Recensione su Shining

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The Shining / 16 febbraio 2011 in Shining

Stephen King è e rimarrà il mio scrittore preferito. Il suo “Shining”, terzo libro che pubblicò nel 1977, credo rappresenti una delle tappe più importanti della sua carriera di autore. Jack Torrence, ottimamente interpretato da Jack Nicholson nel film di Kubrick, è King. King che, come Jack, era un alcolizzato. King che in un’intervista confessò di aver provato sentimenti di collera verso la moglie (come Jack). King che, nel periodo in cui stava scrivendo Shining, era molto vulnerabile. E sarà il carattere vulnerabile di Jack a renderlo una facile preda per il male che si annida nell’albergo. Torrence stesso, d’altronde, è una casa stregata.
Sostanzialmente, il film è di genere più prettamente horror, con varie differenze nella trama. Per esempio, nel libro la camera è la 217 e non la 237; Wendy non è mora, ma bionda e considerevolmente più giovane rispetto alla Wendy della pellicola; o il personaggio di Ullman, che nel film è molto simpatico e cordiale, mentre nel libro è un arrivista, un cinico direttore d’albergo. E il finale.
Bello, comunque. Inquietante. Lo rivedo sempre volentieri.

1 commento

  1. vincenzo liberti / 22 aprile 2017

    Film sopravvalutato , e di molto. IL libro al contrario è davvero magnifico.

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