Recensione su La sconosciuta

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28 luglio 2011

Questo è un film che mi è stato caldamente consigliato di vedere da un amico che reputo anche uno dei massimi esperti di cinema che io conosca. E mi ha consigliato di vederlo dopo avermi suggerito di vedere “Una pura formalità” (che ho apprezzato moltissimo).
In questa maniera devo dire che ho rivalutato Tornatore. Si perchè di lui avevo visto anni fa “La leggenda del Pianista sull’Oceano”, un film piacevole con un grande Tim Roth, e “Malena”, un film che più brutto non si può girato solo per esaltare le curve della Bellucci (che anche un calendario sa presentare allo stesso modo e costa meno).
Per cui il mio giudizio sul regista era altalenante. Dopo “La sconosciuta” devo ammettere che il thriller drammatico è decisamente il suo genere.
Questo è un film coinvolgente, affascinante, ben montato e sapientemente interpretato da Kseniya Rappoport, nella parte di una sconosciuta immigrata alle prese con l’inserimento in una realtà di condominio. Naturalmente il film non è tutto qui ed il passato di lei ha una parte essenziale, ma il film sembra portare in una direzione e lo spettatore si costruisce un pò alla volta la sua idea, mentre la realtà assume sfaccettature multiple.
Aggiungere di più sarebbe un peccato, perchè rischierei di rovinare tutto, per cui mi limito a dire che mi sono piaciuti anche gli altri interpreti (da Favino a Haber alla Gerini, fino a Placido, che in questa veste un pò insolita fa così schifo da poter dire che ha incarnato alla perfezione il suo personaggio).
Avevo precedentemente visto “La doppia ora”, sempre con Kseniya Rappoport e le analogie sono evidenti. Anche quello era un gran bel film.

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