Recensione su La mafia uccide solo d'estate

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19 Dicembre 2013

non posso essere oggettiva, mi sono commossa. Un pezzo della mia vita mi è passata davanti, ricordo che dopo l’uccisione del generale dalla Chiesa e della moglie per anni ho avuto il terrore delle autobianchi A112.
Pif fa un film sulla memoria e sulla storia personale, ok, non sarà perfetto, avrebbe potuto osare, sì, ma il film è un atto d’amore prima di tutto, perchè qui sono i morti in primo piano, non chi li uccide, non è la mafia, è il poliziotto di scorta, è il commissario che è importante e lo è per la sua vita tutta, per il suo lavoro, per cui morirà, ma anche per le colazioni fatte al bar, per lo zucchero sui baffi. Ed è il ricordo nel finale, noi che non guardiamo più alle lapidi, che sottolinea come quelle persone abbiano fatto qualcosa per il sistema italia in cui noi andremo ad incastrarci, ma ricordiamo così anche tutto il loro mondo che si è spento all’improvviso interrompendo il mare delle possibilità di una vita umana.
E’ un film leggero, non approfondisce, spennella di battute il lato finanziario e politico, ma appunto secondo me se lo può permettere, perchè ricorda con tenerezza.

3 commenti

  1. Stefania / 19 Dicembre 2013

    L’incipit potrei averlo scritto io! Che impressione! 😀
    Non sono riuscita neppure a dare un voto al film, perché il coinvolgimento emotivo, sul finale, mi ha scombussolata.

  2. tiresia / 19 Dicembre 2013

    avevo le lacrime, giuro 🙂

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