2013
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La mafia uccide solo d'estate

/ 20137.4544 voti
La mafia uccide solo d'estate

Bellissimo / 23 Novembre 2017 in La mafia uccide solo d'estate

Conosco già Pif per il testimone, ed è bravissimo. In questo caso non si smentisce nemmeno come regista. E se la cava anche come attore.

La mafia raccontata con ironia / 25 Marzo 2017 in La mafia uccide solo d'estate

Dopo averne sentito tanto parlare, sono riuscito a vedere finalmente il film di debutto di Pif.
Pif affronta un tema molto delicato come la mafia in Sicilia con leggerezza e ironia, partendo come spunto dal raccontare la vita di Arturo, giovane giornalista, la cui esistenza si è intrecciata più volte con la mafia.
L’escalation di terrore e omicidi con cui la mafia ha eliminato parecchi personaggi “scomodi” tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90 è raccontata con ironia senza però minimizzare gli eventi.
Fantastico l’inizio con la corsa degli spermatozoi del padre di Arturo messi in parallelo con una macchina di mafiosi che andò a compiere quella che è nota come la strage di Viale Lazio.
Le disavventure di Arturo (il bravo Pif da adulto) per cercare di conquistare la bella Flora (Cristiana Capotondi da grande) e il suo incontro con vari personaggi che nel bene e nel male sono intrecciati con la mafia (o come vittime o come carnefici) sono il filo conduttore del film. Inoltre Arturo avrà come modello ispiratore Giulio Andreotti con alcune scene divertenti (il travestimento da bambino alla festa in costume in primis)
Nel resto del cast da citare Barbara Tabita nei panni dela madre di Arturo, Ninni Bruschetta è Frà Giacinto.

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Non il solito film di mafia. / 24 Febbraio 2017 in La mafia uccide solo d'estate

Il film di Pif non è per fortuna il solito film di mafia, perchè non amo particolarmente questo genere. E’ una commedia, amara e commovente per certi versi, ma sempre una commedia. Parla di vent’anni di storia palermitana raccontata dagli occhi di un ragazzo la cui vita è rovinata dalla mafia, ma non nel senso che si può immaginare. Ogni volta che cerca di far colpo su una ragazzina, succede qualcosa legata alla mafia che fa saltare (scusate il termine) i propri piani di conquista (tipo scrivere il proprio amore alla ragazzina sul marciapiede che salterà in aria nell’uccisione del giudice Rocco Chinnici).
Un film sull’importanza della consapevolezza, quella che spesso è mancata a molti giovani siciliani come me. Per il protagonista, complice la famiglia, la scuola e tutto l’ambiente, la mafia è come un’entità astratta, una leggenda, una favola da raccontare ai bambini.

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La mafia uccide solo d’estate / 14 Aprile 2016 in La mafia uccide solo d'estate

Bravo Pif!!
Un film originale nella sua idea per parlare di un tema mai banale, ma che avvolte si rischia di renderlo tale. Invece la personalità dell’autore spicca in modo chiara e fa sorridere nella tragicità della storia. Il finale semplicemente bello toccante e soprattutto importante!!

Molto toccante, poco divertente / 10 Luglio 2015 in La mafia uccide solo d'estate

Finalmente vedo l’esordio del Pif, dopo averne sentito lodi su lodi. Effettivamente è di sorprendente qualità per chi, come me, verso Pif aveva un pregiudizio e, soprattutto, non aveva mai visto il suo show tv Il testimone.
L’innocente innamoramento di un bambino, poi adulto, è il pretesto per raccontare la penetrazione della mafia nella comunità palermitana negli anni 80 e la stagione degli attentati contro i magistrati. Il piccolo protagonista comincia a sentir nominare la mafia e contemporaneamente tenta i suoi primi passi nel mondo del giornalismo. Consapevoli e potenti le scene di rappresentazione degli attentati; meno riuscita la pur insistita venatura comica. Purtroppo gli attori peggiori sono i protagonisti, Pif e Cristiana Capotondi e gli altri truccati in ruoli celebri; perfetto invece il cast di contorno, campionario di sicilianità.

