. Le truffe sono ben altre e distano anni luce da Lynch, che non fa nulla per essere amato, anzi. Il nocciolo sta nel riuscire ad accettarlo o rifiutarlo a priori, Lynch, soprattutto l’ultimo Lynch, non va nemmeno compreso per forza, chi lo fa cade in errore, va assimilato per sensazioni, atmosfere ed emozioni non del tutto tangibili Ma ripeto non siamo tutti uguali e molti non ci stanno. Per molti vige la spieghina… @paolodelventosoest

  2. paolodelventosoest / 12 maggio 2015

    Ecco, scusa @rodriguez86 francamente trovo che quel “non va compreso…va assimilato per sensazioni” affossi senza appelli l’arte cinematografica. There is no art without intention, diceva Duke Ellington. L’eccesso di personalizzazione rende qualsiasi cosa “geniale” solo per il blando principio dell’ originale a tutti i costi.
    L’atmosfera è un ingrediente che non può sovrastare. Se ti piace l’amatriciana e cominci a esagerare con la pancetta, a un certo punto non senti più manco il semplice gusto della pasta. Un bravo regista/chef sa trovare l’equilibrio.

  3. paolodelventosoest / 12 maggio 2015

    Che poi questo ‘Cuore selvaggio’ mi è piaciuto, eh? Se no pare che abbia bocciato Lynch senza appelli.

    • Bisturi / 12 maggio 2015

      Lo so che non lo hai bocciato del tutto @paolodelventosoest , ma Wild at Heart fa parte ancora di un Lynch molto meno tormentato, se vogliamo. L’ultimo Lynch, e parlo da “Lost Highway” in poi, è puro cinema invece, immagini, sensazioni, emozioni che puoi cogliere o meno, come credo sia il tuo caso, ma non è affatto una colpa. Ed è proprio questo il punto, Lynch non è uno chef, lui è un regista, ha un suo stile e non lo contamina con il più comune equilibrio, si lui esagera con qualche igrediente e apre una porta (alternativa) che sta a te oltrepassare, ma una vota dentro non vi sono certezze, l’unico modo è abbandonarsi alle vibrazioni a quel mondo così sospeso fra realtà e incubo personale. Molti lo fanno, altri no, ma constato che questi utlimi spesso tentano di trovare giustificazioni a ciò. Non ci sono giustificazioni, probabilmente non è la loro strada…

  4. hartman / 12 maggio 2015

    eh eh, Paolo + @rodriguez86, guarda caso ieri ho visto la “GUIDA PERVERSA AL CINEMA”, documentario di Slavoj Zizek sul cinema di cui ho appena inserito una assolutamente insufficiente recensione…
    ebbene, indovinate chi è il regista più analizzato (insieme a Hitchcock) da Zizek (che è uno psicanalista, oltre che un filosofo): proprio Lynch…. e in particolar modo Velluto blu, Strade perdute e Mulholland Drive…
    se lo trovate (io l’ho preso in dvd), ve ne consiglio la visione, perché le teorie sono molto interessanti (anche se serve un minimo di conoscenza dei fondamenti di psicologia)… ciao

    • paolodelventosoest / 12 maggio 2015

      uhm non so, @hartman ogni volta che vedo quella barba di Zizek mi par di vedere la scena di Io & Annie in cui Woody Allen sbuffa in fila al cinema perchè dietro di lui c’è l’intellettuale che smonta Fellini 😀

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