Recensione su Inside Out

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Emozionante metalinguaggio / 20 settembre 2015 in Inside Out

Benché non fosse la prima volta che assistevo alla proiezione di un film Pixar in un cinema assediato dalle famiglie in libera uscita, vedere proprio questo film in una sala gremita di bambini mi ha permesso di tastare davvero con mano, forse per la prima volta, il fatto che i lungometraggi Pixar siano realmente “film per tutti”: sentire ridere piccoli e adulti in momenti diversi, per motivi diversi, con intensità diverse ha reso quantomai palpabile la notevole complessità ed i molteplici livelli di lettura di un prodotto di questo genere.
Oltre a parlare di psicologia (non solo infantile), proponendo una sorta di lezione sull’argomento con ricco apparato visivo, Inside Out consente di vedere sul campo le reazioni di differenti fasce di pubblico a specifici stimoli.
Credo si tratti del primo (riuscito) esperimento di questo genere su così larga scala.

Mentre ho sentito sganasciarsi dal ridere i bambini al mio fianco (età: sei-sette anni) per la battuta “San Franschifo”, mi sono accorta che non hanno battuto letteralmente ciglio quando il film ci ha fatto entrare per la prima volta anche nei Quartier Generali di Mamma e Papà, scatenando l’entusiasmo degli spettatori più maturi: è come se i bambini non avessero colto il gioco insito in quel passaggio, il ribaltamento di ruoli e, soprattutto, la posizione (la preponderanza) delle specifiche emozioni al pannello di comando.
Le strizzatine d’occhio alle varie fasce anagrafiche è talmente equilibrato da rendere il film completamente fruibile a chiunque: a livello di pianificazione, Inside Out è un “mostro” estremamente complesso capace di stimolare visivamente ed emotivamente ogni singolo membro della platea. Non credo di aver mai assistito a nulla del genere: ne sono rimasta davvero impressionata.

Senza tema di esagerare, penso che con questo lavoro la Pixar travalichi qualsiasi limite raggiunto finora dalla narrativa cinematografica: si tratta di puro e coinvolgente metalinguaggio, accattivante non solo per via delle forme estremamente gradevoli e dei colori sgargianti capaci di far presa sulla platea a livello istintivo.

Detto questo, il racconto in sé non è affatto originale, poiché ripropone schemi già abusati dalla stessa Pixar: in questa ennesima rilettura del viaggio dell’eroe, Gioia, per esempio, non è altro che una nuova versione di Woody (Toy Story) e Marlin (Nemo). Esattamente come loro apprezza e comprende le doti e la “necessità di esistere” del proprio indesiderato compagno (qui, Tristezza, là Buzz e Dory) comprendendo, quindi, la vera forza del gruppo solo dopo aver dolorosamente ridimensionato il proprio ruolo all’interno del rapporto (suo e degli altri) con il bambino-principe.

Nel complesso, comunque, si tratta di un immane ed eccellente lavoro (basti pensare alla schematizzazione delle funzioni del cervello legate alla memoria: senza alcuna ironia da parte mia, sarebbe interessante vedere qualcosa del genere in un film dedicato all’Alzheimer): a mio parere, in termini di struttura e risoluzioni (con l’eccezione dell’eccellente Toy Story 3), è il miglior lungometraggio Pixar dai tempi di Alla ricerca di Nemo e dubito che potrà essere facilmente eguagliato.
Da non perdere.

5 commenti

  1. paolodelventosoest / 22 settembre 2015

    Accidenti, i miei bimbi hanno già programmato di vederselo con i compagni di classe. Mi toccherà aspettare che passi in Home 😐

  2. Francesco / 26 settembre 2015

    Lieto che tu abbia potuto tastare con mano un così vivido esperimento sociale (se mi passi il termine) 🙂
    Purtroppo nel mio modesto cinema di paese , dove spesso la sala non è riempita quasi mai del tutto, simili situazioni sono vere e proprie chimere 😀

    • Stefania / 27 settembre 2015

      @Francesco_Macaluso: in alcuni momenti, specialmente all’inizio della proiezione del film, con l’entusiasmo alle stelle di quei bambini che gridavano, applaudivano e parlavano come se fossero sul divano di casa (una ragazzina di nove-dieci anni di fianco a me doveva aver visto clip e anticipazioni in Rete, perché conosceva a memoria le battute dei primi dieci minuti del film e, ovviamente, le proclamava ad alta voce), avrei fatto volentieri a meno dell’esperimento sociale 😀 Ma, nel complesso, è sempre interessante vedere le reazioni di un pubblico tanto variegato 🙂

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