Recensione su Sleepless - Il giustiziere

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Il tentativo di fare un buon thriller poliziesco / 23 gennaio 2017 in Sleepless - Il giustiziere

Sleepless è un thriller poliziesco che parte con buoni propositi: tentare di far trasparire “normalità” attraverso un protagonista che poteva benissimo diventare il classico Jason Statham di turno. E in questo il film è parzialmente riuscito. Si, perché Vincent Downs è un uomo dedito ad un lavoro molto pericoloso, che affronta con poco eroismo e tanto metodo. Anche negli scontri fisici traspare questa fisicità precaria: finalmente un personaggio che non va avanti nonostante tutto, ma che soffre, si trascina e si e medica, ma le garze non bastano a scordarsi delle ferite inflitte da molti scontri ravvicinati. Dall’altro lato della medaglia però Sleepless lascia dietro di sé, con il passare dei minuti, grossi buchi di sceneggiatura, soluzioni traballanti in situazioni spigolose, che fanno sospirare e dire – va beh, andiamo avanti – una, due, anche tre volte, forse troppe. Vi sono poi una serie di personaggi di contorno irritanti, vuoi perché ficcanaso, antiprofessionali e del tutto incompetenti (l’investigatrice Bryant), vuoi per l’esagerazione dei tratti caratteriali e fisici che li rendono macchiette adatte ai film dello stesso Statham di cui cercavamo un’alternativa (il malavitoso Novak).
Insomma, Sleepless si pone a metà tra uno dei tanti film di quel genere e un’alternativa umanizzata, purtroppo rimanendo più sul primo che sulla seconda, nonostante anche qualche guizzo registico interessante.

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