Recensione su L'arte di vincere

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6 Febbraio 2012

Parto dal presupposto che apprezzo le recenti scelte di Brad Pitt (“l’assassinio di Jesse James, Il curioso caso di Benjamin Button, The Tree of Life”) e che, contrariamente alla massa mi sono piaciuti i recenti film sul baseball, interpretati soprattutto da Kevin Costner (“L’uomo dei sogni, Gioco d’amore”). Detto questo, trovo che l’interpretazione di Pitt sia stata buona (l’oscar è eccessivo ma per tutto il film il suo personaggio oscilla tra il comico e il drammatico e le sfumature personali mi sono sembrate molto efficaci) e anche il cast di supporto è ben scelto (Philip Seymour Hoffman, Robin Wright e Jonas Hill, davvero piacevole!). Il film più che di baseball parla di un uomo, di un allenatore con un passato da redimere. E’ quello il cardine di tutto. Per cui ecco che la prima parte si dilunga nelle spiegazioni, mentre la seconda accelera un pò troppo. Ma il film si guarda volentieri – merito della coppia Pitt/Hill sostanzialmente – e, forse perchè in America l’argomento sportivo e il baseball in particolare piace ad attori e registi, oltre che al pubblico, ecco che il film assume una dimensione leggera e a tratti un pò scanzonata, anche se il tema centrale è l’introduzione di una nuova filosofia di gioco.
Non sarà un capolavoro ma è una bella produzione per una serata ad appannaggio dello sport.

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