Philomena

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Philomena

Ispirato ad una vicenda realmente accaduta. Philomena, orfana di madre ed affidata ad una zia, è solo un'adolescente quando rimane incinta. Ripudiata dal padre, viene mandata presso un convento di suore, dove resta per alcuni anni, dopo aver partorito. Il suo bambino, Thomas, le viene portato via senza preavviso e dato in adozione. Durante i successivi cinquant'anni, Philomena tenta inutilmente di trovare qualche indizio su di lui, finché, aiutata da un giornalista, non riesce a rintracciarlo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Philomena
Attori principali: Judi DenchSteve CooganSophie Kennedy ClarkMare WinninghamBarbara JeffordRuth McCabe, Peter Hermann, Sean Mahon, Anna Maxwell Martin, Michelle Fairley, Wunmi Mosaku, Amy McAllister, Charlie Murphy, Cathy Belton, Kate Fleetwood, Charissa Shearer, Nika McGuigan, Rachel Wilcock, Rita Hamill, Tadhg Bowen, Saoirse Bowen, Harrison D'Ampney, D.J. McGrath, Simone Lahbib, Sara Stewart, Gary Lilburn, Charles Edwards, Nicholas Jones, Paris Arrowsmith, Marie Jones, Frankie McCafferty, Vaughn Johseph, George Fisher, Jordan King, Amber Batty, Martin Glyn Murray, Florence Keith-Roach, George Michael Rados, Elliot Levey
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura/Autore: Steve Coogan, Jeff Pope
Colonna sonora: Alexandre Desplat
Fotografia: Robbie Ryan
Costumi: Consolata Boyle
Produttore: Steve Coogan, Henry Normal, François Ivernel, Christine Langan, Tracey Seaward, Cameron McCracken, Gabrielle Tana, Carolyn Marks Blackwood
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 98 minuti

Una coppia poco affiatata / 27 Giugno 2017 in Philomena

È difficile capire cosa avessero in mente gli autori del film quando hanno affiancato un pomposo gaffeur a una proletaria ingenua (ma talvolta abbastanza smaliziata). Il cinema predilige le strane coppie, ma qui manca totalmente qualsiasi affiatamento: per quasi tutta la durata del film Sixsmith considera con evidente orrore la povera Philomena (che meriterebbe qualcosa di meglio), al punto che uno finisce per chiedersi se non stia per caso rispecchiando l’opinione del regista.
Si aggiunga l’esiguità della trama – una indagine che avrebbe potuto e dovuto essere appassionante, e che si risolve invece nel giro di un minuto con una ricerca su Google – e le sue stranezze – le inspiegabili reazioni della sorella e del partner di Anthony/Michael – ed ecco allineati tutti gli ingredienti per un fallimento artistico di grandiose proporzioni.
Fortunatamente il film ha qualche momento di interesse nella rappresentazione delle demoniache suore dell’orfanotrofio, la cui irredimibile malvagità avrebbe però meritato ben altro che il perdono dell’esausta protagonista.

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Meh… / 21 Agosto 2016 in Philomena

Poteva essere un bel film, non è inguardabile però potevano puntare più sul dolore della madre, sullo strazio che deve aver vissuto. Inizialmente avrei dato un 6, ma dopo aver visto foto e video della madre originale no, direi 5.

Il giusto peso della “leggerezza” / 20 Febbraio 2015 in Philomena

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Spesso pensiamo che la cultura, il parlare forbito, il riconoscimento del titolo di studio siano ciò che serve per creare un livello di distinzione nella scala sociale tra esseri umani.
E spesso questo pensiero ci viene riconosciuto dal nostro prossimo, dalla società stessa e da buona parte dei meccanismi del mondo che ci circonda.
Ora, questo pensiero, è sì valido ma solo se osservato dentro certi aspetti, tra le mura di certe realtà.

