Recensione su Videodrome

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Lunga vita alla nuova carne, ma anche no… / 11 settembre 2014 in Videodrome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Cronenberg sforna uno dei suoi fim più belli dove analizza perfettamente, e lo fa con estrema lungimiranza, i rapporti (anche sessuali, perché no?) tra uomo e televisione.
Prendendo spunto dalle riflessioni del sociologo Marshall McLuhan, ma senza rinunciare a ciò che ha caratterizzato il suo cinema, Cronenberg mette in scena una storia inquietante e volutamente confusa. Confusa perché anche noi come il protagonista non sappiamo mai se ciò a che stiamo vedendo è catalogabile come realtà o allucinazione, questo perché anche noi come Max Renn siamo ormai vittime del tubo catodico incapaci di riconoscere la realtà. La televisione ha creato un mondo alternativo che ha finito per sostituire il mondo reale (“Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione” dirà il prof. O’Blivion), non a caso certi avvenimenti che visti tramite lo schermo ci fanno provare forti emozioni, nella vita reale ci lasciano del tutto indifferenti in quanto percepiti come meno reali.
Immancabili le mutazioni corporee tanto care al regista. La nuova carne altro non è che il simbolo di un cambiamento nel fruitore medio di immagini televisive, sempre più desideroso di programmi al limite della legalità e sempre più incapace di riconoscere il reale dal fittizio (concetto trattato anche in eXistenZ).
Un film che meriterebbe un’ulteriore e più precisa analisi, magari fatta da qualcuno un po’ più competente, ma che di sicuro merita di essere visto.

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