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Recensione su L'uomo che uccise Liberty Valance

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Il colpo giusto / 29 luglio 2014 in L'uomo che uccise Liberty Valance

Di certi registi si dice che non invecchino mai; di John Ford invece si può dire tranquillamente: beh, ecco uno che col tempo è serenamente invecchiato. Anzi, si è quasi asserragliato senza mai compiere un balzo evolutivo dal suo cinema, dimostrando ogni volta di più che per lui la settima arte era l’espressione del suo immaginario, del suo stile di vita, della sua morale. John Ford ha concesso nella sua filmografia pochissime fughe dal ranch delle sue idee; tutt’al più ha mostrato altri orizzonti, dalle verdi colline d’ Irlanda alle tempeste della Polinesia, lasciando per un attimo canyons e cactus, ma ha tracciato in fondo sempre il medesimo cerchio.
L’uomo che uccise Liberty Valance si colloca nei primi anni ’60, quando il cinema esplorava assatanato ogni anfratto dell’animo umano, e si scaldava nel ribollire politico e sociale di una nuova generazione. Marmoreo come una pietra tombale, è una delle innumerevoli twilight-zone del genere western (vi risparmio il “crepuscolare” stavolta). Decreta sì la vittoria della legge sulla pistola selvaggia, ma rimarcando il fatto che prima di arrivare a questa pacifica supremazia deve essere partito comunque il colpo giusto. Il magnifico James Stewart, procuratore legale in erba (e si noti: nonostante l’attore avesse abbondantemente superato la cinquantina…), grida al vecchio West come un profeta nel deserto la superiorità del tribunale alla dura legge della vendetta personale. Il coriaceo John Wayne, bolso e claudicante ma sempre vero duro della frontiera, lo prende in simpatia ma resta legato al suo cinturone. La bella di turno – Vera Miles – si dibatte tra l’amore tradizionale, virile e rassicurante di Wayne, e l’amore istruito e progressista di Stewart. La carriera politica del futuro senatore Stoddard deve il suo fulgore all’aurea di leggenda da cui nasce; quel colpo che stese il bandito Valance (Lee Marvin), di cui alla fine si svelerà confidenzialmente l’origine.
Su tutto, c’è da ricordare l’incendiario crollo psicologico di Wayne impazzito per amore, filmato da Ford con gran tensione drammatica. L’uomo tutto d’un pezzo che cade a pezzi è sempre una gran lezione di vita, in fondo.

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