Recensione su Taron e la pentola magica

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Non perfetto, ma molto coraggioso / 29 ottobre 2017 in Taron e la pentola magica

Un classico Disney che mi mancava. Che credo sia mancato un po’ a tutti, ricordo anche che quando ero piccino di non averlo in pratica mai sentito nominare e che neanche nessun amico o compagno di classe lo avesse. D’altro canto stiamo parlando di una storia che va molto fuori dai canoni classici della Disney. Una storia fantasy, con protagonista Talon, guardiano di una maialina capace di vedere nel futuro. L’anziano Dallben, con il quale Talon vive, gli affida le sorti dell’animale. Nel mondo nel quale vivono infatti c’è il malvagio Re Cornelius, che è alla ricerca della misteriosa pentola magica che di fatto darebbe a chi la possiede il dominio sul mondo, cosa che lui vorrebbe ottenere creando delle armate di non morti. A tal proposito rapisce la maialina e Taron, semplice guardiano ma coraggioso e voglioso di diventare un guerriero, entra nel suo castello. Da lì in poi avverranno tanti (forse pure troppi) incontri, saranno introdotti tanti personaggi (non tutti indimenticabili) come la Principessa Ailin, il menestrello Sospirello, lo strano animale Gurghi che aiuteranno il protagonista. E’ bene non dire troppo altro perché la facilità di spoilerare la storia è alta, visto che il film dura appena 80 minuti, e, una volta tanto, devo dire che la scarsa durata non ha giovato al film, che per questo motivo è danneggiato da una storia eccessivamente veloce, troppi personaggi introdotti e poco che resta impresso. D’altro canto però c’è un gran lavoro tecnico dietro, e il coraggio mostrato anche dalla Disney nel fare qualcosa del genere, decisamente fuori dagli schemi, anche spesso e volentieri molto creepy e pauroso (soprattutto per un bambino posso immaginare) è degno di nota, e, alla fine, anche se siamo lontani dai grandi capolavori della Disney, resta un tentativo bello e azzardato in un’epoca nel quale comunque i film Disney non vivevano il massimo splendore. In conclusione, un film troppo poco conosciuto, perché non è affatto brutto come si legge in giro, ma ha comunque grosse falle, incertezze e buchi, del resto, ripeto, un genere così per la Disney era una bella scommessa.

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