Overlook Hotel - Stanza 237

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Overlook Hotel - Stanza 237

Shining di Stanley Kubrick è un film complesso che si presta a molteplici letture. In questo documentario il regista Rodney Ascher raccoglie le testimonianze di alcuni ammiratori della pellicola di Kubrick, secondo i quali Shining è pieno di indizi nascosti che ne arricchiscono il significato.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Room 237
Attori principali: maschioBill BlakemoremaschioGeoffrey CocksfemminaJuli KearnsmaschioJohn Fell RyanmaschioJay Weidner
Regia: Rodney AscherRodney Ascher
Sceneggiatura/Autore: Rodney Ascher
Colonna sonora: Jonathan Snipes, William Hutson
Produttore: P. David Ebersole, Tim Kirk, Todd Hughes
Produzione: Usa
Genere: Documentario
Durata: 102 minuti

Dove vedere in streaming Overlook Hotel - Stanza 237

3 Novembre 2014 in Overlook Hotel - Stanza 237

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

irritante, una delusione totale. mi aspettavo qualcosa di meglio dei vaneggi di quattro cialtroni che inseriscono a forza significati nascosti laddove non ce ne sono. a volte, un film è solo un film e una nuvola è solo una dannata nuvola. l’unico passaggio interessante è la teoria dello spazio-overlook hotel interpretabile come rappresentazione della mente dei protagonisti, esplorato sul piano fisico e conseguentemente psicologico dal “medium” danny durante i suoi giri sul triciclo. ma ben presto, ahimè, anche questa interpretazione perde di senso perchè se è facile prendere per buona la stanza 237 con relativa donna nuda come immagine dei desideri inconsci del padre, meno digeribile risulta la rappresentazione della madre come… due gemelle che vogliono giocare. oltretutto, tanti vaneggi su quali basi? sappiamo bene che il soggetto non è di kubrik ma di stephen king e che, nonostante alcune rilevanti modifiche del regista, l’impianto generale è all’80% quello di stephen king. ergo, come volerci dare a bere che certi accorgimenti siano frutto della mente visionaria e geniale (Q. I. 200, ribadiamolo) di kubrik? o che lo siano per metà? mistero.
da sottolineare, comunque, la presenza di alcune scene inedite (perlomeno, io non le avevo mai viste).

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Analisi sul lavoro di Kubrick / 8 Agosto 2014 in Overlook Hotel - Stanza 237

Ipotesi e teorie legate ai vari elementi del film di Kubrick, raccolte in questo documentario di un’ora e quaranta circa.
Che si tratti della sfera dell’assurdo o di quella del perfettamente plausibile, tale assegnazione spetta unicamente alla coscienza dello spettatore. Sostanzialmente però, si può definire questo Room 237 un bel lavoro, in principio grazie ad un’analisi meticolosa accompagnata da immagini di repertorio e voci fuori campo, oltre che analisi della pellicola compiute in certi frangenti fotogramma per fotogramma.
Non va assolutamente preso come una “Guida alla visione di Shining” (l’avviso ai titoli di testa lo conferma), ma più al pari di una chiacchierata al bar tra amici, basata sullo scambio libero di opinioni.

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The Moon Room. / 14 Marzo 2014 in Overlook Hotel - Stanza 237

Posto che tutto ciò che viene ipotizzato nel film abbia completa fondatezza oppure no, resta il fatto che il lavoro di speculazione, vera o infondata, lo ribadisco, che compone questo atipico ed originale documentario è gigantesco.
Al di là di alcune stridenti forzature, o -più correttamente- al di là di alcuni passaggi che appaiono sensibilmente forzati (su tutti, l’assunto di partenza della teoria del minotauro e l’attacco del progetto, con la presenza dei barattoli di farina Calumet che sottendono che Shining sia un film che parla dell’eccidio dei pellerossa), confesso che diverse analisi mi hanno realmente affascinata e, forse, addirittura convinta.
Parlo, in particolare, delle speculazioni spaziali e temporali: tra le prime, ho apprezzato decisamente lo studio dei percorsi “impossibili” all’interno dell’Overlook; tra le seconde, mi ha colpito la tesi che propone il film come un racconto circolare, in cui la sovrapposizione di specifici fotogrammi dà vita a metaracconti nascosti.
Umberto Eco parlò di un processo analitico assai simile a questo ne Il pendolo di Foucault, allorché accennò alla libera interpretazione di un testo medievale a cui, erroneamente, venne attribuito un dato valore investitorio: egli, privandolo delle sovrastrutture impostegli, lo riduceva in un colpo solo ad una mera “lista della spesa”. Il succo della questione è che, come accade sovente, qualora si intenda trovare in un testo o in una pellicola, come in questo caso, qualsiasi cosa, si può star certi di trovarla. Ed il confine tra la reale intenzione dell’autore (Kubrick) e le supposizioni della platea diventa indecifrabile.

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