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Originale, 7 / 10 Giugno 2015 in La mafia uccide solo d'estate

Un bel 7 ad una commedia che sà di vero. Intreccia con furbizia e curiosità la storia di Arturo a quella della mafia a Palermo negli anni 80-90, creando un misto tra dramma e commedia col sapore di cronaca nera. Un po’ inquietante ma comunque che diverte, cerca di affrontare un tema forte ma con toni leggeri. Un bel lavoro, da vedere.

molto bello / 5 Maggio 2015 in La mafia uccide solo d'estate

molto bello

5 Gennaio 2015 in La mafia uccide solo d'estate

Tra la commedia ed il documentario, il film scorre leggero su due binari paralleli: la vita di Arturo, aspirante giornalista, e la vita di Palermo, decimata dalla mafia. La voce fuoricampo di Pif unisce questi due mondi in apparenza lontani in una storia simpatica e divertente.
(P.S.: Ma io dico, con tutte le attrici italiane che ci sono, proprio Cristiana Capotondi?)

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La Memoria a toni leggeri / 30 Dicembre 2014 in La mafia uccide solo d'estate

Ogni storia di Mafia è anche una storia dell’Antimafia …si dovrebbe sempre ricordarlo . Film carino e , nonostante la pesantezza dei temi trattati che scorre nei delitti più cruenti della seconda guerra di mafia , il racconto si svolge in maniera ” leggera ” oscillando tra l’ingenuità del protagonista e la cruda realtà degli attentati.
Voto positivo perché la pellicola ha portato nelle case degli italiani ( coinvolgendo il pubblico più giovane ) storie e personaggi che non possono essere dimenticati .

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1 Agosto 2014 in La mafia uccide solo d'estate

Pif s’inventa un film geniale.
La lotta alla mafia vista e vissuta dagli occhi di un bambino che poi cresce diventando adulo, come cresce anche il popolo, finalmente, stanco di doversi chinare.
Drammaticamente bello; storia del nostro paese, del nostro Stato e dei nostri eroi, quelli veri.
Si DEVE vedere.
Ad maiora!

2 Giugno 2014 in La mafia uccide solo d'estate

Un ricordo. Indelebile per tutti noi. Immagino per chi l’ha vissuto a Palermo.

per non dimenticare / 3 Maggio 2014 in La mafia uccide solo d'estate

un film come dovrebbero essercene di più di produzione italiana. Pif è andato a segno, ha raccontato in maniera originale e nuova, fresca, una storia vecchia che tutti conosciamo. E che tuttavia non conosceremo mai abbastanza. E il messaggio è proprio questo: non dobbiamo dimenticare. Non dobbiamo pensare che ogni nostra azione possa essere vana e per questo rassegnarci, distogliere lo sguardo. Quello che Pif descrive è un percorso di crescita, sia del suo protagonista che del popolo palermitano. Per tutta l’infanzia di Arturo si susseguono gli aneddoti su come la mafia in realtà non esista, e anzi quando viene avvistata sembra generare solo favolette. Poi, un omicidio dopo l’altro, e Palermo si riempie di targhe, e ai funerali c’è sempre più gente, e si protesta, e la speranza vive perché un giorno, forse, la mafia sparisca dalla circolazione. E non solo d’estate.

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Moriremo democristiani / 27 Aprile 2014 in La mafia uccide solo d'estate

