Videodrome

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Videodrome

Max Renn, proprietario di una rete televisiva per adulti, riceve inavvertitamente un canale che trasmette omicidi e torture reali. Il segnale dei video causa intenzionalmente un tumore al cervello, che provoca allucinazioni e condiziona le azioni di chi li guarda. In questo modo Max diventa lo strumento nelle mani di un gruppo di cospiratori che intendono ripulire la società dagli individui attratti dal sesso e dalla violenza.
mandelbrot ha scritto questa trama

Titolo Originale: Videodrome
Attori principali: James WoodsSonja SmitsDebbie HarryPeter DvorskyJack CreleyLynne Gorman, Julie Khaner, Reiner Schwarz, David Bolt, Lally Cadeau, Leslie Carlson, Henry Gomez, Harvey Chao, David Tsubouchi, Kay Hawtrey, Sam Malkin, Bob Church, Jayne Eastwood, Franciszka Hedland, David Cronenberg
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura/Autore: David Cronenberg
Colonna sonora: Howard Shore
Fotografia: Mark Irwin
Costumi: Delphine White
Produttore: Claude Héroux, Pierre David, Victor Solnicki
Produzione: Canada
Genere: Drammatico, Horror, Fantascienza
Durata: 88 minuti

carne tecnologia sesso / 5 Settembre 2018 in Videodrome

“stiamo entrando in una nuova era selvaggia, dobbiamo prepararci ad essere puri e ordinati e anche forti se vogliamo sopravvivere”
“lo schermo televisivo è ormai l’occhio dell’uomo”
un capolavoro di Cronenberg che di capolavori ne ha diretti tanti. un film moderno sulla modernità, cyberpunk, violento sulla violenza, confuso e folle. cronenberg avanti di 30 anni avverte che i nostri cervelli si spegneranno e moriranno guardando la televisione, l’arma più potente di quest’ epoca.

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Di tutto un pò e di più / 28 Agosto 2017 in Videodrome

Sicuramente tra i più rappresentativi della filmografia di Cronenberg

è incredibile come in soli 85 minuti un film riesca a condensare così tanti generi e argomenti diversi:
fantascienza, horror, surrealismo, distopia, cyberpunk.

Pure i temi trattati sono una marea, tra cui spiccano:
la fusione dell’uomo con la tecnologia, il controllo mentale, la soppressione di individui ritenuti “deviati” e indesiderabili dalla società, il plagio mediatico, la realtà virtuale e la possibilità di trapiantare sè stessi in un sistema digitale per sopravvivere alla morte naturale…

Non saprei dire quante menti potessero azzardare così tanto nel 1983 e anticipare temi così cari e discussi ai giorni nostri, ma allora solo raramente menzionati e per lo più abbozzati.

Si parla tanto di Bunel, Lynch e Jodoroskij per il surrealismo, ma se siete fan del genere Videodrome è imperdibile.

