La terza madre

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La terza madre

Viterbo. Una serie di eventi misteriosi sembra si sia scatenata dopo il rinvenimento di un'antica urna.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: La terza madre
Attori principali: Asia ArgentoCristian SolimenoAdam JamesMoran AtiasValéria CavalliPhilippe Leroy, Daria Nicolodi, Coralina Cataldi-Tassoni, Udo Kier, Robert Madison, Jun Ichikawa, Silvia Rubino, Barbara Mautino, Paolo Stella, Simonetta Solder, Stefano Fregni, Gisella Marengo, Marica Coco, Clive Riche, Massimo Sarchielli, Araba Dell'Utri, Marie Biondini
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura/Autore: Dario Argento, Jace Anderson, Adam Gierasch, Walter Fasano, Simona Simonetti
Colonna sonora: Claudio Simonetti
Fotografia: Frederic Fasano
Costumi: Ludovica Amati
Produttore: Dario Argento, Kirk D'Amico, Claudio Argento, Marina Berlusconi, Giulia Marletta
Produzione: Italia, Usa
Genere: Thriller, Horror, Fantasy
Durata: 102 minuti

Meno di zero / 24 Febbraio 2016 in La terza madre

Vorrei poter dare meno di 1
Non c’è granchè, se non violenza simil-Fulci anni 80 e tette

16 Settembre 2014 in La terza madre

Sono uscita dal cinema perché è stato veramente uno SCHIFO, ca**o nemmeno 5 minuti di pausa da una scena all’altra, lasciatemi respirare cavolo! Una trashata pazzesca

E sono stato generoso… / 8 Gennaio 2014 in La terza madre

…considerando che lo vidi al cinema!
ancora mi faccio grasse risate ricordandolo con gli amici!

10 Agosto 2013 in La terza madre

Non vorrei ripetermi, ma con questo film Argento ha davvero toccato il fondo.
Non per essere ripetitiva, ma Asia Argento deve ringraziare ogni giorno di essere una “figlia d’arte”, altrimenti non so quale altro regista sarebbe così folle da affidargli un un qualsivoglia ruolo.
La sua recitazione è orribile, in tutti i sensi e, non mi piace dirlo, il suo aspetto non è da meno(ma come diavolo l’ha fatta vestire suo padre? Non siamo più nel 1978…).
E poi la storia, che dovrebbe essere il punto di forza del film, è totalmente sconclusionata, non ha nulla a che vedere con i primi due film della trilogia.
Unica cosa degna di nota, soprattutto per gli uomini, è il corpo perfetto della star televisiva(?) Moran Atias.
Niente suspense, niente brividi, niente sceneggiatura, finale ridicolo, fotografia poco originale e colonna sonora scialba e piatta.
Un film senz’anima, frutto della mente di un uomo che ormai ha perso la poca credibilità che possedeva.

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Deludente conclusione della Trilogia delle Tre Madri / 1 Gennaio 2013 in La terza madre

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In un cimitero di Viterbo viene rinvenuta un’urna che, una volta aperta, scatena un’ondata di terrore e morte sulla città di Roma, invasa dalle streghe della più potente e temibile delle Tre Madri dell’Inferno, Mater Lacrimarum. Una studentessa di archeologia, Sarah Mandy, scoprirà di essere l’unica a poterla contrastare in quanto dotata di poteri di magia bianca, ereditati dalla madre.
Cominciata con quel piccolo capolavoro horror che è “Suspiria” (1977) e proseguita, senza infamia e senza lode, con l’horror corale “Inferno” (1980), la trilogia sulle Tre Madri di Dario Argento si conclude e tocca il suo punto più basso. In parte “La terza madre” conferma la crisi del cinema di Dario Argento (che già si avvertiva fin dai tempi di “Trauma”, datato 1993), sempre meno innovativo nella ricerca della paura, nella creazione degli effetti speciali (nonostante la collaborazione fedele dell’ottimo Stivaletti, nel suo team dai primi anni ’80) e nelle invenzioni figurative: pare che il regista romano si sia preoccupato soltanto di chiudere il ciclo, riducendolo ad un carosello di ammazzamenti totalmente privo di senso, col risultato di provocare più il disgusto dello spettatore che non la suspense e la tensione, elementi fondamentali dei suoi primi film. Dall’altra, il film pare adeguarsi ai livelli (piuttosto infimi) del nuovo cinema horror commerciale degli Anni Duemila, cosa ancora più grave se si pensa che è a dirigerlo è uno dei più celebri e apprezzati (all’estero in primis) tra i registi di genere italiani ancora in attività, che ha i tra i suoi meriti in una lunga carriera quello di aver codificato definitivamente il thriller all’italiana sulla scia di Mario Bava. E come se non bastasse, il film (girato in inglese) ha un’edizione italiana mediocre con dialoghi al limite del ridicolo. Peccato perché gli aficionados ritroveranno due vecchie “leve” del cinema argentiano come Daria Nicolodi (ex compagna del regista e protagonista di numerosi suoi film, nonché madre di Asia Argento) e Udo Kier, già apparso in “Suspiria” in un altro ruolo.

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