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Recensione su Charlie Countryman

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Gran boiata / 17 gennaio 2017 in Charlie Countryman

Un film che è un thriller che però decide di mescolare mille generi diversi, dal sentimentale all’action, dal dramma alla black comedy, addirittura quasi al fantasy, con un cast impressionante, poteva essere decisamente bello o decisamente brutto. Purtroppo, almeno secondo me, questo film rientra nel secondo caso. Comunque, la storia parla di Charlie Countryman (Shia LaBeouf) a cui muore la madre. In una sorta di visione post-morte lei gli dice di andare a Bucarest, dove farà un viaggio alla scoperta di sé stesso, lui ingenuotto e pure sfigato. Sull’aereo incontra un tizio che muore durante il volo, anche lui gli parla dopo la morte e lo prega di consegnare il regalo alla figlia. Lei (Evan Rachel Wood) è una musicista importante. I due finiscono per innamorarsi, soprattutto Charlie ci perde la testa. Ma non ha fatto i conti con il marito di lei, un gangster da non fare incavolare interpretato da Mads Mikkelsen. Già qui onestamente la storia sapeva di poco, ma la parte centrale affossa totalmente il film: troppa confusione, troppi personaggi e pochissima sostanza. Diciamo che regge appunto il cast, come detto, ricchissimo di nomi noti: oltre a quelli menzionati abbiamo Rupert Grint, Til Schweiger, Melissa Leo e Vincent D’Onofrio. Ma il film resta brutto, noioso e inconcludente comunque.

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