Questa differenza di livello è ben visibile e ben presente tra Philomena e Martin fin dal loro primo incontro,
infatti la vita scritta è documentabile di Martin lo porta ad autoelevarsi (magari anche inconsciamente) nei confronti di Philomena la cui vita è molto meno nota e documentabile e lo porta inevitabilmente a giudicarne come aspetti non dico negativi ma “leggeri” o “superficiali” alcuni comportamenti e pensieri di questa anziana signora. Il suo passato da sottomessa alle suore fa il resto e completa il pregiudizio iniziale.
D’altro canto anche se in un modo meno comune anche Philomena si trova a giudicare le decisioni ed i pensieri di Martin che sebbene illustrati con sagacia lasciano perplessa la mente indottrinata di Philomena ma anche abituata a pensare a forza della violenza che aveva subito e che le aveva segnato la vita.
Ecco secondo me il segreto e la meraviglia di questo film è il continuo parallelo e i continui ribaltamenti di dominio che ci sono tra i due personaggi, che in tutta la durata del film è come se si scambiassero il ruolo del saggio e dell’ingenuo accadimento dopo accadimento.
Ovviamente il film parla anche di altro, la cornice e la storia che viene raccontata nelle trame si distanzia da quanto ho colto io come punto chiave, c’è la ricerca del figlio “rapito e affidato dalle suore ad un’altra famiglia”, c’è la crisi di identità di un giornalista di successo tradito da giochi di potere che si trova costretto a reinventarsi un lavoro e forse anche una vita, c’è il segreto dell’educazione imposta dalle suore di regime, ci sono i colpi di scena della vita del figlio e c’è anche dell’ironia o leggerezza e proprio su questo punto vorrei soffermarmi.
Ho letto qualche recensione e qualche critica al film, premettendo che ognuno è libero di scrivere ciò che sente e di esporre il suo punto di vista non mi trovo però d’accordo con chi imputa al film di usare toni eccessivamente “semplicistici e poco drammatici” vista la tristezza di fondo della storia, che per altro è una storia vera.
Il personaggio di Philomena da quel che ho potuto capire era realmente così.. e non capisco perché si dovrebbe per forza soffermarsi sul lato drammatico. Esistono persone che nonostante la loro vita sia piena di difficoltà non si perdono d’animo, non solo non si piangono addosso ma non perdono nemmeno la forza di ridere, gioire e scherzare perché per loro questo significa vivere.
La leggerezza nell’affrontare determinate situazioni può sicuramente essere sinonimo di ignoranza o maleducazione ma allo stesso tempo può essere sinonimo di intelligenza e di una profondissima consapevolezza che è la caratteristica che mi ha emozionato di più del personaggio di Philomena.
Prendere alla leggera situazioni che per reale importanza sono leggere e prendere seriamente situazioni e argomenti che hanno una reale importanza sociale o emotiva è per me la massima espressione di intelligenza umana e Philomena questa dimostrazione la da continuamente.
E’ buffa e goffa nello stile quando racconta dei libri che legge, è buffa e approssimativa nello stile quando si raffronta con il personale del ristorante dove consuma un pasto con Martin però è di una concretezza e profondità disarmante quanto si trova ad affrontare la notizia della morte del figlio e reagisce cercando di capire chi fosse, quando si trova ad affrontare la sua omosessualità citando la sua mancata sorpresa da un fatto che solo una madre poteva notare, quando scopre il segreto nascosto delle suore e riesce a far prevalere la ragione alla rabbia, quando usa la schiettezza e non i mezzi termini o i giri di parole per convincere il compagno di suo figlio a parlargli di lui..