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Decisamente “ci fa”.
L’ingenuità di Pif (a tratti anche divertente) è però abbastanza inadeguata al tema trattato.
Tanto più che il protagonista è ingenuo da bambino, ma anche da adulto non migliora poi tanto.
Personalmente sono stato bambino nel sud degli anni ’80 e se ripenso ai miei amici e conoscenti dell’epoca, non me ne viene in mente uno che non sapesse che cosa è la mafia, o addirittura che si chiedesse se la mafia esiste.
Pensare che basti insegnare ai bambini che la mafia esiste ed è un male perché “la cappa che avvolge Palermo” si dissolva e per iniziare una concreta e reale lotta alla mafia è davvero troppo ottimistico.
Inoltre parlare della mafia degli anni ’80 e ’90 ed evitare invece di raccontare quella odierna, il tema della trattativa Stato-mafia, il tema della mafia al nord è abbastanza incoerente con la tesi “non dobbiamo fare come in passato, dobbiamo tenere informati i nostri figli”.
Mi ha fatto cadere le braccia il direttore di banca che prima ricicla il denaro sporco dei corleonesi e poigli viene pure fatto esprimere un giudizio morale su Salvo Lima.
Da quale pulpito.

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Bello ed emozionante! / 26 Aprile 2014 in La mafia uccide solo d'estate

Il film è veramente bello! Trattare un tema del genere con ironia e riuscirci bene non è facile..una boccata d’aria per il cinema italiano che si era un po’ appiattito ultimamente.. Bello ed emozionante!! un film adatto anche ai bambini.. consigliatissimo

Debutto alla regia per Pif / 21 Aprile 2014 in La mafia uccide solo d'estate

I meriti di Pierfrancesco Filiberto, in arte Pif, stanno sicuramente nell’approccio originale con cui egli si pone su un tema delicato come quello di Cosa Nostra e la mafia italiana. L’attore/regista palermitano si destreggia benissimo soprattutto nell’alternanza dei toni, passando facilmente dall’ironia pungente al dramma. Ne risulta che il film scorre bene e coinvolge pienamente, senza sbavature di sorta.

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idea ben sviluppata / 22 Febbraio 2014 in La mafia uccide solo d'estate

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Interessante l’idea di girare un film in cui la mafia di Palermo è vista sotto gli occhi di un bambino che ne è sempre stato coinvolto, dalle persone con cui parlava, a quelle che intervistava da mini-giornalista fino agli spermatozoi del padre. Ancora più interessante è vedere come un signor conduttore del calibro di Pif porta sul grande schermo questa idea e la realizzi con un budget piuttosto striminzito. Questo film racconta della mafia nel ventennio nero (se così lo possiamo definire) di Palermo, con dramma e allo stesso tempo quel pizzico di satira che non sgarra. Film che si lascia guardare e gustare in tutto il suo contenuto sia nella prima parte del protagonista da bambino (che è tutto un flashback) sia nella seconda metà in cui il protagonista è adulto. Ci sono diverse scene d’impatto, specie, quella che preferisco, l’esplosione che c’è circa a metà-pellicola, sebbene le sparatorie si vede che sono realizzate a poco budget. Regia ottima, sceneggiatura discreta, recitazione buona, non sbaglia quasi nulla questo film… tranne una cosa, l’unica cosa che mi ha lasciato perplesso, ovvero il finale, perchè è tutto troppo veloce ed è assurdo come prima lei odi lui e poi lo ami a tal punto da fare un figlio. Insomma, finale realizzato qualitativamente bene, ma fin troppo spinto e pieno di interrogativi, anche se quest’ultimo dettaglio può essere trascurato dal momento che il film è per il 90% in chiave interrogativa. In conclusione film bello e interessante, che merita 7 stelle e due bei pollicioni in su. Da vedere.

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8 Febbraio 2014 in La mafia uccide solo d'estate