Dicasi lo stesso per chi adora il cyberpunk

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“Morte a Videodrome. Gloria e vita alla nuova carne!” / 19 Febbraio 2017 in Videodrome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il direttore di una emittente televisiva pornografica, Max Renn (Interpretato da James Woods che impreziosisce la pellicola con una prova ottima), capta il segnale di Videodrome, una trasmissione pirata che manda in onda immagini di sesso e violenza estrema, inquietantemente realistiche. Indagando sulla trasmissione si imbatte in Bianca O’Blivion (Sonja Smith), figlia dei predicatore televisivo Brian O’Blivion (Jack Creley) che ha fondato la Chatode Ray Mission, una chiesa che ipnotizza la mente di chi guarda le sue trasmissioni. Bianca gli cede una VHS con un discorso del padre, ormai morto da tempo anche se le sue trasmissioni continuano con materiale registrato. Dalla videocassetta O’Blivion rivela a Max che Videodrome provoca lo sviluppo di una specie di tumore cerebrale, un nuovo organo in grado di indurre allucinazioni. Dopo la visione Max comincia a mostrare strani sintomi e vedere starne cose, la televisione si trasforma in una massa carnosa, il suo stesso ventre si spalanca e ingoia la videocassetta.
A creare Videodrome, si scopre, è stata la Spectacular Optical nella figura del suo capo, Barry Convex (Les Carlson), con lo scopo e tenere sotto controllo le menti delle persone attirate dal sesso e dalla violenza. O’Blivion stesso aveva inizialmente collaborato alla sua realizzazione, ma se ne era dissociato quando aveva capito i veri scopi della società. Convex vuole usare la stazione televisiva del protagonista per espandere il segnale e Max stesso, ormai programmato grazie alle video-allucinazioni, per eliminare i suoi avversari. Max comincia a eseguire gli ordini di Convex, ma non quello di uccidere Bianca, che riesce a de-programmarlo e a indurlo a uccidere lo stesso Convex.
Il finale è un delirio surreale, con Max che si spara e il televisore che trasmetteva quest’immagine esplode spargendo in aria pezzi di intestino…
Difficile cercare di condensare la trama di questo film, uno dei più rappresentativi dell’opera di David Cronenberg riguardante la fusione tra uomo e macchina, non solo mentale ma anche biologica e organica. Opera forse non del tutto comprensibile, con diversi passaggi oscuri, ma di sicuro profeticamente agghiacciante nel descrivere il potere della televisione sulle menti di chi la guarda. Nonostante sia uscito nel 1983, il film tanto fu lungimirante da risultare ancora oggi attuale in maniera sconvolgente. La televisione diventa in pratica un nuovo organo sensoriale (nuova carne) che si sostituisce a quelli consueti. L’uomo potrà così essere programmato televisivamente a piacimento, vivendo in un costante stato allucinatorio. La realtà non è più quella che viviamo, ma quella che ci viene mostrata da uno schermo.
Merita una citazione l’interpretazione di James Woods nei panni del protagonista,.

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Lunga vita alla nuova carne, ma anche no… / 11 Settembre 2014 in Videodrome

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Cronenberg sforna uno dei suoi fim più belli dove analizza perfettamente, e lo fa con estrema lungimiranza, i rapporti (anche sessuali, perché no?) tra uomo e televisione.
Prendendo spunto dalle riflessioni del sociologo Marshall McLuhan, ma senza rinunciare a ciò che ha caratterizzato il suo cinema, Cronenberg mette in scena una storia inquietante e volutamente confusa. Confusa perché anche noi come il protagonista non sappiamo mai se ciò a che stiamo vedendo è catalogabile come realtà o allucinazione, questo perché anche noi come Max Renn siamo ormai vittime del tubo catodico incapaci di riconoscere la realtà. La televisione ha creato un mondo alternativo che ha finito per sostituire il mondo reale (“Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione” dirà il prof. O’Blivion), non a caso certi avvenimenti che visti tramite lo schermo ci fanno provare forti emozioni, nella vita reale ci lasciano del tutto indifferenti in quanto percepiti come meno reali.
Immancabili le mutazioni corporee tanto care al regista. La nuova carne altro non è che il simbolo di un cambiamento nel fruitore medio di immagini televisive, sempre più desideroso di programmi al limite della legalità e sempre più incapace di riconoscere il reale dal fittizio (concetto trattato anche in eXistenZ).
Un film che meriterebbe un’ulteriore e più precisa analisi, magari fatta da qualcuno un po’ più competente, ma che di sicuro merita di essere visto.

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3 Dicembre 2013 in Videodrome

Una potente deriva intellettuale, iniziata con un ragionamento riguardo la televisione e spinta ad eccessi volutamente incanalati in una fantascientifica visione, come una premonizione, di un potere dell’oggetto “video” drasticamente malefico, evoluto al punto di arma chimico-psicotropa. Importante e dura, nei contenuti e nelle immagini, la riflessione spinge all’estremo qualsivoglia turba, non fermandosi ad intuizioni temibili, ma stravolgendo completamente i cardini della mera ipotesi, sfociando nell’apocalisse dell’individuo. Stupefacente per gli anni in cui è stato girato (1983). Regia sapiente, di carattere. Fotografia scialba ma efficace. Effetti speciali superbi. Alcune titubanze nella sceneggiatura, nonostante l’alto livello globale.

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