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Recensione su Terkel in trouble

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Terkel in Trouble: infanzia difficile / 20 aprile 2015 in Terkel in trouble

Scorrettissimo ma estremamente interessante, questo film d’animazione danese mette in scena temi particolarmente seri, affrontandoli con un piglio dissacrante e niente affatto consolatorio, raccontando l’infanzia e la preadolescenza per ciò che, troppo spesso, sono: ovvero, uno schifo.
Tra genitori e parenti assenti, compagni bulli ed insegnanti ben lontani dall’essere modelli da imitare, il film non suggerisce l’esistenza di nulla di positivo, nella vita di un ragazzino che, pare difficile crederlo, sta crescendo in un Paese del cosiddetto mondo civile. Ovviamente, non c’è mai limite al peggio, come insegna la canzone di Quong.

Il film disturba e diverte, lo spettatore è quasi intimamente diviso tra il fastidio e la sguaiataggine, complice un turpiloquio colorito (il doppiaggio italiano su cui primeggiano gli EELST cade a fagiuolo, visti anche i precedenti di Elio e Faso in Beavis & Butthead).

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