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Arturo è un bimbetto di Palermo, le tappe fondamentali della cui vita sono puntinisticamente costellate da episodi del braccio di ferro tra mafia e forze dell’ordine, ‘80-’90. Cresce così, tra un magistrato che gli esplode subito dopo che lui gli ha confidato quale bimba gli piace, un poliziotto che lo inizia alla pasticceria siciliana (e viene sparato, peu après). Nel frattempo sta bimbetta cresce, e lui si innamora tanto, e compie la sua parabola dalla sua buffa e vampiresca idolatria per Andreotti al crescere e rendersi conto, con la maturità, della cappa di immobilismo e sangue e omertà che paralizzano la città. La buona notizia è che alla fine con Flora (la ex bimbetta) si puccia il biscotto.
Pif si spadella a fare cinema, con un personaggio con cui è facile empatizzare e un registro che subisce non troppe variazioni dal suo modo di fare televisione. C’è una forte componente autobiografica, che rende la storia assai “sentita”, e probabilmente da far vedere nelle scuole molto più di tanta altra roba che viene passata. Perché efficace nel mostrare, nell’alternanza tra storie di vita personale e Storia maiuscola, con precisione a volte di cronaca e inserti di filmati d’epoca, quella che era una vera guerra sotterranea. Nonché un processo di presa di coscienza: del singolo, che è anche dapprincipio un bimbo, e poi della città, la possibilità di raggiungere la consapevolezza, e la voglia di reagire, a una situazione sociale tanto terribile quanto sembra immutabile. La fatica estenuata di tante persone che ci hanno convissuto per anni. Personalmente, ho da ridire invece sulla mancanza di evoluzione del registro stilistico, ancora questa ca**o di voce off, si evolverà prima o poi, non è che puoi fare per sempre tutto così; e sul finale didascalico in cui lui si fotte la bella e fanno un bimbo bello e gli insegnano cose belle e che la mafia è brutta mentre ora invece il cielo è sereno. E bello.
Sì ok. Ma non t’allargare :/

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3 Gennaio 2014 in La mafia uccide solo d'estate

uno dei rari film in cui La Storia commuove di più di una storia.

castigat ridendo mores / 3 Gennaio 2014 in La mafia uccide solo d'estate

Gli omicidi e le stragi di mafia più eclatanti che hanno martoriato la Sicilia e segnato la vita dell’intero Paese nel ventennio 1970 -1990 rivissuti indirettamente attraverso le ripercussioni che essi hanno avuto sulla travagliata e travolgente passione amorosa , nata sin dai tempi delle elementari , di Arturo per Flora .
Un’intelligente opera prima di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif , che sa coniugare sapientemente divertimento ed alta drammaticità (utilizzando allo scopo anche filmati dell’epoca) e che in una frase pronunciata poco prima delle sequenze finali (e che non rivelo per non togliere il piacere di apprezzarla compiutamente a chi si recherà a vedere il film ) racchiude in sé tutto il senso del film.
Un consiglio : non perdetevelo .

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Una cena e una pistola / 29 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Quello di Pif è un tenero ricordo e allo stesso tempo è il tenere viva la memoria di chi come me, in quegli anni, era troppo piccolino per ricordarsi con precisione perché le auto saltavano in aria e le persone giacevano immobili sul cemento affogate in un bagno di sangue. E’ il campanello d’allarme che ci avvisa che la mafia, la camorra, la ndrangheta è tutta me**a che vive, che striscia, che si insinua, è nel nostro presente costantemente. E io per questo film lo ringrazio, perché tutto questo l’ho potuto solo sfiorare, ho potuto solo vagamente immaginare la sofferenza che sta dietro a questo sistema statalizzato. Ricordo che ero in un ristorante di Strasburgo, al tavolo con un europarlamentare che contro la mafia si è esposto tanto. All’improvviso si è sentito un tonfo proveniente dalla vetrata dietro di noi. Uno dei due ragazzi della scorta ha preso in mano la pistola ed è uscito di corsa. Non era nulla. Ma quante volte, invece, è stato tutto? Quanta la paura che giudici, magistrati, scorta, parenti e persone comuni hanno dovuto soffocare e continuano a soffocare? Io sono nata e cresciuta al nord – e per questo mi scuso se quanto ho scritto può risultare superficiale – dove questo schifo esiste ma assume sembianze più striscianti, e mi risulta davvero difficile quantificare il terrore che chi vive in mezzo alla sfacciataggine di questi individui deve provare, chi si oppone al pizzo, chi deve nascondere l’incasso della giornata nel casco della moto, chi cambia ogni giorno il suo tragitto per tornare a casa. Pif rivolge un pensiero a tutti loro con un amore immenso, delicato e commovente, riassunto dalla potente scena finale.
Per inciso: adoro lo sguardo documentaristico di Pif, il suo stile alla Super8 e il gioco di supporti che usa quando si inserisce nelle immagini d’epoca.

