Steve Jobs

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Steve Jobs

Il film racconta il lancio di alcuni dei prodotti-chiave della Apple, fino al 1998, anno in cui la ditta di Cupertino immise sul mercato il primo iMac.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Steve Jobs
Attori principali: Michael FassbenderMichael FassbenderKate WinsletKate WinsletSeth RogenSeth RogenJeff DanielsJeff DanielsMichael StuhlbargMichael StuhlbargKatherine Waterston, Perla Haney-Jardine, Ripley Sobo, Makenzie Moss, Sarah Snook, John Ortiz, Adam Shapiro, John Steen, Stan Roth, Mihran Slougian, Robert Anthony Peters, Noreen Lee, Gail Fenton, Karen Kahn, Rachel Caproni, Lily Tung Crystal, Damara Reilly, Marika Casteel, Lana Palmer, Dylan Freitas-D'Louhy, Chris Tomasso, John Chovanec, Daniel Liddle, Lora Oliver, Colm O'Riain, Anita Bennett, Greg Mills, Melissa Etezadi, Rick Chambers, Sara Welch, Emmett Miller, Marc Istook, Carlo Cecchetto, Kristina Guerrero, Bill Seward, Mark Mester, Derrin Horton, Steven Wiig, Tony Toste, Lena Avgust, Diogo Hausen, Apeksha Pradhan, Alex Phillip, Derek W. Adam, Natalie Stephany Aguilar, Moises Amaya, AnnaCorey, Andy Arness, David Blount-Porter, John Edward Cabrera, Bryan Casserly, Brian Castellanos, Cabran E. Chamberlain, Javier Chavarin, Alan Chu, Stephanie Johnston, Mostra tutti
Regia: Danny BoyleDanny Boyle
Sceneggiatura/Autore: Aaron Sorkin
Colonna sonora: Daniel Pemberton
Fotografia: Alwin H. Kuchler
Costumi: Suttirat Anne Larlarb, Leslie Weir
Produttore: Danny Boyle, Scott Rudin, Mark Gordon, Bernard Bellew, Guymon Casady, Christian Colson
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Storia, Biografico
Durata: 122 minuti

Dove vedere in streaming Steve Jobs

Meraviglioso / 5 Ottobre 2019 in Steve Jobs

Un biopic che non è un biopic (evviva!), un dramma in tre atti molto teatrale, molto parlato, scritto magnificamente, di un’intelligenza sopraffina. Avrebbe meritato molto, ma molto di più questo magnifico film: più successo, più attenzione, più premi, per quello che valgono. L’ho visto due volte al cinema e svariate altre in dvd ed ogni volta scopro qualche sfumatura nuova, nei dialoghi o nella recitazione. Scritto, diretto, montato in maniera superlativa, interpretato da una perfetta Kate Winslet e da un meraviglioso, magnetico, irraggiungibile Michael Fassbender.

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Scelte discutibili / 27 Luglio 2016 in Steve Jobs

In un film biografico, le scelte di sceneggiatura e regia si possono giustificare in base al loro effetto drammatico, o all’apporto che danno alla conoscenza del protagonista (ma anche in questo caso lo scopo finale è di raggiungere un effetto drammatico; in caso contrario meglio sarebbe girare un documentario). Come si giustificano allora le scelte di Steve Jobs, in quest’ottica? Il film, nel suo impianto fondamentalmente teatrale, ruota attorno ai rapporti di Jobs col suo primo partner, Steve Wozniak, con uno degli AD della Apple, John Sculley, e con la figlia Lisa.
Il rapporto con Wozniak ha qualche potenzialità drammatica, viste le differenze caratteriali fra i due uomini; ma il film sceglie di insistere eccessivamente sulla richiesta inascoltata di Wozniak a Jobs di riconoscere i meriti di un particolare team della Apple, e quindi sulla supposta mancanza di gratitudine di Jobs – una richiesta che però nella realtà Wozniak non ha mai avanzato.
Per quanto riguarda Lisa, la struttura drammatica della vicenda che ci viene raccontata è elementare: Jobs non vuole riconoscerne la paternità; ha dei tentennamenti, perché la ragazzina è dolcissima e brillante; alla fine cede e si pente. Né apprendiamo qualcosa di significativo sul vero Jobs, tranne che sapeva comportarsi da vera canaglia: nulla ci viene detto sui motivi del rifiuto iniziale.
Il rapporto con John Sculley è più interessante, grazie anche alla bella interpretazione di Jeff Daniels: da confidente e figura quasi paterna, a traditore (almeno dal punto di vista di Jobs), a cavalleresco sconfitto. Se il film si fosse concentrato su questa vicenda – possibilmente con meno imprecisioni: come puntualizzato dal vero Sculley, il Macintosh non fu affatto il completo fallimento che ci viene raccontato – avremmo avuto un’opera molto più interessante. Ma così non è stato.