Allo stesso tempo, tornando al parallelo tra i due protagonisti c’è Martin che prima sottovaluta Philomena per i motivi descritti prima, poi nota la sua buffa goffaggine nei confronti dei rapporti nella civiltà in cui vivono e sente di aiutare la donna quasi unicamente per un misto di deformazione professionale e nuova occasione lavorativa.. che poi però si sorprende e arrabbia fino a volersi opporre quando si rende conto utilizzare solo il lavoro nei confronti di Philomena sia in realtà un sopruso, si indigna difronte la menzogna e l’ingiustizia, si oppone con le unghie e con i denti a chi manca di rispetto a questa Madre che cerca solo la verità, lotta per un ideale e prende sul personale una questione d’onore. Lui non perdona e non accetta perché forse è la cosa più giusta da fare però in qualche modo rispetta o si sforza di farlo il pensiero di Philomena e anche le sue decisioni perché ha capito lo spessore morale di quella persona.
Secondo me, mi ripeto, la meraviglia comunicativa di questo film è rinchiusa tra definire il giusto peso della leggerezza e la riflessione che induce il parallelo delle vite dei due protagonisti.
Non importa se si viene educati dalle suore, da concetti cristiani e religiosi oppure se si cresce secondo i canoni di un educazione scolastica di primo livello senza credere in punti di vista che si distaccano dalla scienza e dalla logica per come la interpretiamo, quello che conta veramente è la singolarità di ogni persona, la capacità di relazionarsi con il prossimo, la purezza dell’anima che si ricopre, conta la capacità di capire e di pensare, la capacità di osservare e di credere, conta il rispetto per ciò che non è come vorremmo che sia, conta il credere nelle cose che ci sembrano giuste, conta il capire che le persone a volte sbagliano e altre volte sono obbligate a sbagliare, conta capire che il passato non si può cambiare, si può scegliere se accettarlo e farlo nel miglior modo possibile o se scontrarsi contro ad esso e forse rimanere in eterno fermi nel momento dell’impatto..

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L’abito non fa il monaco! (in questo caso la suora!) / 9 Gennaio 2015 in Philomena

Un film che mi ha commosso molto, nonostante nella prima metà il film sembrava non dovesse mai svilupparsi; più scorrevole la seconda metà. Trovo estremamente affascinante e ottimo spunto di riflessione in questa storia il contrasto tra la figura della suora e quella di Philomena. Due personaggi ancorati alla religione ma agli antipodi dell’interpretazione del messaggio cristiano. Da un lato abbiamo la suora (quando si dice che “l’abito non fa il monaco”) che decide di indossare l’abito monacale ma vive con frustrazione estrema i voti che ha fatto e ciò la porta a odiare visceralmente la sessualità altrui e la rende incapace di misericordia; dall’altra abbiamo una madre, una “peccatrice” secondo il vecchio messaggio dei farisei, avendo avuto un figlio fuori dal matrimonio, ma capace così tanto di amare e di perdonare da riuscire a trasformare il male fatto dalle suore in bene (impegnandosi nell’aiutare altre donne a ritrovare i loro figli), questa donna è capace di un perdono così grande che noi non ce ne rendiamo capaci (molti probabilmente non lo accettano proprio), io stessa penso che avrei preso a calci quella vecchia con le stampelle, eppure la fede di questa donna è così grande da riuscire a sopravvivere nonostante tutto quello che ha dovuto passare ed è sempre la fede a guidarla nelle sue scelte, portando (per chi ha letto qualche passo del Vangelo ogni tanto) a farle rivestire un ruolo molto più veritiero del messaggio cristiano.
“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.” Mt 11, 25
“Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perchè con la misura con la quale misurate sarà misurato voi in cambio.” Lc 6, 37-38
“Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?”. Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.” Mr 2, 15-17
“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.” Gv 13, 34-35

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7 Gennaio 2015 in Philomena

Bel film, anche se mi aspettavo toni un pò più leggeri (da commedia). Invece il film è abbastanza teso, con il dito puntato verso le suore cattoliche. Triste la storia di Philomena (un’ottima Judi Dench) che con l’aiuto del giornalista Martin (il bravo Steve Coogan) prova a scoprire che fine ha fatto suo figlio, portatole via dalle suore. Belli i confronti tra Philomena (che nonostante tutto, mantiene la fede) e l’ateo Martin.

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