Recensione su Il libro della Giungla

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Classico Fedele / 21 Aprile 2016 in Il libro della Giungla

Rielaborazione di uno dei classici Disney più amati di tutti i tempi, “Il Libro della Giungla” di Favreau catapulta ogni essere umano nel fanciullino che vige dentro noi, riesce a rispettare in ogni aspetto il capolavoro di Rudyard Kipling, riadattando ai nostri tempi paure, lezioni di vita e soprattutto realtà. Perché questo film è stato girato in un modo strabiliante, in un teatro, ma è il bello del cinema; è come se una persona si focalizzasse sui trucchi e non sullo spettacolo del mago. Tornando alla pellicola, il “mago” Favreau abbina voci originali a personaggi del tutto simili: chi come Ideis Elba (A. Rossi voce ita) poteva prestare la voce a Shere Kan, chi come Bill Murray (N. Marcorè voce ita) poteva impersonificarsi a Baloo, chi come Ben Kingsley (T. Servillo voce ita) poteva immedesimarsi a Baghera, e così via. Simpatico il Mowgli di oggi, interpretato dal piccolo Neel Sethi. Atmosfera padrona e omaggi, non solo commerciali, alle canzoni che hanno fatto la storia. Tributi generici non solo a scopi di fruttare denaro o cose del genere, ma di far crescere il rispetto del cinema ed adattarsi a tempi dove dei bambini preferiscono un “Iron Man” ad un “Re Leone”… Guardatelo, la lacrima può scappare e il ricordo può rinascere.

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