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The Doors

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The Doors
The Doors

Biopic su Jim Morrison, frontman della band The Doors, morto in un hotel di Parigi nel 1973, a soli ventisette anni, al culmine di una breve quanto fulminante carriera.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Doors
Attori principali: Val KilmerMeg RyanKyle MacLachlanFrank WhaleyKevin DillonMichael Wincott, Michael Madsen, Josh Evans, Costas Mandylor, Dennis Burkley, John Capodice, Mark Moses, Will Jordan, Robert LuPone, Floyd Red Crow Westerman, Billy Idol, Kathleen Quinlan, Kelly Hu, Crispin Glover, Paul Williams, Debi Mazar, Phil Fondacaro, Oliver Stone, Jennifer Tilly, Jennifer Rubin, Mimi Rogers, Charlie Spradling, Delia Sheppard, Julie Strain, Paul A. Rothchild
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura/Autore: Oliver Stone, Randall Jahnson
Colonna sonora: Olivia Barash, Carl Orff
Fotografia: Robert Richardson
Costumi: Marlene Stewart, Bruce R. Hogard
Produttore: Bill Graham, Sasha Harari, A. Kitman Ho, Mario Kassar, Brian Grazer, Nicholas Clainos
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Musica, Biografico
Durata: 140 minuti

1 Settembre 2013 in The Doors

Prima di iniziare a recensire la pellicola, si rende necessario un piccolo processo alle intenzioni, laddove è stato posto l’accento dalla maggior parte della critica: qual è il fine di questo film e, più in generale, qual è la missione di un regista? Riprodurre fedelmente personaggi ed eventi con taglio documentaristico o tentare di creare un’opera d’arte? “The Doors” non vuole essere il film – documentario sui Doors ma “The Doors” di Oliver Stone. È in quest’ottica che il nostro giudizio deve muovere. Poco importa, dunque, se il Jim Morrison di Stone sia decisamente esasperato, enfatizzato ed estremizzato rispetto all’originale. Il character si addice perfettamente al film, è riuscito, lo sospinge e di questo ci deve importare; il suo unico difetto è, probabilmente, quello di essere fin troppo verboso, di patinare la pellicola con un’eccessiva retorica, ma è questo che deve essere il discrimine, non, ripeto, la perfetta o meno riproduzione della persona di Morrison.
Inoltre, restando sempre sul personaggio di Jim, l’interpretazione di Val Kilmer è riuscitissima (considerando le difficoltà aggiuntive che comporta interpretare un personaggio eccentrico ed eccessivo), non altrettanto buona, invece, quella di Meg Ryan, che ci regala una versione di Pamela piuttosto monoespressiva, decisamente superata, tra le “controparti” femminili da Kathleen Quinlan con la sua Patricia Kennealy.

Per il resto la regia alle spalle è quella dello Stone dei tempi d’oro, la sua impronta è solida e decisa, una firma di stile più che evidente per chi ha visionato altri suoi lavori del tempo. La fotografia, curata da Robert Richardson (e basterebbe dire solo questo) è un trionfo di colori caldi e saturi, preponderanti per l’intera pellicola. Le musiche, infine, sono quelle dei Doors (ma va?) e per un estimatore del gruppo ciò non può che regalare un punto in più ad un film egregiamente riuscito.

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4 Maggio 2012 in The Doors

Stone osò, osò assai e, forte di una superba nimesi tra Val Kilmer e Morrison, azzardò derive oniriche francamente pesanti sulla lunga distanza: laddove queste supportano la confusione sensoriale legata all’uso di alcool e stupefacenti del leader dei Doors, a conti fatti dilungano abbastanza inutilmente il racconto.
Kilmer e poco altro giustificano le sette stelline piene.

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