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Recensione su Prigionieri dell'oceano

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PRIGIONIERI DEL GENIO / 5 marzo 2017 in Prigionieri dell'oceano

Gli esperimenti di Alfred Hitchcock mostrano sempre una sicurezza nella padronanza del mezzo filmico che non si può che ammirare e basta. Confinare dei personaggi su di un piccola scialuppa di salvataggio e raccontarci numerose storie azzerando l’unità di luogo è senza dubbio una scommessa vinta.
La regia è riconoscibile e l’eredità che lascia è profonda nonostante il film sia uno dei più sottovalutati del maestro Britannico.
Tallulah Bankhead primeggia in un cast ben assemblato.
Il simbolismo è una presenza costante e il messaggio di fondo è veicolato con grande classe. Lo si può riassumere con le parole dello stesso Hitchcock che a tal proposito disse:
“nel mondo c’erano due forze, democrazia e nazismo. Le democrazie erano in uno stato di completa disorganizzazione mentre i tedeschi sapevano perfettamente dove volevano arrivare”.

Geniale il consueto cameo del regista.

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