Recensione su Overlook Hotel - Stanza 237

/ 20126.637 voti

3 novembre 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

irritante, una delusione totale. mi aspettavo qualcosa di meglio dei vaneggi di quattro cialtroni che inseriscono a forza significati nascosti laddove non ce ne sono. a volte, un film è solo un film e una nuvola è solo una dannata nuvola. l’unico passaggio interessante è la teoria dello spazio-overlook hotel interpretabile come rappresentazione della mente dei protagonisti, esplorato sul piano fisico e conseguentemente psicologico dal “medium” danny durante i suoi giri sul triciclo. ma ben presto, ahimè, anche questa interpretazione perde di senso perchè se è facile prendere per buona la stanza 237 con relativa donna nuda come immagine dei desideri inconsci del padre, meno digeribile risulta la rappresentazione della madre come… due gemelle che vogliono giocare. oltretutto, tanti vaneggi su quali basi? sappiamo bene che il soggetto non è di kubrik ma di stephen king e che, nonostante alcune rilevanti modifiche del regista, l’impianto generale è all’80% quello di stephen king. ergo, come volerci dare a bere che certi accorgimenti siano frutto della mente visionaria e geniale (Q. I. 200, ribadiamolo) di kubrik? o che lo siano per metà? mistero.
da sottolineare, comunque, la presenza di alcune scene inedite (perlomeno, io non le avevo mai viste).

4 commenti

  1. Stefania / 4 novembre 2014

    Ti ha irritata, benché tu abbia compreso che “una nuvola è solo una dannata nuvola”: mi sfugge qualcosa 😉
    Questo non-documentario è una “semplice” follia, la mistificazione e destrutturazione di un mito che dimostra che le infinite letture che possono essere applicate ad una materia sono praticamente inutili.
    Gli autori avrebbero potuto fare la stessa cosa con Via col vento o Spongebob, avendo, sicuramente, meno materiale su cui speculare in maniera così spregiudicata. Shining si presta bene all’esperimento per via della sua “leggenda”.
    Personalmente, l’ho trovato un prodotto interessante dal punto di vista della forma della comunicazione, non del contenuto relativo all’analisi del film, assolutamente inconsistente, a parte sporadiche e più o meno volontarie eccezioni.

  2. Bisturi / 4 novembre 2014

    E’ un “documentario” molto suggestivo, così come sono suggestive, improbabili ma interessanti nella loro improbabilità, appunto, le tante teorie ed interpretazioni del film e di scene storiche dell’opera. Io l’ho trovato scorrevole, alimenta leggende che in cuor nostro sappiamo essere, per lamaggior parte, false ma ci piace anche solo immaginarle. Badare sempre e solo alla logica, alla tecnica e alla verità assoluta dei fatti sarebbe molto ma molto noioso. Bel “documentario”, dvertente e che soprattutto, secondo me, fa bene all’opera di Kubrick, un film epocale il quale, come tutte le opere di culto, si presta bene a leggende e speculazioni di sorta. Come è giusto che sia.

  3. scimmiadigiada / 5 novembre 2014

    avete sicuramente ragione, resta il fatto però che m’ha proprio innervosita 😀 non succedeva dai tempi della visione di “anche i nani hanno cominciato da piccoli” di herzog. sto ancora cercando di capire il collegamento ma il fastidio profondo sconfinante nell’irritazione è il medesimo 😀 mi aspettavo un prodotto diverso, questo è sicuro.

  4. scimmiadigiada / 5 novembre 2014

    comunque, ammetto la mia intolleranza totale dinanzi a cose come le teorie di questo documentario. mi ricordano la bibbia, è un riflesso incondizionato, reagisco male: cucchiaiate di scempiaggini direttamente dall’ufficio complicazioni affari semplici. non è che un film debba per forza avere un sottotesto o in alternativa essere un intrattenimento fine a se stesso, si può pure raccontare una storia senza simbolismi e affascinare lo stesso. secondo me kubrik voleva sperimentare un genere diverso (l’ennesimo!) e si è buttato sull’horror perchè colpito dal potenziale del libro di king. l’ha fatto alla sua maniera e ha ottenuto un film bello e affascinante, che ha poco da spartire con l’horror canonico. il fatto che si voglia trovare per forza un significato laddove non c’è è dovuto alla sua fama di perfezionista maniaco, alle storie sul video dell’allunaggio, ma soprattutto al fatto che aveva girato 2001 odissea nello spazio. io resto sempre dell’opinione che se la sua carriera non avesse compreso quel particolare film, tutte queste menate non ci sarebbero mai state e sarebbe stato un cineasta come altri, geniale, perfetto ma terreno.
    ho sempre trovato più sensata l’ipotesi fatta su full metal jacket: è un film pieno di errori, alcuni proprio grossolani, cosa non da kubrik proprio perchè perfezionista E maniacale. ci sta la sedia dimenticata dietro jack in shining, ma sbagliare armi, caricatori, ombre di elicotteri, stravolgere berretti in testa alla gente ecc, tutto in un film, è anomalo. ecco che qualcuno ha ipotizzato fossero errori voluti, per simboleggiare la metafora dell’insensatezza della guerra, essendo kubrik tra le atre cose un convinto pacifista.
    questo è un assunto che mi sento di condividere, ha un senso; ma che un tizio inquadrato per un secondo simboleggi popoli sottomessi è una minchiata, come i trattati simboleggiati dai barattoli di farina calumet rigirati, non sta in piedi. gli errori di posizioni, il set che cambia da un’inquadratura all’altra, la specularità che è uno dei cardini del film così come la massiccia presenza del colore rosso, sono cose volute per creare confusione nello spettatore, ma sono artifici artistici:
    è un modo per trascinare lo spettatore nel casino dell’overlook hotel, un modo originale e bellissimo di mettere ansia senza usare i sistemi classici dell’horror canonico. lì c’è della genialità. è anche per questo che mi irritano le minchiate, insomma. ‘sto cristo s’è sbattuto per metter su un impianto particolare, che avesse senso ricordare nei secoli a venire, e questi s’intrippano a contare i presunti 42 o a decifrare le nuvole?! ma siete dei cretini senza appello.

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