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26 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

bello, intelligente, raccontato con cognizione di causa, consigliato!

24 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

“Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima, che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo; la seconda, che avrei dovuto insegnargli a distinguerla.”

Termina su queste parole “La Mafia uccide solo d’Estate”, il (felice) esordio registico di Pierfrancesco Diliberto – in arte Pif .
Il quesito posto è chiaro: quanto è sottile il confine che separa la Mafia (l’anti – stato) dai cittadini (lo stato)? La pellicola non solo risponde, ma addirittura rilancia, e lo fa con un progetto decisamente originale; una sceneggiatura che unisce il taglio documentaristico della cronaca delle vittime di Cosa nostra e delle stragi di Stato alla narrazione della vita (e della formazione) del protagonista Arturo nella Palermo degli anni ’80 – ’90. Il tutto attraversato da un riuscito piglio umoristico – a tratti comico – che, lavorando per contrasti con il soggetto del film, produce un’ironia grave e pungente, talvolta amara, mai gratuita e sempre intelligente.
Per il resto, la colonna sonora è ben piazzata (composta in gran parte di musica leggera italiana), la fotografia semplice e pulita, il montaggio decisamente funzionale e riuscito negli snodi documentario/narrazione. Non male la prova di Pif come attore, la Capotondi la odio e non posso valutarla oggettivamente.

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22 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

30 anni di storia siciliana ed italiana visti con gli occhi di un ragazzino, (lontano parente di Forrest Gump?) che inseguendo l’amore per una sua coetanea fin dai banchi di scuola, riuscira’ da grande nell’intento di sposarla.. nella tragica normalita’ di omicidi di lupara e auto fatte saltare in aria da quintali di tritolo.
Film riuscito.

19 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

non posso essere oggettiva, mi sono commossa. Un pezzo della mia vita mi è passata davanti, ricordo che dopo l’uccisione del generale dalla Chiesa e della moglie per anni ho avuto il terrore delle autobianchi A112.
Pif fa un film sulla memoria e sulla storia personale, ok, non sarà perfetto, avrebbe potuto osare, sì, ma il film è un atto d’amore prima di tutto, perchè qui sono i morti in primo piano, non chi li uccide, non è la mafia, è il poliziotto di scorta, è il commissario che è importante e lo è per la sua vita tutta, per il suo lavoro, per cui morirà, ma anche per le colazioni fatte al bar, per lo zucchero sui baffi. Ed è il ricordo nel finale, noi che non guardiamo più alle lapidi, che sottolinea come quelle persone abbiano fatto qualcosa per il sistema italia in cui noi andremo ad incastrarci, ma ricordiamo così anche tutto il loro mondo che si è spento all’improvviso interrompendo il mare delle possibilità di una vita umana.
E’ un film leggero, non approfondisce, spennella di battute il lato finanziario e politico, ma appunto secondo me se lo può permettere, perchè ricorda con tenerezza.

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“A Palermo ammazzano tanta gente. Uno più, uno meno…” / 10 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Sull’onda stilistica del celebre show “Il Testimone”, il noto conduttore di Mtv, ex Iena ed ex aiuto regista di gente del calibro di Marco Tullio Giordana , ha dato vita alla sua prima opera cinematografica, trattando uno dei temi più scottanti e delicati d’Italia. La mafia.

Allora forse è vero che gli stage servono, dato che non avrei più sperato in un (nuovo) cinema Made in Italy tanto valido.
Eppure Pif è riuscito a trasformare intere pagine di storia in un film tutto italiano.
Una commedia brillante e sarcastica, che fonde l’ingenuità infantile con i terribili bollettini di guerra della mafia che, tra gli anni ’70 e ’90, ha sterminato tutto lo sterminabile.