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Da smussare / 7 Marzo 2016 in Steve Jobs

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Parole parole su SJ. Come non ce ne fossero abbastanza. Diviso in tre atti, mostra i retroscena e primascena e sottoscena dei lanci di tre prodotti, Macintosh, NeXT e IMac, nei rispettivi 1984, 88 e 98. Embè? Eqquindi queste presentazioni, stando a quel che si vede, per lui erano uno stress assurdo perché ogni volta gli passava tutta la sua vita davanti, con personaggi vari che arrivano a ricordargli che deve, che questo, che quello, che è stronzinsensibile ecc. E lui è tutto questo, parole parole su SJ, carismatico e visionario che non sa fare un ca**o ma vede l’insieme e oltre e sa far funzionare i pezzi singoli. E la sua vita privata sucks, perché è un mostro ma si inventa il punta e clicca, ebbasta con ste banalità, e la camera segue dietro le quinte le porte si aprono si chiudono, spunta la figlia da un cunicolo, spunta Woz che si lagna, ottimamente interpretato da Seth Rogen che è un paciugone, ed è così, anche Woz nelle interviste è sempre stato un paciugone, e il paciugone era un gelato della Motta tanti anni fa. Nei movimenti dietro le quinte e nei camerini ricordava la frenesia che seguiva i personaggi di Birdman. Spunta il fantasma dei Natali passati, no, spunta la sua assistente, che è tizia cosa Kate Winslet, l’unica a sopportarlo e non se ne comprende del tutto il motivo. Spunta Jeff Daniels, che fa il CEO Apple e prima lo tira su, poi giù, le guerre di potere nei consigli di amministrazione e bla. E dire delle donne che vanno al cinema solo perché Fassbender (o altra star hollywoodiana equifunzionale) è figo? Io se voglio veder della figa guardo un porno, ma vabbè, polemica mia u_u Fassy fa comunque un figurone, intenso e antipatico, a parte non poter nascondere braccia enormi e muscolose che SJ poco verosimilmente aveva, poi alla fine si mette dolcevita e occhialini e new balance e BAM! (quasi) uguale. Tra insuccessi, lo spottone storico di 1984, l’idolatria dei nerdoni in attesa delle presentazioni, prima dell’ultima finalmente anche lui cresce, e accetta di avere una figlia e volerle bene e che forse sarebbe anche il caso ogni tanto di emettere qualche segnale in tal senso. Quindi è una crescita no? Non agiografico perché è abbastanza jackass con tutti, ma nemmeno lo affossa, una specie di artista chiuso nel suo mondo di angoli smussati perché sono più kawai ^_^ e incapace di far quadrare il cerchio dell’empatia con altri umani essere. Ma che ‘cce frega, noi c’avemo il mac sottile e liscio.
Io ovviamente no. E non ho capito perché sul mac manchi il tasto Canc. Ma il ragazzo era così, bizzoso e volubile e spesso aveva TANTA ragione da rivoluzionar solo quasi tutto.

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. / 28 Gennaio 2016 in Steve Jobs

Biografia poco gentile sul mito Jobs, scritta con piena padronanza dal solito grande e verboso Sorkin e diretta da un Boyle che fa il discreto e che di tanto in tanto spunta fuori con qualche inquadratura tipicamente sua. Bella l’idea di inscenare il tutto come fossimo a teatro, nella struttura narrativa (in 3 atti) e pure scenograficamente parlando. Il film infatti si svolge perlopiù dietro le quinte e in minima parte su palchi teatrali, per i lanci dei prodotti Apple. La struttura così schematica ed essenziale della sceneggiatura viene gestita bene, funziona, eppure verso metà c’è un momento di stanca, che corrisponde anche al passaggio più confusivo, per me, della sceneggiatura. E’ come se Sorkin un po’ si incartasse preso dalla sua smania di dialoghi corposi (in linea di massima sempre un piacere da seguire però, su questo non ci piove), a discapito della chiarezza di retroscena e dinamiche della vita di Jobs che posso non sapere. Bravi tutti e c’era da aspettarselo: Fassbender è magnetico, è Jobs pur essendo lontano anni luce dal vero Steve e recita con scioltezza battutone megalomani e battutine sarcastiche, affiancato dalla meravigliosa Winslet, tanto umana e calda nel suo personaggio. Musiche molto presenti e coinvolgenti, mi sono piaciute. Finale che riequilibra in parte tutti i colpi assestati al personaggio di Jobs, senza santificarlo per fortuna, ma mostrando un minimo di rinato senso paterno, forse.

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Il fascino dell’inutilità / 28 Gennaio 2016 in Steve Jobs

Carrellata biografica fugace con orologio al polso, evita l’agiografia, ma nulla che una buona lettura, Wikipedia o YouTube non possano spiegare e meglio.