Recensione su Il nascondiglio

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23 Novembre 2016

Nonostante l’ambientazione americana, gli elementi dei precedenti gotici del regista ci sono tutti: la protagonista che inizia una ricerca suo malgrado su avvenimenti del passato, una comunità locale ostile e omertosa, una casa che nasconde in se misteri sepolti, una serie di morti misteriose e lo svelamento finale. In più compaiono tutti quei topoi classici da casa infestata, come strani rumori, palle che rotolano e sussurri attraverso i muri.
Opera non particolarmente riuscita, uscì nel 2007, anno in cui anche Dario Argento tornò all’horror con il tanto agognato capitolo conclusivo della trilogia delle Tre Madri (intitolato appunto “La terza madre”, gli altri furono “Suspiria” e “Inferno”), al cui confronto comunque quella di Avati, pur non eccelsa, appare come un capolavoro.

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