Recensione su Il processo ai Chicago 7

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30 Ottobre 2020

Qualche settimana fa ho visto American Crime Story: Il caso O. J. Simpson e mentre vedevo questo film ho ripensato a quella prima stagione meravigliosa.
Sono due prodotti visivi differenti ma con vicende simili. La durata e il tempo a disposizione fanno la differenza. Nella serie si riesce maggiormente ad approfondire alcuni personaggi. Abbiamo singoli episodi di un’ora per soffermarci sui vari protagonisti. Questo inevitabilmente non è possibile in un film di poco più di due ore. Tuttavia Aaron Sorkin riesce a strutturare la narrazione concentrandosi su alcuni personaggi a discapito di altri, senza rinunciare alla comprensione dei fatti. Regia, sceneggiatura e montaggio sono equilibrati tra loro rendendo il film scorrevole e avvincente. Anche se condensare in un film il processo che scaturì dai fatti accaduti a Chicago nel 1968 poteva creare delle difficoltà, non credo sia questo il caso. Non mi sono accorto del tempo che passava. Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne, Frank Langella e Mark Rylance sono stati eccezionali. Voglio inoltre menzionare la piccola parte di Michael Keaton che in poche battute rischia quasi di mangiarsi tutti gli altri: immenso! Credo che rivedremo questo film agli Oscar.

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