2010

I racconti di Terramare

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I racconti di Terramare
I racconti di Terramare

Esordio alla regia di Gorō Miyazaki, figlio di Hayao. L'equilibrio di terramare è stato spezzato: dal cielo sono emersi due draghi che si divoravano a vicenda. Spetterà ad Arren, figlio del re di Enland, ristabilire l'ordine. Assieme a lui Sparviere, arcimago alla ricerca di ciò che ha alterato l'armonia del mondo, Tenar, ex-sacerdotessa, e Therru, un'orfana che porta con sé un'oscuro segreto.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: ゲド戦記
Attori principali: Junichi OkadaAoi TeshimaBunta SugawaraYūko TanakaTeruyuki KagawaJun Fubuki, Takashi Naito, Mitsuko Baisho, Yui Natsukawa, Kaoru Kobayashi
Regia: Gorô Miyazaki
Sceneggiatura/Autore: Keiko Niwa, Gorô Miyazaki
Colonna sonora: Tamiya Terashima
Produttore: Tomohiko Ishii, Toshio Suzuki
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Azione, Fantasy, Animazione
Durata: 115 minuti

Non al livello del padre ma promosso. / 25 Marzo 2018 in I racconti di Terramare

Film d’animazione diretto dal figlio di Hayao Miyazaki, Goro.
Se paragonato alle opere del padre questo film si discosta parecchio come tematiche, molto piu’ adulte come la paura della morte, il tormentato rapporto tra padre e figlio e la ricerca della vita eterna.
Quello che ne viene fuori e’ un film dove la narrazione e’ un po’ lenta e poco scorrevole, con tanti punti oscuri che non vengono spiegati e solo chi ha letto il libro da cui è stato tratto può comprendere.
Inoltre l’ho trovato un po’ troppo lungo(troppe scene presenti) e ho provato una poca empatia con i personaggi ma nonostante questo mi è piaciuto, non siamo ovviamente ai livelli del grandissimo maestro Hayao (anche perché il figlio all’epoca non aveva grande esperienza sul campo e la cosa si nota) ma è lo stesso un buon film per tutti gli appassionati di fantasy.
E poi trovo che questo film sia un bellissimo inno alla vita: per quanto dura sia, la vita va vissuta, sempre, perché soltanto questa abbiamo, non un’altra. E la paura che abbiamo della morte in realtà rappresenta la paura che abbiamo di vivere.

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Un’inno all’amore per la vita / 9 Gennaio 2014 in I racconti di Terramare

Mi dispiace per chi non capisce la storia di questo splendido film,trasmette amore per la vita e per la libertà,al protagonista viene insegnato a stare lontano da tutto ciò che può causare distruzione: il suo rimorso,le sue paure,persino la droga (l’azia),le persone infide e per ultima la morte. Però insegna anche che senza il dolore,senza la morte non ci sarebbe la gioia,nè la vita! Le animazioni come tutti i film dello studio sono bellissime e poi a rendere tutto più bello ci sono i miei amati draghi! La magia viene rappresentata come nel libro Eragon e cioè come la conoscenza del vero nome delle cose e delle persone,se un mago conosce il vero nome di una persona ne acquista il pieno controllo,mi piace questo modo di spiegarla.

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Confusionario. / 16 Maggio 2012 in I racconti di Terramare

Visivamente è uno spettacolo, ma i contenuti… beh, diciamo che non s’avvicina neanche di sfuggita a qualunque altra produzione Ghibliana. Provaci ancora Goro.

18 Marzo 2011 in I racconti di Terramare

E’ una storia di iniziazione e crescita, con venature ambientaliste. L’equilibrio del mondo si è rotto e la colpa è indiscussamente dell’uomo, e quell’equilibrio bisogna ritrovarlo e accetarlo.
Ci sono molti spunti, ma li ho trovati poco sviluppati, alcuni mi sono rimasti oscuri. Probabilmente si fa riferimento a racconti che in oriente sono scontati.
Ho trovato però egualmente irrisolti tutti i personaggi, le cui motivazioni sono appena accennate. In generale il senso del vagabondare dell’arcimago, la reale essenza della rabbia ferina di Arren, il ruolo della donna che li accoglie, la figura di Terru, insomma tutto è appena accennato. Anche il potere e la magia dei nomi, che ha un senso profondo anche per la nostra cultura, mi è sembrato poco sfruttato. In generale una delusione.
Curiosamente la città è una specie di Pompei, con i suoi rossi e i colori mattone e le strade e gli archi romani e tutta una architettura greco/latina. Anche il castello di Aracne è molto occidentale, qui prevale un gotico prima maniera, che ha ancora alcune vestigia romaniche. La regia ha una grande sensibilità per le panoramiche, i movimenti di macchina sono cinematografici e molto d’effetto, alcune inquadrature sono davvero splendide, come il cielo notturno nei primi minuti del film.
La traduzione è incomprensibilmente aulica, mi sono ritrovata un italiano ampolloso e letterario

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L’emancipazione del figlio / 12 Marzo 2011 in I racconti di Terramare

E’ l’altro Miyazaki. E si vede. Film dalla storia confusionaria sostenuto dalle splendide animazioni dello studio Ghibli (per questo non gli do di meno). A parte che non mi piace la Le Guin (la scrittrice delle storie di Earthsea), questo film raggiunge il 5 1/2 al massimo, ma non è sufficiente. La prossima volta Goro deve ricordarsi di inserire qualche spiegazione in più.
Comunque, figlio di cotanto padre, è sulla buona strada!

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