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Recensione su Nymphomaniac: Volume I

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L’amore distorce le cose. / 6 aprile 2014 in Nymphomaniac: Volume I

E’ difficile dare un giudizio ad un film visto per metà e per giunta privato di un’ora e mezzo di riprese, ma cercherò comunque di trasmettervi il mio pensiero sul nuovo e discusso film di Lars Von Trier. Un film che è stato caricato di aspettative da mesi e mesi di chiacchiere, clip e polemiche, ma che finalmente ha raggiunto anche le nostre sale.
Un film insidioso, carico di significato, che va ben oltre il sesso esplicito e i nudi integrali della graziosissima Stacy Martin, interprete di una Joe nel pieno della sua giovinezza.
Una pellicola che mi ha lasciato l’amaro in bocca oltre che un indefinibile senso di tristezza e vuoto, una volta giunta ai titoli di coda. Dopo un epilogo che non avrebbe senso se non fosse seguito da un altro film di altrettanta durata.

Lars Von Trier anima il suo Nymphomaniac di sessualità, ben lontano dal porno. Di sensazioni, svuotandolo di sentimentalismi e giudizi in merito. Lasciando tutti i rimandi filosofici in mano alla regia asettica e minimale, che con il frequente uso di primissimi piani, permette allo spettatore di entrare dentro l’anima dei suoi personaggi. Joe in primis. Che mentre si racconta, risulta una donna sfiorita, tumefatta, provata da una vita che l’ha fatta osare, forse troppo.

Questo Nymphomaniac è solo la prima parte di un film completo, che si incentra sulla spudoratezza e la spensieratezza giovanile. Quella dei primi incontri, della trasgressione, delle prime volte. Dell’anti-amore. Dove Joe ha scoperto il suo potere di donna e l’ha utilizzato per interagire con l’altro sesso. Per soddisfare la sua voglia irrefrenabile di lussuria. Sempre seconda al fitto intreccio di relazioni vuote e senz’anima che ha instaurato durante la sua esistenza di ninfomane.

E’ l’eleganza che muove il lento scorrere di Nymphomaniac, non di certo lo scandalo. E’ la raffinatezza che scandaglia la vita sofferta e difficile di una persona vittima di una dipendenza a cui è impossibile sfuggire e su cui ha costruito tutta la sua esistenza. Senza preoccuparsi dei sentimenti altrui. Tenendo tutti a distanza, nonostante il terribile senso di solitudine che non le ha mai dato pace. Joe è vittima e carnefice della sua stessa esistenza, ricca di tristezza e infelicità.

Lors Von Trier è un regista complesso e senz’altro Nymphomaniac non è un film per tutti, tantomeno una pellicola per passare un’ora di svago il sabato sera. E’ un elenco di piccole storie tristi e riprovevoli vissute da una persona che si sente la me**a nell’anima, un mostro dentro. Raccontate con un’impotenza sterile che per forza di cose, l’ha portata al degrado.

Quanta tristezza.

1 commento

  1. VixLaRox / 11 aprile 2014

    la parte dell’organo è secondo me la migliore.

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