Tra finzione e realtà, in un continuo altalenarsi di registri comici e drammatici, l’amore di Arturo per Flora verrà continuamente influenzato dall’atrocità delle cronache mafiose che hanno piegato Palermo e l’Italia. L’Italia dei Governi Andreotti.

Si ride e si piange in La mafia uccide solo d’estate, un film intelligente e riuscito, grazie anche all’aggiunta di filmati “reali” che non mancheranno di evocare nuovamente la paura e lo sconforto di quel tempo.
Quando la gente saltava per aria come petardi.

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Ironico e profondo / 6 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Ho sempre amato lo stile di Pif ne “Il Testimone”.
“La mafia uccide solo d’estate” è una conferma delle sue capacità sia nel campo della regia che della sceneggiatura.
Un’opera prima fresca ed originale; Pif riesce a trattare con leggerezza, (auto)ironia ed allo stesso tempo profondità temi pesanti e difficili come quello della mafia.
Un film da vedere e rivedere.
Confido in lui per un nuovo cinema italiano.

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Pif non delude mai. / 5 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Un modo originale, e soprattutto nuovo, di trattare il tema della mafia.
Pif, già famoso per il fantastico programma TV “Il Testimone” (il migliore della TV italiana, a mio parere) debutta al cinema con questo gioiello che possiede una comicità fresca, ma allo stesso tempo molto amara.
Nonostante il tema trattato, il film scorre molto bene e i momenti divertenti sono tantissimi.
Le immagini della vita di Arturo e del suo amore per Flora si intrecciano perfettamente con le immagini reali degli omicidi di mafia, gli episodi di omertà e tutto ciò che riguarda il fenomeno mafioso.
Un film tutto italiano che merita tantissimo, scritto e diretto in un modo che solo Pif poteva sperimentare.
Spero che venga inserito nei cineforum scolastici, penso che la leggerezza del film lo renda adatto anche ad un target giovanile.
Do’ un 9 di incoraggiamento, con la speranza che Pif continui la sua carriera nel cinema italiano.

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1 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Palermo è bella, ma è anche orribile e frustrante. Rivederla attraverso gli occhi di un bambino dalla vita scandita dalle stragi mafiose degli anni 70-80-90 è qualcosa di bellissimo: perchè la sua dolce storia d’amore, trascinata per 20 anni, si mescola alle tragedie più nere, in un alternarsi di registri, comico e drammatico ( si ride e si piange come niente, merito di battute sarcastiche e dissacratorie e di momenti terribili fusi con le vicende dei protagonisti) , tra finzione e realtà; realtà al cui interno Pif inserisce gli stessi personaggi di finzione nei video di archivio originali che riempono il film, senza mai strafare e risultare forzato ma con una naturalezza apprezzabile e fino ad un finale che è emotivamente potentissimo. Inutile dire che mi sono emozionata più volte e che il finale sopracitato è un momento in cui si scioglie il cuore, forse dalla morale scontata ma non per questo meno forte e vera ( anzi no, perchè la mafia non si insegna a scuola, neanche in Sicilia e invece dovrebbe). Un momento emozionante per tutti e soprattutto per chi vive quotidianamente la Palermo sporca e menefreghista, illuminata saltuariamente da sprazzi di bellezza.
Un’opera prima sorprendente, fresca e piacevolissima, con bravi attori ( non male l’accento della Capotondi) e una colonna sonora tanto carina, che ridicolizza i mafiosi attraverso battute esilaranti ( non so quanto alcune possano essere comprensibili, per il dialetto) ma lascia qualcosa a cui pensare. Un film che tutti dovrebbero vedere.

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28 Novembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Una storia lunga vent’anni, vissuta e narrata attraverso gli occhi di Arturo, la cui evoluzione sociale e sentimentale progredisce in una Palermo segnata da stragi e attentati mafiosi. Nella violenza inaudita di cui questa città è immersa, Arturo riesce a scovare uno spiraglio di luce, di amore e poesia, covando in sé il coraggio di sapersi distinguere e far valere la verità.
Per leggere il resto, click qui: http://filmedvd.dvd.it/commedia/la-mafia-uccide-solo-destate/

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