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Recensione su Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

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della vanità / 1 marzo 2011 in Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

E’ largamente insipido. Sembra un film a la Allen, non un film di Allen, in cui luoghi comuni e piccoli stereotipi si affastellano continuamente. Quello che manca prima di tutto sono i dialoghi, quella proverbiale brillantezza e incisività che è stato il tratto tipico dei film di Allen.
Se l’incipit è bello, ma certo è il Bardo, e la fine l’ho pure apprezzata per come strappa ogni previsione interrompendo tutte le storie in maniera brusca, ma coerentemente facendo diventare tutte le vicende schegge senza senso del molto dimenarsi dei protagonisti, in mezzo non c’è davvero molto. Nè il vecchio in lotta con l’età, nè l’uomo alla ricerca di una via intelletuale, nè la donna alla rincorsa del proprio orologio biologico raccontano qualcosa oltre lo stereotipo, ma soprattutto nelle loro vicende mai si accende il fuoco della battuata o il quadro che ne approfondisca la psicologia. E anche la signora presa da spiritismo e ciarlatane non è gran che ispirata.
Il pessimismo di Allen è terribile, sono tutti personaggi sgradevoli, incapaci di vivere, di decidere, di guardare oltre se stessi, di essere equilibrati, ma il film è largamente senza ritmo e sa, molto, di già visto e raccontato.
Allen è uomo di pochi temi e io amo i suoi pochi temi. La differenza fra un film e un altro allora la fa il modo di raccontare sempre le stesse cose, qui il modo non c’è. E’ come se in questo film avesse messo meno cura del solito.
Il tema principale mi sembra essere la vanità in tutti i sensi, ossia nel significato di vano, vuoto e di compiacimento di sè accompagnato dalla presunzione di avere delle qualità. Da Alfie che pretende di essere ciò che non è (e come è caustico Allen nel fargli ribadire che è un fatto di geni, stilettata allo scientismo contemporaneo che ignora l’invecchiamento, o almeno pretende di farlo), al personaggio di Brolin che pretende di essere uno scrittore, di vivere come tale, pretende pure sempre l’altra donna, chiunque essa sia anche la moglie appena mollata, alla Watts che pretende di essere una gallerista senza averne i quattrini e quasi quasi pure di avere un uomo che neppure la vede.
Cattivissimo Allen, impietoso con tutti, anche con la signora svampitella che sarà pure tenera, ma è scandalosamente stupida. E poi la veggente, insomma lei è proprio 50 e 50, come tutti noi, a volte ci azzecca per puro dato statistico, ma poi fallisce come è normale che sia.
Film svogliato e senza sapore

1 commento

  1. catullina / 4 marzo 2011

    completamente d’accordo, bellissima analisi del film, complimenti! io mi sarei limitata alla tua frase finale!

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